Con “Ys Atlantide”, fuori dal 7 luglio, AlCe prosegue il suo viaggio musicale dedicato ai 22 arcani, firmando il secondo tassello di un percorso che intreccia simbolismo, spiritualità, memoria e impegno ambientale. Il brano, collegato alla carta della Papessa, trasforma il mito di Ys, l’Atlantide del Nord, in uno specchio del presente: un mondo sospeso tra leggenda e realtà, bellezza e rovina, consapevolezza e indifferenza. Tra violini, atmosfere bucoliche e suggestioni nordiche, il cantautore toscano costruisce una canzone capace di far riflettere, coinvolgere e aprire uno spazio di ascolto più profondo sul rapporto tra uomo, natura e responsabilità collettiva.
a cura della redazione
Benvenuto su Che! Intervista, AlCe e grazie per essere con noi. Ys Atlantide è il tuo nuovo singolo: che cosa rappresenta questo secondo tassello del progetto dedicato ai 22 arcani?
Grazie. E’ un passo ulteriore, un nuovo elemento che andrà a completare il quadro completo dell’opera.
Il brano è legato alla carta della Papessa. Quale significato simbolico hai voluto esplorare attraverso questa figura così misteriosa e introspettiva?
Il senso della ricerca è essenziale, la figura ha un libro tra le ginocchia, ognuno ci trova quello che più gli aggrada.
Nel pezzo il mito di Ys, l’Atlantide del Nord, diventa uno specchio del presente. Che cosa ti ha colpito di questa leggenda e perché hai scelto di trasformarla in musica?
Atlantide è un mito universale, ricorda in qualche modo anche il diluvio universale, questi aspetti suscitano curiosità e vicinanza con le criticità attuali del nostro mondo. La musica fa sempre da motrice trainante.
Parli di un continente che rischia di affondare sotto il peso dell’indifferenza. Quanto è importante, per te, usare la canzone come strumento di consapevolezza ambientale?
L’arte dovrebbe servire a questo, a svelarci il mistero, è un ponte tra il visibile e l’invisibile, quindi grazie a questa profondità può sicuramente portarci maggiore consapevolezza.
Il testo invita ad ascoltare la storia e a vivere ogni giorno con maggiore attenzione. Secondo te, perché spesso facciamo fatica a imparare davvero dal passato?
Forse perché pensiamo di essere così bravi e di sapere già tutto che non ci sia bisogno d’altro, e questa è presunzione, e poi dimentichiamo, che come disse Merlino in Excalibur, è una grande maledizione.
Dal punto di vista sonoro, Ys Atlantide è sostenuta dai violini e da un’atmosfera che richiama il Nord Europa. Come hai costruito questo paesaggio musicale sospeso tra memoria, visione e leggenda?
La leggenda di Ys è nordica, sono andato a cercare le documentazioni, ecc.. La musica è di quell’area geografica, quindi è stato naturale e conseguenziale.
La tua musica intreccia canzone d’autore, poesia, spiritualità e ricerca sonora. Come riesci a mantenere equilibrio tra racconto, simbolismo e immediatezza melodica?
A volte il testo si abbina immediatamente, altre volte va ricercato; finchè non trovo quella parola giusta o quella frase non mollo. Non vado a cercare su Chat GPT deve uscire da me. Tengo molto al messaggio e chiaramente deve fluire con la metrica.
Nel tuo percorso convivono musica, yoga, tarot, bioedilizia, volontariato e attenzione alla sostenibilità. In che modo queste esperienze entrano nella tua scrittura artistica?
Siamo vasi comunicanti e tutto si interseca.
Hai ideato anche la pratica Yoga-Tarot, unendo simbolismo, introspezione e ricerca personale. Quanto il linguaggio degli arcani ti aiuta a leggere il presente e trasformarlo in canzoni?
Le carte possono essere utilizzate come spinte creative, ti suggeriscono qualcosa, ognuno nelle sue competenze può farsi aiutare. Dopo l’estate uscirò con un libro su questo argomento.
Dopo Ys Atlantide, quali altri archetipi, immagini e temi desideri attraversare nel percorso musicale dedicato ai 22 arcani?
La prossima tocca all’Imperatrice, la terza carta, però ancora è un mistero, se no che canti arcani sarebbero?
Grazie AlCe e complimenti per tutto!
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