“Crudele illusione. Cruel is the light” di Sophie Clark: un urban fantasy dal respiro epico

Il romanzo si muove sul confine sottile tra oscurità e desiderio, fede e dannazione, guerra e scelta individuale, costruendo un urban fantasy dal respiro epico e dal cuore profondamente emotivo.

a cura della redazione



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Da oltre un secolo, demoni e umani si fronteggiano in un conflitto senza tregua, una guerra che non conosce compromessi né redenzione. In questo scenario di violenza rituale e ideologica emergono due figure destinate allo scontro: Selene Alleva, combattente letale cresciuta e forgiata all’interno della prestigiosa Accademia Vaticana, e Jules Lacroix, soldato implacabile, quasi mitologico nella sua invincibilità. Due mondi opposti, due fedi inconciliabili, due armi perfette create per distruggersi.

Clark orchestra l’incontro tra i protagonisti con una scrittura tesa e cinematografica, capace di alternare scene d’azione serrate a momenti di intensa introspezione. L’odio che scatta immediato tra Selene e Jules è viscerale, istintivo, ma a esso si affianca un’attrazione altrettanto brutale, irrazionale, impossibile da ignorare. È qui che il romanzo trova la sua forza più autentica: nel conflitto interiore che precede e accompagna quello esteriore.

La relazione tra i due non è mai edulcorata né semplice concessione romantica. È una tensione costante, un rischio, una ferita aperta che mette in discussione identità, appartenenza e verità assolute. Quando un segreto sconvolgente viene alla luce, le certezze costruite su secoli di dottrina e sangue iniziano a sgretolarsi. Jules è costretto a dubitare persino della propria natura; Selene, invece, si trova davanti alla scelta più lacerante: restare fedele alla sua fazione o tradire tutto per amore.

Crudele illusione è un romanzo che parla di luce e inganno, di ideali imposti e verità taciute, di quanto sia pericoloso credere che il bene e il male siano confini netti. Sophie Clark firma una storia intensa, oscura e sensuale, dove la guerra diventa metafora di una battaglia più profonda: quella tra ciò che ci è stato insegnato a essere e ciò che, inevitabilmente, siamo destinati a diventare.

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