Classe 1982, originaria di Rovereto (TN), Erica Zambelli è un volto eclettico del panorama audiovisivo italiano. Diplomata presso l’Accademia Cinema e TV CTA di Milano nel 2010, ha iniziato la sua carriera grazie a Neri Parenti e alla Trentino Film Commission, partecipando a ben quattro cinepanettoni. Da allora il suo percorso si è arricchito di importanti collaborazioni, tra Rai1, Boing e Mediaset, passando per ruoli memorabili come Diana in Solo Cose Belle e Gabriella in My Personal Hero. Di recente, è al cinema con Io non sono nessuno, dove veste i panni della pioniera Maria Silvia Spolato. Parallelamente, Erica è diventata un’apprezzata content creator comica, seguita da quasi 100.000 fan sui social, un successo che l’ha portata ad aprire una propria azienda. In questa intervista, ripercorriamo insieme la sua carriera, tra set cinematografici, palcoscenici televisivi e il mondo digitale.
a cura della redazione
Erica, benvenuta su Che! Intervista. Partiamo dall’inizio: cosa ricordi con più emozione del tuo primo set cinematografico nei cinepanettoni diretti da Neri Parenti?
E’ stato il mio inizio e il colpo di fulmine verso il cinema.. Ero giovane ed insicura. Neri è una persona meravigliosa che mi ha insegnato tanto, è veramente un grande regista. Molto educato. In piu ho collaborato con grandissimi attori come De Sica, Mandelli, Lilo e Greg fino a Massimo Boldi con cui ne ho girati 3. Un pomeriggio sono finita pure nella sua roulotte a parlare delle mie vene varicose. E’ stato molto divertente. E mi hanno sempre tutti coccolata.
Come ha influenzato il tuo percorso formativo presso l’Accademia CTA di Milano la tua visione del mestiere d’attrice?
E’ stata una grandissima accademia. Mi ero appena trasferita dal Trentino a Milano. Non sapevo bene cosa fare ma sapevo che la recitazione avrebbe fatto parte della mia vita. L’Accademia è stata una grande formazione. Mi hanno dato la possibilità di spaziare dalla recitazione al doppiaggio, al metodo Suzuki alla danza.. Grazie a loro ho vinto una borsa di studio per un seminario al Growtoski Institute di Wraclav. Ed e stata un esperienza che non dimenticherò mai.
La tua carriera è stata ricca di collaborazioni con Rai1 e con attori molto noti. Qual è stato l’incontro professionale che ti ha lasciato il segno più profondo?
Ce ne sono stati tanti. Da Lilo e Greg con cui mi sono divertita tantissimo a Luca Argentero nella serie Ligas.
Nel film “Solo Cose Belle” interpreti Diana, un ruolo intenso in una pellicola premiata. Cosa ti ha colpito maggiormente della storia e del tuo personaggio?
Io sono sempre stata un po’ riluttante alla religione cattolica. Grazie a questo film ci ho fatto pace. Ho incontrato persone meravigliose che mi hanno insegnato cosa significa essere madre di una casa famiglia. Non conoscevo queste realtà cosi caritatevoli e altruiste. La preparazione al personaggio è stata dura perche ho ascoltato storie , vissuto all’interno delle case famiglie Ho sofferto con loro e mi sono resa conto di quanto sono fortunata
Recentemente sei tornata sul grande schermo con “Io non sono nessuno”, dove interpreti Maria Silvia Spolato. Che tipo di responsabilità hai sentito nel dare voce a una figura così importante nella storia dei diritti civili italiani?
Quando la regista Geraldine Ottier mi ha proposto il ruolo ero terrorizzata. Perché è facile interpretare un personaggio inventato ma se devi essere un personaggio esistito realmente porti il peso della comparazione. Ho cercato di mettere dignità e coraggio, senza dare giudizio nonostante le sue scelte cosi estreme. Ma con tanta gratitudine, perché è anche grazie a personaggi cosi se ora siamo piu liberi . Anche se la strada per la parità di diritti è ancora lunga. Ricordo pero che al termine di una proiezione a Roma un gruppo di attiviste che conoscevano Mariasilvia, mi hanno abbracciata con le lacrime agli occhi dicendo che hanno rivisto lei in ogni mia battuta. Ecco quel giorno ho pianto anch’io moltissimo.
