“Di cosa siamo capaci”, Sebastiano Mondadori, La Nave di Teseo, 2025

“Di cosa siamo capaci” di Sebastiano Mondadori, un romanzo con una scrittura corale, intensa e stratificata, che intreccia memoria e desiderio, politica e intimità, in un lungo dialogo tra generazioni. Al centro, due donne: Adele e Nina, madre e figlia, unite da un legame fatto di slanci e ferite, ideali coltivati e poi disillusi, gesti mancati e ritorni inattesi.

a cura della redazione


Le conosciamo nelle rispettive estati dei ventitré anni, in due epoche cruciali. Per Adele è il 1968, nell’atmosfera sospesa e febbrile di una tenuta toscana, tra assemblee, falò e amori che portano nomi come Bebo e Rudi. Per Nina è il 1993, nel cuore incandescente di un’Europa post-muro, dove tutto sembra possibile e l’identità sessuale si fa esperienza viva e inquieta. Entrambe sembrano al centro della storia, ma scopriranno presto che il tempo, implacabile, sfuma ogni certezza.

Mondadori costruisce un romanzo ampio, quasi cinematografico, che si muove tra decenni e città – dalla Milano dei movimenti al caos pacificato del presente – e alterna momenti lirici a squarci ironici, con uno stile che si nutre di letteratura, cinema, e un senso acuto della perdita. Ogni personaggio – da Marco a Ruben, da Thaïss agli innumerevoli comprimari che attraversano la scena – porta con sé un frammento di verità, ma anche di incompiutezza. Perché il vero nodo del romanzo, in fondo, è ciò che resta irrisolto: le parole non dette, gli amori mai pienamente vissuti, gli ideali traditi non per cattiveria, ma per stanchezza o confusione.

Romanzo di formazione, saga familiare, ritratto generazionale: Di cosa siamo capaci è tutto questo, e qualcosa di più. È un’indagine lucida e al tempo stesso affettuosa sulla fragilità umana, una commedia “rovesciata”, come la definisce l’autore, dove si ride poco ma si comprende molto. Una lettura densa, che invita a guardarci allo specchio con onestà, per chiederci – senza alibi – fino a che punto siamo disposti ad andare per essere davvero noi stessi.

Per saperne di più visita: lanavediteseo.eu

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