Antonio Paolo Cisternino Mottola: tra cinema, teatro e festival internazionali

Dagli esordi nel film “Nonostante la Xylella” al set con Sofia Loren in “La vita davanti a sé”, passando per il teatro, i festival e la recente copertina di una rivista internazionale: Antonio Paolo Cisternino Mottola è uno dei giovani attori italiani che stanno lasciando il segno. Lo abbiamo incontrato per ripercorrere la sua carriera e parlare delle nuove sfide che lo attendono.

a cura della redazione


Benvenuto su Che! Intervista, Antonio, è un piacere averti con noi. Partiamo dagli inizi: cosa ricordi del tuo debutto nel 2016 nel film Nonostante la Xylella di Vito Caggianelli?
Grazie per questa vostra intervista, del mio debutto ricordo che appena arrivai sul set, mi assegnarono già un ruolo da protestante che per me significò tanto per un buon cammino, perché successivamente per approfondire il lavoro, frequentai la scuola con i maestri Michele Placido e Vito Lopriore , che fu un percorso formativo determinante per un buon inizio.C’era tanto lavoro dentro che mi ha aperto delle porte.

Due anni dopo sei tornato sul grande schermo con “Liberi Liberi di Fabrizio Maria Cortese. Come hai vissuto l’esperienza di interpretare il “Malato del Cinema”?
Bellissima esperienza      sul set di “Free Liberi” con la regia di Fabrizio Maria Cortese, perché essendo ancora agli inizi della mia carriera artistica, mi ha dato ancora di più la possibilità di intraprendere un cammino artistico nell’ambito del cinema.

Nel 2017 hai calcato il palcoscenico del Teatro Abeliano di Bari con “Accorti e Sicuri”, ricevendo anche un riconoscimento. Cosa significa per te il teatro rispetto al cinema?
C’è un pò di differenza perché , Il teatro è un’esperienza dal vivo ed è più collettiva, che crea una connessione unica e irripetibile tra attore e pubblico, offrendo un’emozione e un senso di comunità che il cinema non può eguagliare. Il cinema, invece, è un prodotto mediato dalla tecnologia e dalla post-produzione, dove la performance è controllata m, ma perde la spontaneità e l’interazione diretta del teatro. 

Nel 2020 sei entrato nel cast de “La vita davanti a sé”, accanto a un’icona come Sophia Loren e con la regia di Edoardo Ponti. Quali emozioni ti ha lasciato quell’esperienza?
Come avevo già riferito nell’intervista precedente, che il momento più emozionante è stato quando ho ricevuto la chiamata dalla produzione e di presentarmi sul set, andando in scena con la diva del cinema mondiale “Sophia Loren” con la regia del figlio Edoardo Ponti, di cui il film è stato distribuito da Netflix.

Sei stato protagonista in più occasioni di festival prestigiosi, da Roma a Venezia, fino al South Italy International Film Festival. Che valore hanno per te questi momenti di confronto e visibilità?
 Bellissima domanda che ho sempre il piacere di rispondere quando sento parlare di red carpet, ma penso che ad ogni attore, regista che ha intrapreso questo cammino piace avere questi confronti anche a livello di visibilità, infatti a me personalmente segna parecchio perché oltre i set cinematografici , anche sui red carpet nazionali ed internazionali conosci il valore del Cinema e della gente appassionata per questo. 

L’associazione culturale Artinte di Barletta ti ha visto attivamente coinvolto nel South Italy International Film Festival. Quanto è importante per te sostenere e partecipare a iniziative legate al tuo territorio?
Vorrei ringraziare in particolare l’associazione cultura Artinte che come ogni anno accoglie una nuova edizione del South Italy International Film Festival, con nuove novità e tante emozioni che vengono rappresentati sul territorio Pugliese e nella città di Barletta di cui ho un legame profondo, perché c’è tanta cultura e storia… 

Nel 2025 sei stato scelto per la copertina di Clary Magazine, un riconoscimento internazionale non da poco. Come hai accolto questa nuova tappa del tuo percorso artistico?
Personalmente quando ho avuto questa richiesta dalla rivista mondiale Clary Magazine con la nuova edizione di agosto, accolsi  subito questa richiesta perché volevo rappresentare i miei valori, obiettivi ma soprattutto l’importanza e la professionalità di questo lavoro.

Guardando indietro alla tua carriera, dal cinema al teatro fino alle esperienze nei festival, qual è stato finora il momento che ti ha segnato di più?
Da quando ho iniziato la mia carriera artistica ho sempre dato un valore aggiunto nelle mie esperienze lavorative perché il cinema e il teatro mi hanno reso una persona completa e competente nell’ambito professionistico, ma l’esperienza che mi ha segnato di più è stato quando ho incontrato Sophia Loren sul set de la Vita davanti a Se’ e di aver incontrato in un’altra esperienza lavorativa Harry Melling sul set di Shoshana.

Sei un attore giovane ma con già molte esperienze alle spalle. Quali sono i tuoi modelli di riferimento e quali obiettivi ti poni per il futuro?
In tanti mi fate questa domanda ma i miei obiettivi oltre ad avere un intento di entrare nella casa del Grande Fratello e ad avere  obiettivi diversi da protagonista nel mondo cinematografico con attori come Alessandro Borghi ,  Checco Zalone, Maria Esposito, Ludovica Martino e ad altri nell’ambito cinematografico.

Infine, se dovessi lanciare un messaggio ai giovani che sognano di intraprendere la carriera attoriale, quale consiglio ti sentiresti di dare?
Quando ho cominciato la mia carriera artistica e ho iniziato a studiare anni fa ,  non mi sarei mai aspettato di arrivare fin qui, ma se ci si ascolta, ti concentri e se esci dalla tua zona di comfort ,  puoi raggiungere qualsiasi cosa nella vita , anni fa non ero niente, ma ora sono qui a raggiungere i miei obiettivi.

Grazie Antonio per il tuo tempo e complimenti per la tua carriera artistica!

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