ELISA SERRANI: La forza della musica è nelle relazioni autentiche

Visione, esperienza e passione: la fondatrice di Music & Media Press racconta come nasce una comunicazione musicale che mette al centro le persone prima dei numeri.

Attiva nel settore musicale dal 2004, Elisa Serrani è una delle figure di riferimento nella comunicazione artistica italiana. Responsabile PR, ha fondato nel 2020 Music & Media Press, un ufficio stampa che si distingue per l’approccio completo e umano alla promozione, oggi considerato tra le realtà più riconosciute per il posizionamento e la valorizzazione degli artisti in Italia. Direttrice del portale musicaincontatto.it, Elisa unisce competenza, sensibilità e una profonda conoscenza delle dinamiche del mercato musicale contemporaneo, offrendo agli artisti un supporto a 360 gradi, dalla promozione alla costruzione dell’identità professionale.

a cura della redazione


Benvenuta su Che! Intervista, Elisa, e grazie per essere con noi. Partiamo da Music & Media Press: come nasce l’idea di creare una realtà così strutturata e al tempo stesso così vicina alle esigenze degli artisti emergenti e affermati?
Ciao, innanzitutto grazie di cuore per questa intervista.
Music & Media Press nasce da un’esigenza precisa, che ho sentito fin dall’inizio del mio percorso: dare agli artisti indipendenti, e ai cosiddetti “emergenti”, la stessa possibilità di farsi ascoltare e, soprattutto, la stessa dignità editoriale di quelli già noti o sotto major. Fare PR, per me, non ha mai significato limitarsi a diffondere un comunicato, ma costruire un percorso credibile, fatto di cura quotidiana, strategie su misura, ascolto e relazioni. Ho voluto creare una realtà che mettesse al centro la musica come fatto culturale e non come prodotto da “spingere”. Per questo, nel 2020, ho fondato Music & Media Press: un’agenzia che unisce etica e professionalità per trasformare i progetti artistici in notizie capaci di interessare davvero i media.
Ed è proprio questo approccio, sartoriale e mai standardizzato, che mi consente di restare vicina sia alle esigenze degli artisti emergenti – che hanno bisogno di un sostegno concreto, di budget sostenibili e di visibilità mirata a creare credibilità e posizionamento – sia a quelle degli artisti già affermati, che cercano invece una comunicazione capace di valorizzare, e in alcuni casi rinnovare, la loro identità e di consolidare la loro presenza mediatica.

Sei attiva nel settore musicale da oltre vent’anni. Come è cambiato, secondo te, il modo di comunicare la musica dal 2004 a oggi?
Quando ho iniziato, nel 2004, la comunicazione musicale era molto diversa: ti farò sorridere, ma i comunicati si mandavano ancora via fax, e solo raramente via mail a liste limitate. Non esistevano i social e i tempi erano più lenti. Oggi abitiamo un’epoca iper-connessa, in cui la musica passa anche attraverso TikTok, i reel e contenuti rapidissimi. La differenza principale è che allora la comunicazione era quasi esclusivamente unidirezionale — dall’artista al giornalista attraverso l’ufficio stampa — mentre oggi è diventata dialogo: con i media, con il pubblico, con le community digitali. Quello che non è mai cambiato, però, è la necessità di raccontare storie credibili. Per me questo resta il pilastro principe del mio lavoro: trovare l’angolo giusto per rendere una canzone, un disco o un progetto un fatto editoriale rilevante, evitando sia la promozione fine a sé stessa da marketer che l’omologazione forzata ai trend.

Music & Media Press si distingue per la capacità di costruire percorsi personalizzati per ogni artista. Qual è il segreto per mantenere questo equilibrio tra strategia e autenticità?
Credo che il segreto stia nell’ascolto. Ogni artista ha un percorso diverso, con esigenze e identità che non possono essere ridotte a uno schema standard. La strategia è fondamentale perché serve a dare struttura, tempi e direzione, ma se non è cucita intorno alla voce effettiva dell’artista, rischia di diventare artificiale. Per me l’equilibrio nasce proprio da qui: dall’intreccio tra la solidità della pianificazione e il rispetto della sensibilità di chi hai davanti. È questo che permette a un progetto di essere credibile, di arrivare ai media senza forzature e di parlare al pubblico con coerenza.

