È disponibile su tutte le piattaforme digitali “Caos Perfetto”, il primo singolo della giovane cantautrice toscana Letizia Crincoli, in arte Uragano, distribuito da ADA Music Italy.
Un debutto maturo e consapevole, nato dalla collaborazione con Francesco Guasti e prodotto da Davide Gobello, che racconta un’idea di amore autentico e resistente, lontana dalla fragilità dei legami contemporanei. Un brano che riflette un percorso personale fatto di movimento, esperienze all’estero e una ricerca artistica costante, dove la musica diventa diario emotivo e bussola interiore.
a cura della redazione
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Uragano. Partiamo dall’inizio: cosa rappresenta per te “Caos Perfetto” e che momento della tua vita racconta questo brano d’esordio?
Per me, Caos Perfetto è quella frazione di secondo in cui tutto sembra crollare, ma capisci che ogni pezzo sta solo cadendo al posto giusto. È il bello del disordine: quando smetti di combatterlo e inizi a scriverci sopra, comprendi che, in fondo, non è poi così sbagliato. Questo brano parla di un capitolo recente della mia vita, quello dove ho capito che l’amore della favola non esiste, o almeno non del tutto. Per farlo esistere servono ingredienti ad oggi ricercati, ma non impossibili da trovare.
Sono arrivata alla consapevolezza che le relazioni perfette non esistono e da una parte va bene così, perché’ sai che noia? È grazie al connubio tra caos e ordine che si riesce a scrivere una storia per la quale vale la pena restare.
Nel testo parli di un amore che resiste, ispirato a quello “custodito nelle foto dei nostri nonni”. Quanto senti che questa visione contrasti con il modo in cui oggi viene raccontato l’amore nella musica e nella società?
C’è un contrasto enorme e, per certi versi, doloroso. Oggi l’amore viene raccontato spesso come un prodotto “usa e getta”. Se si rompe si cambia, se si litiga si cambia, se non ci piace più si cambia. La generazione di oggi ci spinge verso un‘estetica perfetta ed immediata, dove non c’è spazio per l’attesa e per la cura. Le foto dei nostri nonni, invece, raccontano un amore non perfetto, ma solido. Non sono i sorrisi che si vedono, ma due persone che hanno deciso di restare anche quando fuori c’era la tempesta. Ed è quello che manca oggi, la pazienza
Hai dichiarato che l’amore è “la capacità di negoziare con i difetti dell’altro”. Come questa consapevolezza ha influenzato la scrittura del brano?
Scrivere questo brano mi ha insegnato che dobbiamo imparare a incastrare i nostri difetti con quelli dell’altro. Non ho cercato parole poetiche e finte, ho cercato la verità. Si tratta di una trattativa quotidiana.
“Caos Perfetto” nasce da una frase incontrata online: «vorrei spiegarti cosa si prova». Quanto contano per te le parole, anche quelle apparentemente casuali, nel processo creativo?
Per me le parole sono come calamite.
Quelle giuste ti trovano sempre nel momento giusto. A volte ci perdiamo in discorsi lunghi e parole complicate, e poi basta una frase letta per caso su uno schermo per rimettere tutto a posto.
Per il tuo debutto hai scelto di collaborare con Francesco Guasti e Davide Gobello. Cosa ti ha colpito del loro approccio artistico e umano?
Partiamo dal presupposto che di professionisti ce ne sono tanti, ma quello che fa la differenza è la sinergia che si crea ed è proprio quella che ho trovato con Francesco e che mi ha fatto apprezzare molto il percorso insieme. È un cantautore sensibile, disponibile e sa ascoltare, cosa molto importante.
Davide invece è quel musicista che sa dove mettere le mani.
Cercavo una squadra che valorizzasse le parole, la voce e il mood della canzone e sono rimasta soddisfatta del risultato.
Il tuo percorso ti ha portata a vivere a Londra e in Australia, esibendoti anche come artista di strada. In che modo queste esperienze hanno plasmato la tua identità musicale?
Le esperienze fatte all’estero hanno letteralmente dato forma a tutto quello che sono oggi. La strada è una scuola, li non hai filtri, non hai effetti, non hai un pubblico, ma anzi, te lo devi creare. Ed ho capito che se non metti il cuore in quello che fai la gente non si ferma. Mi ha dato la forza sotto tanti aspetti, soprattutto per l’autostima.
La tua voce viene descritta come un equilibrio tra voce bianca e voce black. È una caratteristica naturale o il risultato di una ricerca consapevole?
È una caratteristica naturale. Non c’è stata una ricerca studiata a tavolino per ottenere questo contrasto. È semplicemente il modo in cui la mia voce esce fuori quando smetto di pensare e inizio a sentire. Nel profondo l’animo soul me lo sento, quindi questo mix è semplicemente un equilibrio spontaneo.
Alla fine, mi piace pensare che la mia voce sia lo specchio di chi sono: un insieme di moltitudini.
Nella tua musica convivono fragilità e resilienza. Quanto è importante per te mostrarti autentica, anche nei momenti più vulnerabili?
Mostrarsi autentici è in primis una necessità e poi essere veri porta a creare un pubblico che dura nel tempo, è questione di fiducia. Le persone non cercano la perfezione, ma qualcuno simile a loro che comprenda cosa stanno passando. Spesso pensiamo che la vulnerabilità sia una debolezza, ma ho capito che è l’unico posto dove nasce la vera connessione con gli altri.
E la musica è questo, uno specchio.
“Caos Perfetto” è il tuo primo passo discografico: che tipo di artista desideri essere nel panorama musicale italiano di oggi?
Onestamente, non ho l’ambizione di scalare le classifiche ad ogni costo. La mia priorità è non scendere a compromessi con la mia identità. Vorrei essere un rifugio per chi ascolta la mia musica, come faccio io con altri artisti che stimo molto.
Oggi guardiamo i numeri, perché vuoi o non vuoi contano, il risultato che vorrei portare a casa è “restare nel tempo”, cosa molto difficile ad oggi e soprattutto arrivare a toccare nel profondo delle persone, perché’ quello che ti fa restare nel tempo.
Guardando al futuro, cosa possiamo aspettarci da Uragano dopo questo esordio: nuove sonorità, nuove storie o un concept più ampio già in costruzione?
Dopo un ‘esordio cosa c’è?
Un cantiere aperto. Il viaggio è appena iniziato.
grazie Uragano ed un grosso in bocca al lupo per la tua carriera artistica.
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