Gotico Salentino (Einaudi, febbraio 2025), di Marina Pierri sfida i confini della narrazione tradizionale con un’opera sofisticata e avvincente, capace di intrecciare elementi sovrannaturali e introspezione psicologica con una punta di ironia tagliente.
La protagonista, Filomena Quarta, ex giornalista quarantenne, torna nella sua terra d’origine dopo aver ereditato la Dimora Quarta, un’antica casa infestata nel cuore del Salento. Con l’idea di trasformarla in un Bed & Breakfast, Filomena si trova presto a fare i conti con un passato che riemerge prepotente: la leggenda della malumbra, lo spettro di una monaca oscura che da sempre aleggia sulla dimora, e il suo stesso dono involontario di evocare i fantasmi. Tra questi, due presenze d’eccezione: Mary Shelley e Shirley Jackson, vere e proprie guide letterarie e spirituali nel percorso di Filomena verso la riscoperta di sé.
L’autrice gioca abilmente con i riferimenti culturali, accostando l’eleganza del romanzo d’appendice alla visionarietà dark di Tim Burton, mentre l’influenza di Shirley Jackson permea l’intera narrazione. Il romanzo è una celebrazione del gotico declinato al femminile, dove l’elemento horror diventa strumento di riflessione su temi profondi come il patriarcato, la memoria e il potere delle storie tramandate di generazione in generazione.
La scrittura di Marina Pierri è incisiva, capace di restituire atmosfere dense e suggestive senza mai appesantire la lettura. L’autrice bilancia sapientemente tensione e umorismo, conferendo a Filomena una voce ironica e autoanalitica che la rende un personaggio autentico e irresistibile.
Un libro imperdibile per chi ama le storie di fantasmi che, oltre a spaventare, sanno anche illuminare il presente.
Per saperne di più visita: einaudi.it
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