Il tuo percorso unisce l’esperienza di PR, la direzione editoriale di musicaincontatto.it e una profonda conoscenza del mondo discografico. Come riesci a coniugare queste diverse anime professionali?
Per me queste tre dimensioni non sono compartimenti separati, ma parti di un unico percorso che si arricchiscono a vicenda. L’attività editoriale svolta per diverse testate, blog e fanzine musico-culturali negli anni, e la direzione di musicaincontatto.it, mi hanno insegnato a capire cosa realmente interessa a una redazione e come proporre un progetto in modo efficace. La conoscenza del mondo discografico, invece, mi ha dato consapevolezza dei tempi e delle logiche interne al settore, elementi fondamentali per impostare strategie realistiche. Il lavoro di PR diventa così il punto d’incontro: è lì che queste competenze si intrecciano e prendono forma, facendo sì che un brano o un album diventi una notizia capace di arrivare ai media e al pubblico. Coniugare queste anime significa avere uno sguardo completo, che tiene insieme creatività, concretezza e rispetto delle regole e dei professionisti coinvolti.

Hai sempre sottolineato l’importanza della rete di collaborazioni e delle sinergie tra professionisti. Quanto conta oggi il “fare squadra” nel mondo della comunicazione musicale?
Conta tutto. Citando Ezio Bosso, “La musica è come la vita, si può fare in un solo modo: insieme”. Non è mai un percorso individuale: la musica vive di connessioni. Fare squadra significa mettere insieme competenze diverse — uffici stampa, giornalisti, editori, manager, etichette, promoter, artisti — con l’obiettivo comune di dare forza e credibilità a un progetto. Io credo che senza collaborazione il nostro settore rischi di diventare una corsa solitaria fatta di numeri, che non porta lontano. Le sinergie, invece, permettono di creare percorsi duraturi e di maggiore valore. Per questo insisto spesso su due parole chiave: etica e collaborazione. Sono i principi che rendono possibile una rete sana, in cui ognuno mette la propria parte al servizio della musica, e non del proprio ego.

Oggi la visibilità passa anche dai social e dai contenuti digitali. Come può un ufficio stampa mantenere un ruolo centrale nell’epoca dell’autopromozione online?
I social hanno cambiato radicalmente il modo di comunicare: oggi ogni artista può aprire un profilo, raccontarsi e autopromuoversi. Ma proprio per questo il rischio è enorme: confondere visibilità con credibilità. Un ufficio stampa non compete con i social, li integra. Il nostro compito è dare ai progetti una cornice editoriale, inserirli in un contesto culturale e giornalistico che l’autopromozione da sola non può offrire. Il valore aggiunto sta nelle relazioni con i media, nella capacità di scegliere strategie che durino più di un post virale. In un’epoca in cui tutto corre veloce, l’ufficio stampa resta il luogo in cui un progetto acquisisce spessore e autorevolezza.

Musicaincontatto.it è un punto di riferimento per la scoperta di nuovi talenti e la diffusione di contenuti di qualità. Qual è la tua filosofia editoriale e cosa cerchi in un artista o in un progetto da raccontare?
Musicaincontatto.it nasce con una filosofia chiara: dare spazio a ciò che merita di essere raccontato. Non inseguo la quantità, ma la qualità: preferisco pubblicare meno articoli, ma su progetti che hanno davvero un’identità e qualcosa da dire. In un artista cerco sincerità, professionalità e coerenza: può essere una canzone, un percorso o un’idea, ma deve avere un nucleo forte, riconoscibile. Per me un progetto editoriale funziona quando non si limita a parlare di musica, ma riesce a inserirla in un contesto culturale più ampio. È questo lo spirito che guida le scelte di musicaincontatto.it e che mi accompagna anche nel lavoro di PR.

