“Io sono Adele”: il coraggio silenzioso di rinascere oltre il dovere

Book cover showing a woman in a black dress touching a teacup on a dark table, with floral wallpaper behind; title 'Io sono Adele' by Csaba dalla Zorza, Marsilio Romanzi.

Io sono Adele di Csaba dalla Zorza è un romanzo che sorprende per misura e profondità, allontanandosi dai territori più noti della sua narrazione per addentrarsi in una dimensione più intima e letteraria. Pubblicato da Marsilio Editori nella collana Romanzi e racconti, il libro si presenta come un viaggio interiore che scava con delicatezza nelle pieghe dell’identità femminile.

a cura della redazione


Adele Casagrande ha sessant’anni e un passato che pesa come un’ombra lunga. Il trasferimento da Milano alla quiete sospesa di Villeneuve-lès-Avignon non è soltanto geografico, ma esistenziale: un tentativo di riscrivere se stessa, scegliendo il silenzio come forma di difesa e, insieme, di resistenza. Nel ruolo di governante, Adele entra in una casa che non le appartiene, eppure finisce per abitarne le crepe emotive, ricucendo legami altrui mentre i suoi restano irrisolti.

La scrittura di Csaba dalla Zorza è precisa, quasi cesellata, e procede per sottrazione. Non c’è mai eccesso, ma una costante tensione verso ciò che resta non detto. È proprio in questo spazio vuoto che il romanzo trova la sua voce più autentica. Il lettore è chiamato a colmare le omissioni, a interpretare i silenzi, a sostare nei dettagli minimi che rivelano più di qualsiasi confessione esplicita.

Il passato di Adele emerge lentamente, come una fotografia che si sviluppa in controluce: la separazione dei genitori, la ricerca ostinata dell’indipendenza, la maternità vissuta tra dedizione e fatica, un matrimonio che si dissolve lasciando dietro di sé più domande che risposte. Ma il vero nucleo narrativo non è ciò che è accaduto, bensì ciò che Adele ha scelto di non concedersi. Il romanzo interroga con lucidità il peso del dovere, quella disciplina emotiva che, nel tentativo di proteggere, finisce per negare.

“Io sono Adele” è anche una riflessione potente sul tempo. Non il tempo che scorre, ma quello che resta sospeso, quello delle possibilità mancate. Csaba dalla Zorza ribalta con eleganza lo stereotipo di una maturità intesa come declino, restituendo invece uno spazio di trasformazione, forse l’unico davvero libero. Adele non è un personaggio che cerca redenzione, ma verità. E la verità, qui, coincide con una domanda radicale: è ancora possibile scegliere la felicità quando si è vissuto sempre per gli altri?

L’ambientazione provenzale, luminosa e trattenuta, diventa un controcanto perfetto alla tensione interiore della protagonista. I paesaggi, le case, i gesti quotidiani – tutto contribuisce a costruire un’atmosfera sospesa, quasi rarefatta, dove ogni elemento sembra custodire una memoria.

Per saperne di più visita: marsilioeditori.it

Sostieni Che! Intervista

Se apprezzi il nostro lavoro, il tuo contributo è importante.

Ogni storia merita spazio. Raccontaci la tua

Contattaci adesso
Copy link