Dal cinema alla TV per ragazzi: com’è stato il passaggio tra ruoli drammatici e personaggi più leggeri come mamma Gabriella in My Personal Hero su Boing?
Boing è stata un’esperienza paranormale . Il team era spagnolo perche la produzione era di Madrid . Ci parlavamo a gesti con il regista. Ricordo che all’uscita della serie, i ragazzini ci correvano dietro per un autografo. Anche se io ero la mamma rompiscatole e spesso me lo facevano notare. Amo fare comicita e nello stesso tempo io nasco anche come attrice drammatica. Riesco bene in entrambi in generi, rappresentano molto la mi personalista bipolare ahahha
Hai partecipato anche a programmi di intrattenimento e spot pubblicitari con grandi nomi della TV italiana. Qual è stata l’esperienza più curiosa o divertente in questi contesti?
Ne ho due che porterò nel cuore sempre. Facciamo che io ero con Virginia Raffaele su Rai 2. Sono rimasta impressionata da quanto è brava e comica Virginia. Non riuscivamo ad andare avanti perche ridevamo troppo. E poi Jerry Scotti con cui ho girato diversi spot e mi ha invitato poi a caduta libera vip con grandi personaggi dello spettacolo. Lui è veramente uno stacanovista ed e molto imponente. Diciamo che se c’è si sente.
Il tuo lato comico ha conquistato anche i social: come nasce la tua vena ironica e quanto è importante per te il contatto diretto con il tuo pubblico online?
Io ho scoperto i social durante la pandemia. E devo dire che mi hanno salvato la vita. Perche 3 volte a settimana creo video da mettere sui miei canali. Questo mi porta ad essere sempre creativa, innovativa e impegnata. E’ stupendo essere fermata ovunque da tutti e sapere di poter essere d’aiuto magari con una risata in una giornata storta. Mi da tanta gratificazione. Poi i social non sono facili, a causa dei commenti non sempre positivi, l’andamento dell’algoritmo, gli haters .. diciamo che ho sviluppato le cosiddette palle cubiche . E questo mi ha aiutato anche nel mio lavoro da attrice .
Oggi sei anche imprenditrice digitale con la tua azienda di content creation. Qual è la sfida più stimolante nel coniugare arte, comunicazione e business?
Credo che le difficoltà siano : i pagamenti a 30 giorni che non ci sono quasi mai e il far capire alla gente che il social ha un potenziale enorme. C’è ancora un po’ di riluttanza in Italia sulla promo social. .Ma arriva a tutti, sempre e in qualsiasi situazione. Poi una cosa che non sopporto è quando nei commenti mi declassano a semplice influencer quando il mio lavoro è veramente complesso. Io faccio l’attrice, monto i video me li scrivo. Sono presentatrice, speaker, insegno teatro e cinema. Faccio un sacco di cose.
Ci sono progetti – cinematografici o digitali – che non vedi l’ora di realizzare e che vuoi condividere con noi?
In realtà sto in stand by con alcuni progetti che mi devono partire. Ma diciamo che questo non è proprio un bel periodo per il cinema. C’è una crisi pazzesca e sono stati tagliati tutti i fondi alla cultura. Ho un sacco di amici in cassa integrazione . Quello che spero è che il cinema torni a splendere come una volta. Con film meravigliosi, dialoghi pazzeschi e soprattutto con attori nuovi perche i soliti hanno un po’ rotto. Ma soprattutto che si cominci a vedere l’arte come un ‘industria e non come una cosa astratta da tirare fuori ogni tanto. E’ un lavoro vero e proprio.
Grazie Erica e complimenti per la tua carriera artistica!
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