Intervista a Simona Fasano ed Edmondo Romano

Con il loro nuovo lavoro discografico, ES/SÉ, Simona Fasano (voce e autrice dei testi) ed Edmondo Romano (compositore e polistrumentista) ci conducono attraverso un affascinante percorso musicale che tocca le profondità dell’inconscio, esplorando ferite psichiche e processi di guarigione. Il disco, diviso simbolicamente tra energie femminili e maschili, si presenta come un’opera intima e potente, capace di stimolare riflessioni profonde sull’identità, il dolore e la trasformazione.

a cura di Chiara Gligora
in studio Salvatore Cucinotta ed Antonio Capua


Benvenuti su Che! Intervista, Simona ed Edmondo, è un vero piacere avervi con noi. Iniziamo questo viaggio nel vostro nuovo progetto: cosa rappresenta per voi ES/SÉ, non solo come album ma come percorso umano?
Buongiorno e grazie per questo momento di condivisione.
Per noi questo album è stata ed è una preziosa opportunità per mettere in forma artistica musicale la ricerca di tutta la nostra vita di creature singole e in coppia (da circa diciotto anni) alla ricerca della comprensione umana e della conoscenza dell’albero della vita, per usare un linguaggio simbolico sacro. Un percorso fatto di cadute, domande, tormenti, illuminazioni!

L’album è strutturato in due parti distinte, la “Female side” e la “Male side”. Come è nata l’idea di questa dualità e che significato simbolico le attribuite?
Abbiamo da sempre sentito queste due correnti interiori vive e le abbiamo da sempre incluse nella nostra ricerca artistica sia in campo teatrale che musicale.
Per noi rappresentano proprio i due emisferi cerebrali, quello sinistro analista maschile (che aiuta nella fruizione dettagliata) e quello destro poetico femminile (responsabile della percezione globale) quindi le due modalità del sentire, del gustare la vita che in un percorso armonico si impara ad utilizzare insieme.
I brani della “Female side” sono simbolicamente radicati nelle ferite legate alla sopravvivenza (paura, dolore, vittimismo, rabbia) mentre quelli della “Male side” riguardano le ferite legate alla realizzazione nel mondo (autosabotaggio, separazione, vuoto esistenziale, rifiuto).

Ogni brano rappresenta una ferita o una trasformazione: ci potete raccontare come avete tradotto emozioni così profonde in linguaggio musicale?
Ogni brano ha la sua storia che si è svelata a noi nella lavorazione. È stato davvero un processo alchemico, nel senso che avevamo una idea musicale, o di testo, o di messaggio in mente ma lavorandoci sopra a strati (questa è la nostra modalità creativa) via via questa idea si modificava, prendeva vita e personalità. Ogni ferita da attraversare è stata per noi una interessante prova da superare.
Per esempio nel brano di apertura “Rose Moon“ il senso di paura è dato dalla vorticosità del brano, oppure nel brano “La Presenza“ le ‘sospensioni’ degli archi creano proprio quello stato di ‘smarrimento’ che si prova quando si vive la separazione tra la voce interiore e l’azione esteriore quando si è disuniti, per usare un termine caro al regista Sorrentino.

La vostra musica è molto narrativa. Qual è il processo creativo che segue la scrittura di un brano, dal concepimento lirico alla realizzazione sonora?
Come dicevamo il nostro percorso creativo è a strati. A volte nasce prima la cellula musicale, a volte il cuore della tematica. In ogni caso nella fase successiva le due correnti si avvolgono come il filamento del DNA creando l’ossatura del brano. Poi vengono le parole se necessarie ed in questo caso abbiamo usato la musicalità di diverse lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, latino). Dopo un momento di confronto tra le nostre sensibilità e di silenzio importante per fare lievitare il senso interpretativo si inizia la fase di registrazione e produzione. Questa fase materialmente curata da Edmondo si completa e viene nutrita nell’ultimo passaggio da Simona. Il risultato definitivo è sempre sinergico.

Simona, nei testi che hai scritto si percepisce una forte componente introspettiva e quasi terapeutica. Quanto della tua esperienza personale è confluita in queste parole?
In questi brani ho cercato di distillare la ricerca interiore e creativa di me come donna, come artista, come guida, come bambina, come madre. Sono stati molto utili gli anni di insegnamento del mio corso di “Arte&Inconscio“ e quindi l’incontro con gli allievi, le esperienze come drammaturgo e regista per la nostra Compagnia Teatro Nudo, lo studio sul corpo sul suono e sulle emozioni come attrice danzatrice e cantante, i numerosi Maestri che ho incontrato nel mio percorso (adoro studiare), i preziosi amici umani, animali e cartacei con cui ho condiviso fasi del viaggio ed il contributo profondo ed indelebile del rapporto intimo e professionale con Edmondo e del sacro rapporto con mia figlia Alice Eva Maria.

