Alle Pendici del Suono: Ellebile tra Musica, Etna e Impegno Ambientale

Dalle pendici dell’Etna arriva una voce nuova, potente e visionaria. Ellebile, musicista e compositore catanese, fonde funk moderno, world fusion, sperimentazione e coscienza sociale. Il suo sound, ispirato dal paesaggio siciliano e da una profonda attenzione per i temi ambientali, trova oggi nuova espressione nel singolo “Il castello di Pippo”, anticipazione del disco “zeronovecinque”, in uscita a novembre 2025. Abbiamo avuto l’occasione di porgli alcune domande per scoprire l’universo sonoro e concettuale che abita la sua musica.

a cura della redazione


Benvenuto su Che! Intervista, Ellebile, grazie per essere con noi. Partiamo subito da “Il castello di Pippo”, un brano dal forte impatto tematico: da dove nasce questa idea?
Innanzitutto, grazie per l’opportunità, sono molto felice di questa intervista. L’idea di comporre il castello di Pippo, mi è stata suggerita dai tour fatti in questi ultimi anni in giro per la Sicilia, mi ha colpito particolarmente che ovunque andassi, in qualunque località vigeva l’abusivismo incontrollato, e la deturpazione  del paesaggio, cosi ho pensato perché non approfittare della cultura popolare delle legende metropolitane, la musica e l’ambiente?!

Il tuo nuovo album si intitolerà “zeronovecinque”, un riferimento al prefisso telefonico di Catania: cosa significa per te radicarti così profondamente nel tuo territorio?
Questo disco è un contenitore di territorialità ed il termine “radicare” rappresenta il motivo per cui ho deciso di rimanere a vivere nella mia amata città, gli odori, i racconti, il cibo, le terminologie colorite il folclore, mi regalano punti di riferimento nella mia vita, che cerco di trasmettere attraverso la mia chitarra.

Il concetto di “ecomostro” è al centro del singolo: quanto è importante, secondo te, che l’arte e la musica prendano posizione su questioni ambientali?
“Ecomostro”, mi mette i brividi, rifletto al concetto di artistico, di progettazione, di architettura dei più grandi Archistar nel mondo, del concetto di legalità che viene meno quando ci si trova ad osservare opere costruite in disprezzo di ogni esigenza ambientale ed estetica, la musica può fare tantissimo come ha sempre fatto, mi piace pensare che io nel mio piccolo stia portando alla riflessione su una tematica sempre attuale e mai realmente affrontata.

Le tue composizioni si muovono tra funk moderno, world fusion e sperimentazione: come nasce il tuo processo creativo e come scegli le sonorità da esplorare?
Principalmente nasce da ciò che vivo quotidianamente, questo ultimo anno è stato ricco di grandi cambiamenti, di perdite dolorose, che mi hanno fatto ritrovare un energia che temevo stessi perdendo, in quei momenti mi sono sigillato nel mio studio, ho abbracciato i miei strumenti e ho iniziato a comporre, desideroso di voler raccontare qualcosa attraverso le mie melodie.
Le sonorità sono condizionate dagli ascolti giornalieri, dagli insegnanti con cui ho studiato, dai musicisti con i quali ho avuto il piacere di suonare ed imparare tanto, in realtà ancora oggi ho serie difficoltà a definire che genere faccia Ellebile, e soprattutto non perdo cosi tanto tempo a chiedermelo.

L’Etna, con la sua energia e forza primordiale, è una presenza ricorrente nella tua musica. Che rapporto hai con la natura e come si riflette nelle tue composizioni?
Vivendo a pochi chilometri da sua Maestà Etna, la sinergia che si è creata dal primo momento è incomparabile, qui ho creato la base per il mio studio privato, energicamente condiziona le mie composizioni, che in altri luoghi non sarebbero mai le stesse.
Tra una sessione di registrazione ed un’altra, mi prendo sempre del tempo per fare delle escursioni, amo stare a contatto con la natura mi da un senso di pace e tranquillità.

Parli spesso di “contaminazioni intellettuali” nel tuo lavoro: puoi raccontarci in che modo la lettura, il pensiero o altre discipline influenzano il tuo approccio musicale?
Sono cresciuto in una famiglia artistica, mio padre (Pianista)colui che mi ha avvicinato alla musica, mia Zia Carmen (Pittrice) colei che ha realizzato la copertina del singolo “Il Castello di Pippo”, ho avuto diversi punti di riferimento Artistici, fin da bambino sono cresciuto leggendo le opere di maestri senza tempo come: De andrè, Franco Battiato, Rino Gaetano, Lucio Dalla, Pino Daniele.
Da qualche anno pratico meditazione e mi sono avvicinato al Buddismo, Hermann Hesse è è stato uno scrittore, che ha ampliato la mia conoscenza sull’argomento, Carmen Meo Fiorot scrittrice e donna straordinaria, attraverso i suo testi e all’insegnamento della dinamica mentale ho cambiato il mio approccio alle composizioni.

Quanto conta per te l’improvvisazione? È più un punto di partenza creativo o uno spazio che ti concedi durante l’esecuzione dal vivo?
L’improvvisazione è estro musicale, è talento, è uscire fuori da qualunque schema possa importi una partitura prestabilita, nei processi di composizione è fondamentale lasciarsi andare, seguire il proprio gusto ed interpretazione del momento, “hic et nunc”(qui e ora) è il mio mantra, rappresenta il bisogno di godersi il momento, di vivere quel momento.

Oggi molti artisti faticano a conciliare autenticità e visibilità. Tu come vivi il rapporto tra la tua identità artistica e le esigenze del mercato musicale?
Credo che i social oggi rappresentino opportunità di visibilità in circuiti che altrimenti non saprebbero nemmeno che esistiamo artisticamente, da la possibilità a tutti di farsi notare e valutare dal pubblico.

Se dovessi indicare un ascoltatore ideale per “zeronovecinque”, a chi pensi? A chi vorresti arrivasse, e con quale messaggio?
Non credo che esista un ascoltatore ideale a citare Rino Gaetano mi viene in mente una sua frase “Io cerco di scrivere canzoni ispirandomi ai discorsi che si possono fare sui tram, in mezzo alla gente, dove ti rendi subito conto dell’andazzo sociale. Non voglio dare insegnamenti, voglio soltanto fare il cronista”. E’ un disco senza lingua, aperto a chiunque voglia farlo proprio, la scelta dello strumentale ricade proprio su questa libertà.

Quale sogno musicale o progetto ancora non realizzato ti piacerebbe concretizzare dopo l’uscita dell’album?
Uno dei miei sogni (ne ho moltissimi) è quello di presentare me e la mia band al teatro Antico di Taormina, durante l’esibizione voltarmi ed ammirare la luna che mi sorride, facendomi i complimenti per l’esibizione, vedere la mia famiglia seduta in prima fila con gli occhi lucidi, in quel momento sarei davvero convinto di poter fare ancora di più, sarebbe l’inizio di qualcosa ancor più importante.

Grazie Ellebile e complimenti per la tua carriera artistica!

Per saperne di più visita:
Facebook | Instagram | Spotify

Copy link