In June, il grido oscuro di “Dust Off”: vulnerabilità che diventa musica

Con “Dust Off”, il nuovo singolo disponibile su Spotify, gli In June inaugurano un capitolo inedito della loro storia musicale. La band romana, formata da Daniela “Dan” Mariti (voce e chitarra), Mara Graziano (batteria) e Pierpaolo Iulianello (basso), mette da parte le atmosfere più intime del passato per abbracciare un sound più dark, viscerale e potente, figlio di un percorso di ricerca sonora durato oltre due anni.

a cura della redazione


Il brano si presenta come un inno elettronico e organico, dove chitarre incisive, batterie pulsanti e una voce magnetica si fondono in una produzione elegante e tagliente. A dominare è un basso melodico che si intreccia con percussioni crude e definite, restituendo un’energia che scuote e travolge. A dare forma e profondità a questo nuovo corso c’è la mano esperta di Steve Lyon (già al fianco di The Cure, Depeche Mode, Siouxsie Sioux, Subsonica), che ha curato registrazione, co-produzione, mix e master, contribuendo a plasmare il suono internazionale e maturo della band.

Sul piano concettuale, “Dust Off” è molto più di una canzone: è un manifesto. Gli In June invitano a non censurare il dolore, ma a gridarlo, a restituirgli dignità. “Everything is falling” recita il brano, e la band sceglie di trasformare la vulnerabilità in forza, opponendosi a una società che tende a silenziare i sentimenti negativi e a relegarli ai margini.

Il risultato è un pezzo che colpisce tanto per l’impatto sonoro quanto per la profondità emotiva. “Dust Off” segna il ritorno della band con una voce più cupa e potente, capace di trasformare il silenzio in urlo, senza paura di mostrare anche le sfumature più drammatiche dell’animo umano.

Con alle spalle esperienze live nazionali e internazionali – dai palchi romani all’Auditorium Parco della Musica fino ai Sofar Sounds di Madrid – e dopo l’uscita dell’EP “Collapse” nel 2024, gli In June dimostrano con questo nuovo singolo di aver raggiunto una maturità artistica che li proietta verso una scena sempre più ampia e consapevole.

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