“Il capolavoro rubato” di Daniel Silva (HarperCollins Italia, trad. di Pezzani S.)

L’incipit è di quelli che lasciano il segno: Venezia, la laguna immobile, un corpo di donna che affiora dall’acqua come un segreto che rifiuta di restare sommerso. Da quel momento la trama si avvita in una corsa contro il tempo che ha il respiro dell’epica contemporanea. Un dipinto scomparso dai depositi dei Musei Vaticani, un’opera che potrebbe appartenere alla mano di Leonardo da Vinci, e una catena di silenzi, complicità e interessi miliardari che nessuno aveva interesse a spezzare.

a cura della redazione


Silva costruisce il romanzo come un gioco di scatole cinesi, in cui ogni quadro nasconde un altro quadro, ogni verità è celata sotto una superficie apparentemente insignificante. Il mondo dell’arte – case d’asta, gallerie esclusive, collezionisti senza scrupoli – viene raccontato nella sua dimensione più oscura: non tempio della bellezza, ma mercato spietato dove il valore estetico diventa merce e potere. In questo senso, Il capolavoro rubato è anche una lucida indagine sul rapporto tra cultura, denaro e criminalità finanziaria.

Il ritmo è quello del grande thriller anglosassone: capitoli brevi, cambi di scenario rapidi, una tensione costante che porta il lettore da Londra alla Costa Azzurra fino a un finale romano di forte impatto simbolico, con Piazza San Pietro trasformata in un teatro di suspense morale e politica. Ma ciò che distingue Silva da molti colleghi di genere è la cura della scrittura: elegante, precisa, mai compiaciuta, capace di rallentare quando serve per soffermarsi su un dettaglio pittorico o su un dilemma etico.

Gabriel Allon resta un personaggio magnetico perché non è mai riducibile al solo ruolo di eroe. La sua doppia natura – artista e spia – riflette il cuore stesso del romanzo: l’idea che la bellezza possa essere salvifica, ma anche pericolosa; che l’arte, come l’intelligence, richieda sguardo, pazienza e la capacità di vedere ciò che altri ignorano.

Il capolavoro rubato è un thriller colto e avvincente, che intrattiene senza rinunciare alla complessità. Un romanzo che scorre veloce ma lascia tracce, come una vernice antica che riaffiora col tempo.

Per saperne di più visita: harpercollins.it

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