Dopo successi come “Gli uomini non cambiano” e “Non amarmi”, Marco Falagiani produce il debutto di LAVU’: “Ci voleva”

Dietro questa prima uscita si muove una produzione d’eccezione: Marco Falagiani, autore e compositore di brani entrati nella storia della musica italiana – da “Gli uomini non cambiano” (Mia Martini) a “Non amarmi” (Aleandro Baldi e Francesca Alotta) – mette la sua firma su un debutto che unisce esperienza e freschezza, mestiere e intuizione. Con lui, Marzio Benelli, musicista e tecnico del suono di lunga carriera, già al fianco di artisti come Lucio Dalla, Claudio Baglioni e Renato Zero. Un team solido, che accompagna LAVU’ senza mai sovrastarla, valorizzando l’intensità e la limpidezza della sua voce.

a cura della redazione


Il brano nasce in un pomeriggio d’estate, come un gesto istintivo. LAVU’ racconta di averlo scritto di getto, quasi fosse una necessità fisica, un bisogno di dire “basta” al torpore quotidiano. E la canzone, in effetti, vibra di questa urgenza. La struttura è semplice e circolare, costruita intorno a un ritornello che si ripete con ostinazione: un mantra che, da ossessivo, diventa liberatorio. Il risultato è una pop song luminosa e diretta, capace di trasformare la fatica in energia, la routine in visione.

“Ci voleva” non è un brano d’amore, almeno non nel senso convenzionale. È piuttosto il racconto di un incontro — con una persona, con un’idea, con sé stessi — che rimette in moto tutto ciò che sembrava fermo. Un “reset interiore”, come lo definisce la stessa artista, che alterna immagini cosmiche e dettagli quotidiani: meteoriti, pianeti, scintille, ma anche le ore spese al lavoro, la stanchezza, il bisogno di autenticità. Questo continuo scambio tra simbolismo e concretezza è la cifra distintiva della scrittura di LAVU’: una poetica che guarda al cielo senza staccare i piedi da terra.

Il videoclip ufficiale, diretto da Marzio Benelli con la fotografia di Duccio Brunetti e il contributo di Filippo Quaresimi (hair & make-up), amplifica il messaggio del brano con un linguaggio visivo fatto di contrasti: il bianco e il nero, la luce e l’ombra, l’intimità e l’apertura. Ogni dettaglio visivo dialoga con il suono, costruendo un immaginario coerente in cui la musica si fa esperienza sensoriale.

LAVU’, con la sua formazione che unisce musica, scrittura e coaching vocale, porta nel pop italiano una sensibilità matura, costruita su esperienze reali e su un percorso umano prima ancora che artistico. In lei convivono la disciplina della musicista e la libertà dell’autrice, la concretezza della donna e la leggerezza di chi sa ancora guardare il cielo.

Ascolta il brano

Copy link