Irene Loche apre una nuova fase del suo percorso artistico, anticipando l’album previsto per i primi mesi del 2026. La cantautrice e chitarrista sarda firma un brano che è prima di tutto una dichiarazione di identità: un atto di coraggio, asciutto e necessario, capace di trasformare lo smarrimento in una scelta luminosa.
a cura della redazione
“Zhero” nasce infatti da un gesto di rottura, da quella decisione che all’inizio pesa come una perdita ma che, nel tempo, diventa ritorno a una verità più intima. Loche affronta questo spazio fragile con una scrittura essenziale, che non indulge, ma scava. A sostenerla è un impianto sonoro che intreccia Americana, folk e un blues minimale, costruito su dinamiche ariose e una produzione che privilegia silenzi, respiro e autenticità.
La produzione, condivisa con Michael Jerome Moore — già al fianco di Slash, Keb’ Mo’ e John Cale — e Massimo Satta, conferisce al brano una solidità internazionale, arricchita dalla partecipazione di musicisti di grande esperienza come Jerry Borgé al pianoforte, Fabrizio Foggia alle tastiere e all’Hammond, e Gian Luca Canu al basso. Il risultato è un suono che non cerca sovrastrutture: ogni strumento sembra posato con cura, al servizio della voce di Irene e del suo racconto.
“Zhero”, come racconta la stessa artista, è “il modo più sincero per annunciare questo nuovo disco”. E la sincerità è, in effetti, la cifra distintiva del singolo: una canzone che non cerca l’effetto facile, ma che invita l’ascoltatore ad entrare in uno spazio privato, dove l’atto creativo coincide con un processo di liberazione. La direzione artistica di Loche appare chiara, matura e soprattutto indipendente, capace di definire una traiettoria personale dentro un panorama sonoro sempre più affollato.
La pubblicazione di questo brano si inserisce in un percorso ricco e coerente. Irene Loche, da anni impegnata nel portare sui palchi europei un sound che unisce blues, soul e rock, si conferma un’artista dalla forte identità espressiva. Endorser Magnatone dal 2015, riconosciuta per la sua presenza scenica magnetica, ha saputo costruire negli anni un linguaggio musicale riconoscibile, e “Zhero” non fa che amplificarlo.
Il nuovo progetto discografico, registrato tra Los Angeles e la Sardegna e arricchito dalla presenza di musicisti come Leland Sklar e Steve Ferrone, promette un ulteriore approfondimento nel solco dell’Americana contemporanea, evocando le atmosfere di artisti come Anders Osborne e Gary Clark Jr.
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