Guglielmo Lai racconta “Su Misura”: amore complicato, Torpignattara e CantautoRap

Con Su Misura, ultimo brano estratto dal disco Ognuno ha la sua voglia, Guglielmo Lai racconta un amore bello e complicato, nato in un momento sospeso e destinato a scontrarsi con la realtà. Il videoclip, fuori dal 1° luglio e diretto da Alessandro Truffarelli, porta lo spettatore dentro una Roma lontana dalle cartoline: non il centro storico patinato o la città romantica da film, ma la quotidianità viva, contraddittoria e decadente di Torpignattara. Tra pop, groove accattivante e cantato hip hop, l’artista salentino conferma il suo stile “CantautoRap”, unendo ironia, sentimento e uno sguardo narrativo profondamente personale.

a cura della redazione


Benvenuto su Che! Intervista, Guglielmo, e grazie per essere con noi. Su Misura è l’ultimo brano estratto da Ognuno ha la sua voglia: che cosa rappresenta questa canzone dentro il percorso del disco?
Grazie. Dentro il disco il brano Su misura rappresenta la sua chiusura. È l’ultima traccia delle 10 presenti ed è anche l’ultimo singolo estratto, chiudendo così la sua promozione dell album. È la traccia che meglio racchiude le varie sfaccettature del mio stile. Romanticismo, cinismo, un po’ di rap, melodia pop italiana, un sound a tratti urban ed un finale strumentale. In questi senso è la traccia più completa perché dentro c’è un po’ tutto.

Il brano racconta un amore complicato, nato in un momento quasi perfetto ma segnato da una situazione tutt’altro che semplice. Da quale immagine o ricordo nasce Su Misura?
Nel momento  in cui è finita una splendida giornata di pasquetta passata in una campagna sui colli romani. Tornando a Roma in bus verso il quartiere dove vivevo – Torpignattara – quella città mi sembrò così grigia e sporca al confronto con ciò che avevo appena vissuto, che iniziai a scrivere la canzone seduto sul sedile. 

Nel pezzo convivono ironia e sentimento, leggerezza e malinconia. Quanto è importante, per te, raccontare l’amore senza renderlo troppo idealizzato o prevedibile?
Ognuno lo racconta a modo suo. L’ironia e un po’ di cinismo fanno parte del mio carattere e quindi quando racconto qualcosa,  compreso l’amore, queste caratteristiche tornano sempre.
Il videoclip mostra una Roma diversa da quella da cartolina, scegliendo Torpignattara come spazio narrativo. Perché era importante ambientare il racconto in un quartiere così reale, popolare e contraddittorio?
Perché a Torpignattara ci vivevo. Non mi sembrò il quartiere più bello del mondo già dal primo giorno del mio arrivo in città. Ma dopo aver scoperto la bellezza dei colli romani il confronto divenne impietoso. Dover vivere lì mi suonava quasi come una punizione divina. E infatti il brano finisce con “a Torpignattara… Facci tornare lui”

Nel video emergono bar affollati, strade segnate, autobus, integrazione, bambini che giocano e coppie al parco. Che cosa volevi raccontare della quotidianità urbana attraverso queste immagini?
La realtà caotica e decadente delle grandi città, escludendo le cartoline del centro storico, che in una città immensa come Roma rappresenta il 10% del territorio. Dopo un anno infatti mi son trasferito a Bologna e lì ho trovato una città più umana e “su misura” per me

Il contrasto tra la routine metropolitana di Torpignattara e il ricordo dell’amore nato tra i colli romani è molto forte. Quanto ti interessava lavorare su questa distanza tra desiderio e realtà?
Il tema della canzone è  esattamente questo: ciò che una persona prova e desidera dentro di sé e quanto questo può entrare in contrasto con l’ambiente circostante

Musicalmente Su Misura unisce melodia pop, groove accattivante e cantato hip hop. Come hai costruito il suono del brano insieme a Gabriele Ciullo?
Una nota alla volta come sempre. Il suo contributo è stato prezioso soprattutto nel finale strumentale con la sua voce un po’ folle

Definisci il tuo stile “CantautoRap”, unendo metrica rap, ritornelli cantabili e attenzione cantautorale ai contenuti. Come nasce questa identità musicale?
Sicuramente dal mio vissuto musicale. Non riesco a considerarmi né un rapper né un cantautore.. Può essere una debolezza perché mi fa sentire senza patria, ma è anche la confort zone musicale che mi fa sentire più a mio agio.

Tra le tue influenze ci sono Neffa, Articolo 31 e Fabri Fibra, ma anche Dalla, De Gregori e Paolo Conte. Che cosa hai preso da questi mondi così diversi?
Dai rapper un po’ di stile e magari di modernità. Dai cantautori spero di aver preso un minimo di capacità di scrittura e di raccontare il vissuto

Dopo Su Misura e il percorso di Ognuno ha la sua voglia, quali nuove storie, sonorità e luoghi desideri raccontare nei prossimi capitoli della tua musica?
Ho già scritto tante canzoni nuove. Molte sono state scritte a Bologna, una città magica e cantautorale quindi chissà, magari questo può aver contribuito per osmosi ad un evoluzione positiva dello stile di scrittura. Staremo a vedere!

    Grazie Guglielmo Lai e complimenti per tutto!

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