Dal 16 gennaio 2026 “Più forte di me” entra in rotazione radiofonica, dopo l’uscita digitale del 9 gennaio. Con questo nuovo singolo, Barf firma un brano intenso e misurato, lontano dagli slogan, che rende omaggio alla resilienza femminile e alla forza silenziosa di chi sostiene gli altri nei momenti più difficili. Un racconto personale che si fa universale, nato da un periodo di fragilità e trasformato in un inno autentico e consapevole.
a cura della redazione
Benvenuto su Che! Intervista, Barf, “Più forte di me” arriva in radio dopo l’uscita digitale: che tipo di brano senti di aver consegnato oggi al pubblico?
Ciao e grazie per l’intervista.
Penso di aver realizzato un brano dove i gradi di separazione tra me e il pubblico si siano totalmente azzerati. Zero filtri, zero sovrastrutture, è tutto molto sincero e genuino.
Il singolo nasce da uno dei momenti più complessi della tua vita personale: quanto è stato difficile trasformare un’esperienza così intima in musica?
All’inizio ho fatto molta fatica perché mi imponevo di entrare nel mio solito mood “allegro e scanzonato” e in uno stato emotivo del genere era pressoché impossibile.
Così mi sono guardato dentro e ho cercato di proiettare la mia visione dall’interno all’esterno: da quel momento è stato un fiume in piena.
In questo brano scegli un tono asciutto, lontano dal rap più urlato: perché hai sentito l’esigenza di lasciare spazio al silenzio e alla misura?
Siamo in un’epoca in tutti urlano e troppe voci insieme diventano assordanti. Paradossalmente a volte sussurrare è il modo migliore per uscire dal coro.
“Più forte di me” è un omaggio alla resilienza femminile: cosa rappresentano per te le figure di tua moglie e di tua sorella all’interno di questo racconto?
Rappresentano dei punti di riferimento saldi a cui mi sono sempre aggrappato anche in altri periodi, non necessariamente negativi. Entrambe sono state una conferma, mi hanno fatto capire di esserci a prescindere e questo mi ha dato tanta forza nel rialzarmi.
Il pezzo è una dedica personale ma anche un riconoscimento collettivo: come si bilancia, nella tua scrittura, il confine tra autobiografia e messaggio universale?
Cerco sempre di partire da ciò che vivo e spero che la mia esperienza possa essere d’aiuto per gli altri, a volte esorcizzando le cose negative con l’autoironia, altre volte essendo più crudo ma con il messaggio “tranquillo/a, è successo anche a me”.
Nel tuo percorso hai sempre alternato ironia e tematiche sociali: che ruolo ha oggi l’autoironia in un brano così emotivamente esposto?
Nel caso specifico l’unico riferimento autoironico è nel passaggio “io sono più forte di te solo per aprire un barattolo”, per il resto ho puntato più sulla sincerità emotiva.
Guardando alla tua carriera, dal duo Fra Jamb alla maturità solista, in cosa senti di essere cambiato come artista e come uomo?
Mi sento indubbiamente più libero e più consapevole dei miei mezzi. So riconoscere i miei limiti e i miei punti di forza e mi regolo di conseguenza, sia nella vita che nella musica.
La tua musica nasce da una formazione completamente autodidatta: quanto conta per te la libertà espressiva rispetto alle regole del genere rap?
La formazione da autodidatta basa comunque le sue fondamenta su determinate regole, semplicemente ho potuto scegliere i miei maestri senza frequentare una scuola con obbligo di frequenza. La mia libertà espressiva passa sempre attraverso le regole del gioco, non mi sento schiacciato dai dogmi del rap, anzi, li sfrutto a mio favore.
Dopo progetti come “Robe da Matti” e le collaborazioni con diversi produttori, che direzione sta prendendo il tuo suono oggi?
In “Robe de Matti” (che entro la fine dell’anno uscirà nella sua interezza) il mio suono ha preso più direzioni ma riuscendo a mantenere una sola anima cemtrale.
È la cosa che mi mancava veramente, dopo anni di dischi modello “mixtape” dove le tracce sembravano sconnesse tra loro, sono finalmente riuscito a trovare il modo di creare un disco fatto di tante cose diverse tra loro ma che suonino bene assieme, anche e soprattutto grazie alle produzioni di Mastermaind, con cui mi trovo meravigliosamente a lavorare.
“Più forte di me” sembra segnare un passaggio di consapevolezza: è questo il punto di partenza di una nuova fase artistica per Barf?
Indubbiamente con questo brano ho mostrato una versione di me che molto probabilmente tornerà spesso nei miei prossimi progetti.
Grazie Barf e complimenti per la tua carriera artistica!
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