Daniele Vriale e “L’ultimo passo”: la vita che riaffiora di fronte alla morte

Daniele Vriale, scrittore fiorentino pluripremiato per le sue opere, è tornato in libreria con “L’ultimo passo”, pubblicato in seconda edizione dalla Robin Edizioni – collana Robin&sons.

Al centro di questo romanzo psicologico il sempre più attuale tema dell’eutanasia, che viene affrontato però senza la tragicità della malattia e dove al cospetto della morte la vita assume una rilevanza assoluta.

All’indomani del suo 75esimo compleanno, festeggiato con gli amici di una vita, Duccio Vigiani, giornalista sportivo della Nazione, oramai in pensione, si reca, come programmato da alcuni mesi all’insaputa di tutti, a Forch, in Svizzera, per sottoporsi all’eutanasia, nonostante non sia affetto da alcuna patologia, se non l’incipiente vecchiaia da lui identificata come una malattia incurabile.

Al LIFE INSTITUTE dovrà sostenere tre giorni di colloqui con la Dottoressa Kramer, psicologa legale di stato, il cui parere risulterà vincolante per l’accesso alla procedura della morte assistita.

a cura di Francesca Ghezzani


Benvenuto Daniele, qual è stato l’episodio o l’incontro che ti ha spinto definitivamente a intraprendere la strada della scrittura?
Ho sempre scritto, ma per anni non sono riuscito ad andare oltre l’incipit, un po’ per mancanza di costanza un po’ per incapacità di scalare la montagna della costruzione di una trama; poi un giorno ho scritto un romanzo di getto, e da lì ho proseguito.

Nel tuo percorso di autore pluripremiato, quale libro senti più vicino alla tua esperienza personale e perché?
Ogni libro è come un figlio e non se ne può preferire uno all’altro, dentro ciascuno vi sono parti di me e dei miei pensieri. Poi è naturale essere affezionati all’ultima opera partorita.

Come vivi oggi il rapporto con Firenze, la tua città, e quanto questa influenza la tua ispirazione narrativa?
Firenze è casa, è il sollievo del ritorno, è ricordo e presente. Ovviamente nel momento di ambientare un racconto mi è naturale immaginarlo qui. In “A modo mio” Firenze è una coprotagonista della vicenda, nel successivo romanzo (non ancora edito) ho accettato la sfida di scegliere location diverse.

Veniamo a “L’ultimo passo”… il protagonista Duccio ripercorre momenti cruciali della sua vita: quale di questi episodi ritiene più determinante nella maturazione della sua scelta finale?
È un percorso nel quale passa da una totale immersione nel fiume intenso della vita, ad una presa di distanza dal mondo, non più vissuto con voracità ma osservato con distacco. L’incedere degli anni amplifica il processo di introspezione e muta la quotidianità del vivere.

Nel romanzo si intrecciano musica, cinema, letteratura e arte: che ruolo giocano le passioni culturali nella ricerca di senso di Duccio?
Duccio è un giornalista, un intellettuale e come tale amante delle arti e della cultura, che nella seconda fase della sua vita assumono un ruolo predominante, quasi a divenire compagne di vita. Rifugiarsi tra le braccia di una melodia, perdersi in un dipinto, immedesimarsi in un film o in un romanzo diventano sensazioni che travalicano l’immaginario per divenire realtà.

Attraverso Duccio, sembri trasformare la riflessione sulla morte in un inno alla vita: come si riesce a mantenere questo equilibrio narrativo senza cadere nel pessimismo?
La scelta di Duccio non nasce dal pessimismo cosmico o da un momento depressivo, ma dalla inevitabile presa di coscienza che ogni vita ha un inizio e una fine. In lui sorge la necessità, per paura dell’imprevisto, di gestire la sua dipartita, ma nel ripercorrere – durante i colloqui con la Dottoressa Kramer – la propria esistenza, il flusso vitale della vita ricomincia a sgorgare.

Il libro presenta un finale a sorpresa: quanto è importante, per un romanzo che tratta temi così intensi, lasciare il lettore sospeso su un verdetto inatteso?
Il finale a sorpresa è un po’ una caratteristica di tutti i miei romanzi, è la speranza di stupire il lettore e farlo deragliare dalle sue certezze. Qui l’attesa per il verdetto cresce di pagina in pagina e l’inatteso incombe.

Grazie Daniele e complimenti per tutto!

Per saperne di più visita:
Autore: Daniele Vriale | Editore: Robin Edizioni

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