Cantautrice genovese e frontwoman pop rock, Emanuela Ferrando porta avanti un percorso artistico che unisce musica, esperienza personale e impegno culturale. Con il progetto “La libertà delle Donne”, l’artista affronta il tema degli stereotipi legati all’età, all’immagine femminile e alla necessità di rivendicare autenticità, vitalità e autodeterminazione. Un racconto musicale e umano che nasce dal desiderio di superare i giudizi imposti dalla società e restituire centralità alla forza delle donne, in ogni fase della vita.
a cura della redazione
Benvenuta su Che! Intervista, Emanuela, “Salve sono una cantautrice” è una frase semplice ma molto diretta: quanto conta per lei presentarsi oggi prima di tutto attraverso la propria identità artistica?
E’ fondamentale in mezzo ad un universo di artisti. Bisogna distinguersi e donare al proprio pubblico un nuovo e saldo orizzonte.
Il suo nuovo progetto si intitola “La libertà delle Donne”: da quale esigenza personale e culturale nasce questa opera?
Nasce dalla mia esperienza personale che vuole dare forza a tutte le donne che si trovano intrappolate in un cammino frenato da una cultura errata, colma di stereotipi e pregiudizi.
Nel progetto lei affronta il tema degli stereotipi rivolti alle donne dopo i cinquant’anni. Quali sono, secondo lei, i pregiudizi più difficili da scardinare?
Il sentirsi libra di essere se stessa fino in fondo. Il doversi tingere i capelli per non risultare fuori dagli schemi che in qualche modo impongono la tinta per non risultare poco curata. Il mettere una minigonna o un abito attillato. Potrei scrivere per ora.
Lei rifiuta il concetto di “vecchiaia”, preferendo parlare di crescita ed evoluzione. In che modo questa visione entra nella sua musica e nella sua immagine artistica?
Con frasi di impatto e ritmi moderni.
La sua carriera l’ha portata su palchi teatrali, piazze, eventi musicali, programmi televisivi e serate importanti. Quale esperienza sente abbia segnato maggiormente il suo percorso?
Direi che molte esprienze hanno segnato il mio percorso, ce n’e’ una in particolare che mi ha liberato completamente dall’ ansia da prestazione. Da quell’ esperienza ho cominciato a divertirmi e ad amare il palco in maniera assoluta.
Il suo repertorio attraversa diversi generi, dal pop rock alla dance, dal melodico alla musica house. Come riesce a far convivere queste anime musicali nella sua identità di cantautrice?
Io sono tutti questi ritmi. Sono tanti colori, emozioni, esperienze.
Brani come “Stelle Nella Notte”, “Un po’ come te” e “Mediterranea” raccontano sfumature diverse del suo mondo artistico. Che ruolo ha la scrittura nella costruzione della sua libertà espressiva?
Un ruolo importantissimo che sto sperimentando ancora molto essendo io diventata cantautrice nel 2021. Dipende da me comunicare nella giusta maniera al mio pubblico e per dare il meglio occorre tempo ed esperienza.
Lei è stata spesso ospite e protagonista anche in contesti legati alla comunità LGBT e a eventi culturali e sociali. Quanto è importante per lei che la musica diventi anche spazio di inclusione?
E’ importantissimo. La musica ha un forte potere comunicativo. Le parole, se accompagnate da un giusto ritmo, ti entrano in testa in maniera diretta.
Sta lavorando per portare il progetto “La libertà delle Donne” in comuni, scuole e ambienti culturali. Che messaggio vorrebbe arrivasse soprattutto alle nuove generazioni?
Il brano del mio progetto e’ in procinto di uscire, io sto divulgando il comunicato stampa per farlo conoscere e apprezzare.
Mi piacerebbe che tutti i giovani imparassero a vivere solo quello che e’ adatto alla loro persona. Nessuna forzatura, nessuna imposizione dalla famiglia e dalla societa’. Tanta comprensione, supporto e amore. Tre ingredienti per la ricetta della felicita’ che ogni giovane merita di assaggiare per incominciare a vivere senza problemi esistenziali. Loro sono il nostro futuro e meritano, come tutti, il meglio della bellezza.
Grazie Emanuela e complimenti per la carriera artistica!
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