Intervista esclusiva a Gabriele “Gabbo” Centofanti, bassista, produttore e anima del progetto “dJazz (volume 1)”
Con l’uscita di “dJazz (volume 1)”, Gabbo inaugura una nuova stagione musicale che affonda le radici nella sua duplice anima artistica: quella jazzistica ereditata dal padre trombettista e quella rap maturata in anni di attività nella scena hip hop italiana. In questa intervista, ci racconta le sue ispirazioni, le collaborazioni e la visione che ha dato vita a un progetto tanto ambizioso quanto autentico.
a cura della redazione
Benvenuto su Che! Intervista, Gabbo e congratulazioni per l’uscita di “dJazz (volume 1)”! Come nasce l’idea di un disco che fonde in maniera così intensa e consapevole jazz e hip hop?
Grazie, posso risponderti schiettamente che ho agito d’istinto, esternando la mia personalità musicale e non solo, tutto è avvenuto senza pensarci troppo. Questi due generi musicali, ed un po’ tutta la black music, fanno parte di me del mio vissuto e del mio essere musicista. Quindi sono stato semplicemente me stesso.
“dJazz” non è solo un album, ma sembra una dichiarazione d’intenti: cosa volevi trasmettere con questa fusione di linguaggi musicali apparentemente lontani?
Sinceramente, oltre a voler trasmettere chi sono musicalmente, sentendomi libero di esternare in modo ampio me stesso e ciò che amo, non ho avuto grandi pretese. E poi, hai detto bene, “apparentemente” lontani, perché hanno in comune molto più di quello che si pensa.
Il progetto vede la partecipazione di nomi storici dell’hip hop italiano e di musicisti jazz di altissimo livello. Come hai scelto gli ospiti e come hai lavorato con loro per costruire un suono coerente e personale?
Sono tutti grandi artisti e amici, che con la loro arte e personalità hanno arricchito i brani, la cosa bella è che ognuno di loro è stato libero di essere se stesso, anche per questo si è creata quella che io definisco “magia”. Poi il suono e le produzioni le abbiamo curate al Rugbeats studio io e Squarta, un gigante con il quale tutti i giorni lavoro spalla a spalla, un fratello vero.
Parli spesso di Massimo Moriconi come una figura fondamentale nella tua crescita musicale. Che tipo di relazione artistica avete costruito nel tempo?
Massimo è una figura importantissima per me, sin dai primi istanti in cui l’ho conosciuto, oggi siamo veri amici anche al di fuori della musica. Ma uno dei momenti che mi hanno fatto “volare” è stato circa 25 anni fa, dopo una lezione, prende un pennarello rosso e scrive sulla mia tracolla bianca “A mio figlio musicale. Massimo Moriconi”.
Ecco, quella tracolla sta custodita gelosamente perché questo, scritto spontaneamente da un gigante come lui, mi emoziona ancora oggi quando penso a quel momento. Questo per farti capire chi è lui per me,
Artisticamente?! Beh ti dico solo che ci divertiamo un casino e la prova tangibile è che nel giro di pochi mesi abbiamo fatto uscire tanta musica fatta insieme e chissà, magari ne uscirà altra?! 😉
L’album si apre con la reinterpretazione di “Donna Lee” e si chiude con “Rockit” di Herbie Hancock: cosa ti ha guidato nella selezione di questi brani e nel loro riarrangiamento?
Ascolto questi brani probabilmente da prima di nascere, con mio padre trombettista e mia madre grande ascoltatrice di musica. Mi hanno fatto ascoltare tanta black music, quindi i brani li ho scelti per questioni emotive, mi riportavano a momenti di vita passati. Li ho semplicemente vestiti del mio stile, del nostro saund (inteso come sound del Rugbeats), con molto rispetto sia per i brani che per gli artisti che li hanno creati, portandoli verso un sound più affine alla mia personalità e risaltando il ruolo del basso, strumento che amo alla follia.
La produzione firmata Rugbeats, insieme a Squarta, garantisce solidità ma anche audacia sonora. Come si è evoluto nel tempo il vostro sodalizio artistico e produttivo?
Ma non lo so, tutto è accaduto in modo naturale, noi siamo molto legati, anche al di fuori della musica, siamo come fratelli, quindi è un percorso che non saprei spiegarti. So solo che quando lavoriamo ci divertiamo e stiamo davvero bene.
Sei cresciuto nel mondo rap con i Cor Veleno, ma hai sempre portato con te influenze diverse. In che modo questo background eclettico ha plasmato la tua identità musicale?
Si, il mio eclettismo è stato fondamentale durante il mio percorso musicale, da produttore e da bassista. Credo che le contaminazioni, in tutti gli ambiti, siano sinonimo di libertà ed arricchimento e quindi conoscere più stili ti rende libero e consapevole, poi la contaminazione è una prerogativa del rap, per cui da musicista nel rap ho trovato terreno fertile.
In un’epoca in cui le collaborazioni spesso sono strategiche, nel tuo disco si respira un senso di autenticità e affinità umana. Quanto conta per te l’aspetto umano nella musica?
L’aspetto umano è fondamentale per quanto mi riguarda, in fondo la musica è un linguaggio, e come accade nella vita di tutti i giorni, se parli e comunichi con belle persone con le quali ti trovi bene e hai affinità, ne uscirà fuori qualcosa di bello, di interessante e di costruttivo. Lo stesso accade se fai musica con chi ti è affine umanamente.
Oggi nasce anche Culto Diskey, sotto-label di Blackcandy Produzioni. Cosa rappresenta per te questa nuova avventura discografica e quali sono gli obiettivi a lungo termine?
Si, Culto Diskey è sub-label di Blackcandy nella quale io e Squarta curiamo la parte artistica ed Alessandro Gallicchio si occupa della gestione operativa.
Il nostro intento è accompagnare gli artisti in un percorso di crescita, potenziando al massimo i loro progetti sotto ogni aspetto: musicale, visivo e comunicativo.
Dobbiamo aspettarci nuovi volumi, nuovi incontri, nuove esplorazioni?
So che molti probabilmente non avrebbero risposto a questa domanda, ma inserendo (volume 1) nel titolo, già ho spoilerato che ci sarà un (volume 2). Aggiungo solo che già è in stato avanzato di lavorazione.
Grazie Gabbo e complimenti per la tua carriera artistica!
Per saperne di più visita:
Instagram | Spotify
Dare voce alle vostre storie, la nostra missione, clicca e dona ora
Ogni storia è unica! RACCONTACI LA TUA! Contattaci adesso!

