Aaron Raschi : “Come l’aria”, tra dance, intensità e parole

Dal 28 novembre 2025 arriva su tutte le piattaforme digitali e in radio Come l’aria, il nuovo singolo di Aaron Raschi, giovane cantautore riminese che negli ultimi anni ha tracciato un percorso in costante crescita, tra formazione, sperimentazione sonora e un’urgenza narrativa sempre più personale. Il brano sorprende per la sua duplice anima: un sound che sfiora la dance e un testo intimo e intenso, capace di scuotere e di emozionare. Una dichiarazione d’identità musicale, frutto anche di una produzione rinnovata e di un lavoro di studio profondo.

a cura della redazione


Ciao Aaron e bentornato su Che! Intervista. Come l’aria rappresenta un nuovo tassello del tuo percorso artistico: quali sensazioni provi ora che questo brano così intenso incontra finalmente il pubblico?
Grazie! Come l’aria è un brano pensato per fondere due sound, quello cantautorale e quello dance. Sono felice che sia venuto fuori così.

    Il singolo nasce da un’idea risalente a più di due anni fa, poi completamente trasformata in studio: cosa ti ha spinto a rimetterci mano e quando hai capito che era arrivato davvero “il suo turno”?
    Penso che ogni brano abbia un proprio tempo e un contesto storico. Mi sono sentito che era il momento e basta penso.

    Nel brano convivono una spinta dance e un testo molto profondo. Quanto è stato naturale per te unire energia e introspezione in un’unica direzione musicale?
    Ringrazio Saba che ha stravolto la produzione del pezzo, ha dato completamente un’altra faccia al brano e mi rende molto felice essere riuscito a fondere bene questi due mondi come dicevo prima.

    Parli spesso del desiderio di “colpire” attraverso la musica: quali sono gli elementi – sonori, emotivi o narrativi – che secondo te permettono a Come l’aria di lasciare un segno?
    Sicuramente la narrazione e ancora il viaggio sonoro che la canzone è.

    La collaborazione con Sabatino ha avuto un ruolo cruciale nella nuova veste del singolo. Com’è stato il processo creativo e quanto ha influito sulla tua visione del pezzo?
    La visione l’ha stravolta, è nata come una ballad vecchio stampo ed è diventata quello che tutti potete ascoltare adesso. Lui è un genio assoluto.

    Negli ultimi anni hai sviluppato competenze nella produzione musicale. In che modo questa crescita tecnica ha cambiato il tuo modo di scrivere, arrangiare e interpretare le canzoni?
    Il modo è rimasto lo stesso, ora sono semplicemente più consapevole di cosa faccio e di perché lo faccio. Penso sia importante mantenere una coerenza in qualsiasi cosa facciamo.

    Le tue principali ispirazioni spaziano dai Linkin Park allo stile pianistico di Ultimo: quali tracce di queste influenze ritrovi in Come l’aria?
    Un testo pesante come quello di come l’aria sicuramente ha a che fare con entrambi i mondi. Ma non penso sia proprio il pezzo giusto per parlare di queste influenze.

    Il 2025 è stato un anno importante anche per l’apertura del tuo studio, Watchsea Records. Quanto ha contribuito questo nuovo spazio creativo alla maturazione del tuo percorso?
    Lavorare per altri mi elettrizza, so cosa vuol dire stare dall’altra parte e questa cosa mi motiva a fare sempre meglio.

    Guardando ai tuoi brani precedenti – Diana, C’era una volta, In Giro – cosa senti di aver portato con te in questo nuovo singolo e cosa invece hai deciso di superare o lasciarti alle spalle?
    C’è un pezzo di me in qualsiasi brano porto, ogni tassello è stato minuziosamente scelto per stare al proprio posto nel momento giusto.

    “Come l’aria” sembra parlare a persone di età, esperienze e mondi diversi. Qual è il messaggio più importante che speri arrivi a chi ascolterà questo pezzo per la prima volta?
    L’importante è che questo pezzo venga ascoltato a mente sgombra, voglio che ognuno viva il pezzo a modo proprio. Grazie mille!

    Grazie Aaron e complimenti per la tua carriera artistica!

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