Mare, distanza, ritorno e appartenenza si intrecciano in Bedda Mia, il nuovo singolo di Joel Luego, disponibile dal 18 settembre nei digital store e in radio. Scritto dall’artista e prodotto da Matteo Spinelli, il brano nasce in un momento di transizione personale e mette al centro un amore viscerale, fragile e diretto. Le immagini dei vicoli salmastri, del cielo e del mare diventano così il paesaggio emotivo di una canzone che guarda alle origini senza rinunciare al futuro, dentro una cifra sonora che unisce pop contemporaneo, contaminazioni latin e sensibilità mediterranea.
a cura della redazione
Benvenutə Joel Luego, e grazie per essere con noi. Bedda Mia nasce in un momento di forte transizione: che cosa stavi vivendo quando hai iniziato a scriverla? Stavo attraversando un periodo di profondi cambiamenti personali. In quel disordine emotivo, la musica è stata la mia àncora e Bedda Mia è esplosa proprio dall’urgenza di fare ordine e trasformare l’incertezza in qualcosa di tangibile e bello.
Hai raccontato di aver sentito il bisogno di “mettere radici in un nuovo equilibrio”. Quanto il ritorno alle origini ha influenzato il brano? Moltissimo. Il ritorno alle radici mediterranee non è stato solo nostalgico, ma un vero e proprio atto di rifondazione: riscoprire i colori e i suoni delle mie origini mi ha dato la forza e la stabilità necessarie per guardarmi dentro in modo autentico.
Il mare è una presenza fortissima nella canzone, quasi un personaggio. Che significato assume per te dentro questa storia d’amore? Per me il mare è uno stato d’animo. Rappresenta il ponte tra la distanza e il ricongiungimento: è specchio di una passione profonda, in perenne movimento, capace di cullare ma anche di travolgere.
Il verso “Se mi chiami io torno subito, con le mani piene di cielo” è molto evocativo. Da quale immagine o emozione nasce? Nasce dall’idea di un amore puro e incondizionato. “Le mani piene di cielo” rappresenta la voglia di portare all’altrə tutto ciò che di più grande e sconfinato si possa offrire quando ci si ritrova.
Bedda Mia parla di presenza, nostalgia e desiderio di ritrovarsi. Quanto volevi che il brano restasse intimo senza diventare troppo autobiografico? Ho cercato il giusto equilibrio tra la verità del mio vissuto e l’universalità delle emozioni, lasciando il brano abbastanza libero da permettere a chiunque lo ascolti di proiettarvi la propria storia.
Musicalmente il tuo progetto unisce pop, contaminazioni latin e sonorità mediterranee. Come hai lavorato con Matteo Spinelli per trovare il suono giusto per questa canzone? Con Matteo abbiamo cercato un suono che rispecchiasse la calura e il calore del Mediterraneo, unendo dettagli acustici e sfumature pop contemporanee per vestire perfettamente la malinconia felice del testo.
La tua scrittura affronta spesso identità, emozioni e libertà di genere. Quanto senti che la musica sia anche uno spazio in cui affermare te stessə senza dover rientrare in categorie precise? La musica è un luogo sicuro in cui l’identità non ha bisogno di etichette rigide, ma vive di sfumature e fluidità. Poter esprimere le mie emozioni senza filtri è un atto di libertà fondamentale.
Il 2026 ti ha visto passare da Casa Sanremo al Milano Pride, fino a una forte attività live. Che cosa ti ha lasciato il contatto diretto con pubblici così diversi? Mi ha fatto capire quanto la musica possa unire persone con storie completamente differenti. Passare dal contesto di Casa Sanremo alla festa inclusiva del Milano Pride mi ha arricchito tantissimo.
Hai costruito un percorso molto legato alla libertà d’espressione. Quanto è importante per te che chi ascolta possa sentirsi rappresentatə anche oltre la semplice canzone? È il senso più profondo di quello che faccio. Sapere che una persona possa ascoltare un mio brano e sentirsi meno sola o libera di essere sé stessa è il traguardo più grande.
Dopo Bedda Mia, quale nuovo lato di Joel Luego vuoi portare al centro nei prossimi brani? Vorrei esplorare sonorità ancora più audaci e viscerali, portando allo scoperto sia sfumature più intime e vulnerabili, sia un’energia ancora più ritmica e libera.
Grazie Joel e complimenti per la tua carriera artistica!
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