Edmondo, da polistrumentista hai dato forma a paesaggi sonori complessi ed evocativi. Come hai scelto strumenti e timbri per accompagnare le varie emozioni espresse nei brani?
Il mio processo compositivo è molto libero. La scelta del ritmo, della tonalità, degli strumenti utilizzati in un brano sono tutti aspetti che nascono nel momento stesso in cui il brano prende forma. Ho sempre ascoltato molta musica di ogni genere, ho sempre svolto la mia attività di musicista con numerose realtà differenti tra loro, forse guidato dall’utilizzo del suono che i miei numerosi strumenti di varie epoche e realtà geografiche creano e questo anche in un lavoro come “ES/SÉ” dal carattere “contemporaneo/lirico/minimalista” ha dato forma ad un lavoro emotivamente svincolato da troppe riflessioni. Quello che principalmente mi indicava la strada compositiva nella seconda fase della scrittura, cioè quella dell’arrangiamento e della conclusione del brano, era l’atmosfera delle parole e del titolo scelto per ogni singolo brano, elementi assolutamente complementari in un lavoro fortemente tematico come “ES/SÉ”.

“Rose Moon”, “Impermanenza”, “Spazio vuoto”… titoli intensi e poetici. Potete svelarci qualche dettaglio simbolico nascosto dietro a uno di questi brani?
Le parole sono importanti, hanno il dono della creazione quindi abbiamo scelto i titoli dei brani in modo accurato e significativo.
“Rose Moon“ è la luna rosa della trasformazione grazie all’incontro con la Paura, “Mon Jardin“ è lo spazio segreto e potente creato dalle lacrime del nostro Dolore, “Impermanenza“ è il grido di rivolta al Vittimismo, “Enfado“ è il velo della Rabbia che si strappa con l’amore per se stessi, “Passage“ è il corpo calloso che unisce i due emisferi cerebrali Maschile e Femminile, “Spazio Vuoto“ è la fessura che ci permette di uscire dalle energie dell’Autosabotaggio, “La presenza“ è quella condizione di ascolto contemplativo non giudicante che vede se stiamo vivendo nella Separazione, “L’inconfessata processione“ è una marcia che ci avvolge o travolge se siamo nella ferita del Vuoto esistenziale, “Invisibilis“ è un manto magico che ci protegge se attraversiamo il Rifiuto, “Dolo-res“ è lo svelamento del sintomo che più che curare è da comprendere ed ascoltare

In che modo credete che la musica possa accompagnare chi ascolta in un processo di consapevolezza o guarigione?
Noi siamo vibrazione e le neuroscienze stanno dimostrando come le vibrazioni sotto forma di onde o di particelle agiscano dentro e fuori di noi. Quindi ogni pensiero, ogni suono, ogni stretta di mano, ogni sguardo ha il potere di modificarci o modificare.
La musica, le frequenze in particolare, sono un elemento potente riconosciuto da sempre consapevolmente o meno per la sua azione di guarigione animica, emotiva e corporea.

Il vostro progetto invita all’introspezione e al contatto con sé stessi. Che tipo di reazione o riflessione vi piacerebbe suscitare nel pubblico?
Desideriamo che il pubblico ci scelga per dedicarsi un momento all’ascolto di Sé, i nostri brani sono solo una chiave per accedere all’intimità di ogni persona coinvolta nel rito in questo caso individuale.
Stiamo preparando il rito collettivo per la messa in scena dell’esperienza ES/SE’ dal vivo in teatro. Desideriamo che sia un flusso esperienziale di vibrazioni, suoni, parole, immagini… con una parola magica che ogni spettatore dovrà forgiare per entrare nel rituale ed una per uscirne.
Vi faremo sapere… ora siamo in fase di creazione di questo evento una sorta di Arca della Alleanza vivente.

ES/SÉ è un punto di arrivo o l’inizio di un nuovo percorso artistico? Avete già visioni o desideri per le prossime tappe?
Grazie per la densa domanda. Noi viviamo godendoci il presente ed ora abbiamo una grande voglia di sperimentare il disco dal vivo come un dialogo tra artisti e pubblico, poi continueremo sicuramente la nostra evoluzione terrestre e con stupore ci lasceremo inondare dalla forma artistica che la vita ci donerà… come dice Edmondo noi abbiamo sempre fatto la cosa che amiamo e che ci riesce meglio, Sognare!

Grazie è stato un vero piacere rispondere a questa intervista!
Grazie al nostro produttore digitale Andrea Tognassi di TRB Rec e Digital Distribution Bundle e grazie al produttore dell’album fisico Claudio Carboni della VISAGE Music che hanno creduto al nostro lavoro.

Grazie a voi ragazzi e complimenti per la vostra carriera artistica!

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Per saperne di più visita:
Instagram: @edmondoromano | @simonafasanodolores

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