In un panorama musicale in continua evoluzione, quali sono le principali difficoltà che incontri nel tuo lavoro e come riesci a trasformarle in opportunità di crescita?
La difficoltà principale è che non tutto ciò che esce è notizia. In un panorama saturo di nuove release, spesso senza un’identità chiara, il rischio è che la comunicazione diventi un flusso indistinto e ripetitivo. Il mio compito è distinguere: capire se e come un progetto può interessare i media, trovando l’angolo giusto e costruendo una narrazione che lo renda rilevante.
Un’altra criticità è legata ai budget ridotti di molti artisti, soprattutto indipendenti: significa dover ottimizzare al massimo le risorse, inventare strategie intelligenti e a volte non convenzionali. Questi limiti, però, sono anche la spinta a crescere: costringono a cercare nuove strade, a innovare, a non adagiarsi mai. Ogni difficoltà diventa così un esercizio di creatività e un’occasione per rafforzare la credibilità del mio lavoro.

Il tuo approccio sembra fondato su un forte valore umano: ascolto, fiducia e rispetto dei tempi creativi. Quanto è importante l’empatia nella comunicazione artistica?
Per me è imprescindibile. L’empatia è innata in tutti noi, e svilupparla quotidianamente non è un “di più”, ma la base del mio lavoro. Comunicare un artista significa entrare nel suo mondo creativo e tradurlo in un linguaggio che i media possano comprendere e valorizzare per il pubblico. Senza empatia rischi di ridurre tutto a pubblicità malfatta, perdendo l’essenza. Ascolto, fiducia e rispetto dei tempi creativi non sono solo valori umani, ma strumenti professionali: permettono di delineare strategie realistiche, sostenibili e soprattutto credibili. Credo che i risultati migliori arrivino quando un artista si sente rappresentato davvero, senza forzature. È lì che la comunicazione smette di essere un esercizio tecnico e stilistico e diventa dialogo, relazione, alleanza.

Come immagini l’evoluzione di Music & Media Press e, più in generale, della comunicazione musicale in Italia nei prossimi anni?
Immagino per Music & Media Press un’evoluzione che rafforzi sempre di più i valori da cui è nata: cura, etica e personalizzazione. L’obiettivo è crescere senza snaturare l’approccio che ci contraddistingue, consolidando il nostro ruolo di punto di riferimento credibile, capace di dialogare con artisti italiani e internazionali e forte di una reputazione costruita sulla qualità e sull’affidabilità del lavoro.
Proprio in questi giorni ho ottenuto la registrazione ufficiale di ACCA – Agenzia di Crescita e Collocamento Artistico, un progetto che mira a creare un modello innovativo basato sulla cooperazione tra tutti i professionisti della musica italiana, dalle major agli indipendenti. Parallelamente, sono stata accolta in FERPI – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, diventando la prima PR musicale ad aderire ufficialmente: per me è un passaggio importante, perché significa portare anche la comunicazione musicale dentro un confronto più ampio con le migliori pratiche nazionali e internazionali della comunicazione.
Credo davvero che la rivoluzione passi dal superare la logica della competizione sterile. Ho grande stima per colleghi che negli anni hanno contribuito a far crescere questo settore, come la storica Parole & Dintorni di Riccardo Vitanza, Help Media di Valentina Aiuto, Words for You e il team di Golin Italia. Non li considero “rivali”, ma realtà che apprezzo molto e di cui ho massimo rispetto: sono convinta che il futuro passi proprio da qui, dal riconoscere il valore reciproco e dal costruire sinergie capaci di rafforzare il settore e offrire più opportunità concrete agli artisti.
Quanto alla comunicazione musicale in Italia, penso che la sfida dei prossimi anni sarà distinguersi in un panorama saturo, dove i social, e soprattutto l’intelligenza artificiale, hanno reso tutti potenzialmente “comunicatori”. A fare la differenza sarà chi saprà unire tecnologia e umanità, innovazione e tradizione, formazione e personalizzazione, contenuti digitali e valore editoriale. Il ruolo dell’ufficio stampa sarà sempre più quello di costruire narrazioni solide, connesse all’attualità culturale e sociale, dando alla musica lo spazio che merita.

Grazie ancora per questa piacevolissima chiacchierata.

Grazie a te Elisa e complimenti!

Per saperne di più visita:
Facebook | Instagram | musicandmediapress.it

Sostieni Che! Intervista

Se apprezzi il nostro lavoro, il tuo contributo è importante.

Ogni storia merita spazio. Raccontaci la tua

Contattaci adesso
Copy link