Ci sono libri che non si limitano a raccontare una storia, ma che si insinuano nelle pieghe della memoria familiare, scavano nei silenzi tramandati e restituiscono la voce a chi, per troppo tempo, l’ha tenuta nascosta. Corta è la memoria del cuore, il nuovo romanzo di Giuseppina Torregrossa, appartiene a questa rara categoria.
a cura della redazione
Al centro, un secolo di vita femminile che si dispiega attraverso le donne della famiglia Accoto, custodi di un’eredità fatta di conflitti, abbracci mancati, parole negate e, finalmente, riconciliazioni tardive. È Teresa, nata agli albori del Novecento, a dare origine alla genealogia: donna austera, intelligente, dotata di un dono misterioso – “l’occhio pesante” – che la rende capace di penetrare nell’animo altrui e intravedere frammenti di futuro. La sua intransigenza, la sua ironia, ma anche il suo silenzio segnano indelebilmente la figlia Elena, protagonista del romanzo, che cresce in un costante desiderio di carezze non ricevute, di parole che non arrivano mai.
La narrazione si allarga poi alle generazioni successive, intrecciando un coro femminile che attraversa il secolo breve fino a oggi, dove Elena, ormai nonna, si ritrova a misurarsi con due nipotine capaci di rompere definitivamente quella catena di silenzi. È in questo passaggio che il romanzo trova la sua cifra più intensa: il dolore trasmesso di madre in figlia si trasforma, finalmente, in una lingua comune, in un filo che non imprigiona ma tiene unite.
Con la sua scrittura sensuale, lirica ma sempre sorretta dall’ironia, Torregrossa costruisce un racconto che ha la densità della saga e l’intimità della confessione. Il lettore si muove tra epoche diverse, avvolto da atmosfere domestiche e segrete, in cui i conflitti familiari diventano specchio universale delle relazioni tra madri e figlie.
Corta è la memoria del cuore è un romanzo che interroga le radici del femminile e restituisce dignità letteraria a quella trama di gesti taciuti, sguardi e silenzi che spesso definiscono più di mille parole. Un’opera che, attraverso la vita delle Accoto, illumina la possibilità di una rinascita: perché anche la memoria più corta, se custodita nel cuore, può farsi respiro di futuro.
Per saperne di più visita: mondadori.it
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