Con il suo esordio in Italia, pubblicato da Mondadori nel settembre 2025, Daria Lavelle porta i lettori in un territorio narrativo insolito, dove la cucina diventa medium, il palato si fa oracolo e il confine tra la vita e la morte si dissolve davanti a un piatto fumante. Aftertaste. Una ricetta per l’aldilà è un romanzo che mescola commedia nera, romance e realismo magico, con il ritmo brillante e sensuale di una serie televisiva destinata a restare impressa.
a cura della redazione
Il protagonista, Konstantin “Kostya” Duhovny, convive fin da bambino con una strana eredità: non vede i fantasmi, ma può assaporare i piatti che amavano in vita. Da quel primo pechonka cucinato dal padre perduto, fino alle ricette sconosciute di sconosciuti defunti, ogni boccone diventa memoria, presenza, chiamata. E quando Kostya scopre di poter riportare in vita — seppure per un attimo — i morti attraverso le sue preparazioni, il suo destino prende una svolta vertiginosa: un ristorante clandestino, un complice chef estroso, un imprenditore russo enigmatico e una cartomante che, leggendo i tarocchi, sembra leggere anche nel cuore del protagonista.
Lavelle scrive con una prosa ricca e cinematografica, capace di fondere la concretezza degli odori e dei sapori con il respiro del soprannaturale. Le sue descrizioni culinarie non sono semplici contorni narrativi, ma autentici incantesimi: ogni ingrediente diventa un tassello di memoria collettiva, ogni ricetta un rito di passaggio. New York, con le sue cucine rumorose e le strade affollate, fa da contrappunto a un aldilà che non ha gerarchie teologiche ma un linguaggio gastronomico.
Il romanzo si muove tra ironia e malinconia, leggerezza e inquietudine. È al tempo stesso un omaggio alla cultura del cibo come identità e legame familiare, una riflessione sull’ambizione e i suoi rischi, e una parabola sull’amore che resiste oltre la morte. Kostya, giovane e incauto, diventa un alchimista moderno che maneggia pentole e padelle come chiavi per aprire porte che non sempre dovrebbero essere varcate.
Se il tema centrale è la possibilità di rivedere chi non c’è più, la vera forza del libro è la domanda che serpeggia tra le righe: quanto siamo disposti a rischiare per prolungare un addio?
Per saperne di più visita: mondadori.it
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