Ilema inaugura il proprio percorso discografico con “Briciole di te”

Il brano, scritto a Rio de Janeiro in una fase di isolamento e ridefinizione personale e finalizzato a Firenze nel 2024, si presenta come un debutto misurato, consapevole, privo di urgenze promozionali e di facili concessioni emotive.

a cura della redazione


Dietro il nome Ilema c’è Ilenia Mancini, artista dal percorso internazionale e multidisciplinare, che affida il suo esordio a una scrittura essenziale e a una produzione altrettanto sobria. L’arrangiamento, curato da Marco Falagiani – figura storica della canzone italiana e Premio Oscar per Mediterraneo – accompagna il brano senza mai sovrastarlo, lasciando spazio a una vocalità controllata, non addestrata ai cliché dell’interpretazione pop, ma guidata da un’idea di equilibrio e misura.

Il tema centrale di “Briciole di te” è una dinamica relazionale sempre più riconoscibile: la presenza intermittente, fatta di attenzioni minime e promesse non dichiarate, oggi spesso definita breadcrumbing. Ilema sceglie di raccontarla senza giudizio né catarsi, limitandosi a registrare il meccanismo con precisione quasi documentaria. L’immagine delle “briciole” non funziona come semplice metafora sentimentale, ma come unità narrativa concreta, ripetuta e insistita, che diventa la misura del legame stesso.

Anche sul piano testuale, il brano rifiuta la definizione. Non c’è mai una reciprocità dichiarata, né un’evoluzione narrativa. La frase «io amante, tu niente di più» resta sospesa, tronca, specchio di un rapporto che non si compie. È una scelta che si riflette nella struttura musicale: la ripetizione non è un espediente radiofonico, ma un elemento coerente con il senso di stallo che attraversa l’intero brano.

Gli arrangiamenti firmati da Falagiani, con il contributo di Valentina Galasso e Marta Maddalena Di Stefano, costruiscono un ambiente sonoro sobrio, mentre il mastering di Marzio Benelli restituisce un suono pulito, asciutto, lontano da eccessi dinamici o soluzioni ridondanti.

Il percorso personale di Ilema – che attraversa Europa, Medio Oriente e Sud America, intrecciando musica, pratiche corporee e ricerca sulla voce – emerge nel progetto non come autobiografia esplicita, ma come metodo. La voce, trattata quasi come strumento terapeutico più che come veicolo emotivo, diventa il centro di gravità del brano, mantenendo una distanza controllata dal racconto.

Ascolta il brano

Copy link