Siamo nel Friuli di fine Ottocento, in un tempo sospeso tra tradizione e progresso, tra il ritmo antico della natura e l’irruzione della modernità. È qui che prendono forma tre figure femminili — Aurora, Bianca e Viola — diverse per origine, carattere e destino, ma legate da una tensione comune: quella verso la libertà.
a cura della redazione
Aurora vive immersa in un mondo ancora intriso di magia e oralità, dove le Agane — creature dell’acqua — non sono soltanto leggenda, ma presenza viva, simbolo di un legame profondo con la natura e con una dimensione arcaica del sapere femminile. Bianca, al contrario, guarda al futuro: le luci elettriche di Udine rappresentano per lei non solo una conquista tecnica, ma una promessa di emancipazione. Viola, infine, abita un territorio intermedio, fatto di ombre e apparizioni, dove il passato continua a parlare attraverso un fantasma che diventa guida e memoria.
Commessatti costruisce un romanzo corale in cui le tre traiettorie si avvicinano lentamente, come corsi d’acqua destinati a confluire. Il Tagliamento, presenza costante e simbolica, diventa metafora di questo intreccio: un fiume che non scorre mai uguale a sé stesso, proprio come le vite delle protagoniste.
Il cuore del libro risiede nella nascita delle Viole di Udine, una società segreta tutta al femminile che incarna un’idea di sorellanza radicale e necessaria. In un’epoca in cui l’autonomia delle donne è ancora un’eccezione, questo gesto assume un valore profondamente politico, ma senza mai perdere la dimensione intima e umana. Non è una rivoluzione dichiarata: è una resistenza quotidiana, fatta di gesti, alleanze e piccoli atti di coraggio.
Dal punto di vista stilistico, la scrittura di Commessatti è evocativa e sensoriale, capace di restituire ambienti, atmosfere e stati d’animo con una delicatezza che non scivola mai nell’eccesso. La natura non è semplice sfondo, ma organismo vivo che dialoga con i personaggi. Allo stesso modo, gli elementi fantastici — le fate, il fantasma — non rompono il realismo, ma lo ampliano, offrendo una chiave simbolica per leggere il mondo interiore delle protagoniste.
Uno degli aspetti del romanzo è proprio l’equilibrio tra dimensione storica e tensione poetica. L’Italia di fine secolo emerge con le sue contraddizioni: da un lato il progresso, dall’altro le rigidità sociali; da una parte le nuove possibilità, dall’altra i limiti imposti soprattutto alle donne. In questo scenario, le tre protagoniste non sono eroine idealizzate, ma figure credibili, attraversate da dubbi, paure e desideri.
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