Una saga familiare al femminile che attraversa il tempo, Napoli e la Storia d’Italia

Con La casa dei ritorni, Valeria Galante chiude con intensità e consapevolezza la trilogia dedicata alla famiglia Morelli, intrecciando memorie private e vicende collettive in una narrazione che non smette mai di interrogare il presente. Ambientato in una Napoli che cambia pelle ma resta sempre specchio fedele del Paese, il romanzo abbraccia decenni cruciali del Novecento, dal secondo dopoguerra ai ruggenti – e spesso ambigui – anni Ottanta.

a cura della redazione


La vecchia casa dei Morelli, demolita per far posto a un moderno condominio, diventa metafora del passaggio di testimone tra generazioni e della continua riscrittura dell’identità femminile. Ma se la struttura architettonica cambia, le fondamenta emotive restano le stesse: segreti, desideri, fallimenti, riscatti.

Tre sono le voci principali che animano questo capitolo conclusivo: Nina, adolescente ribelle e vitale nella Napoli che rinasce dopo la guerra, costretta a fare i conti con un lutto che segnerà il suo sguardo sul mondo; Angie, la cugina americana dalla pelle “sbagliata”, che paga sulla propria pelle l’intolleranza e l’ipocrisia di un’Italia ancora lontana dall’accettare l’alterità; infine Federica, la più enigmatica e forse la più lucida, che negli anni Ottanta si lascia sedurre dal disimpegno prima di riscoprire, attraverso un’indagine familiare, la forza delle proprie radici.

Galante scrive con finezza psicologica e una prosa che alterna introspezione e lirismo, costruendo personaggi complessi e credibili, capaci di restare impressi ben oltre la chiusura del libro. La narrazione non segue un andamento lineare, ma si muove con libertà tra tempi e memorie, creando un mosaico frammentato eppure coerente, dove ogni tessera ha un suo peso specifico.

In questo affresco tutto al femminile, l’autrice riesce a fondere con naturalezza il romanzo di formazione con quello storico, il racconto intimista con quello corale. Napoli, come sempre nei suoi libri, non è solo sfondo, ma protagonista viva: una città-madre accogliente e spietata, teatro di rinascite e sconfitte, di illusioni e ritorni.

Con La casa dei ritorni, Valeria Galante conferma il suo talento nel raccontare la complessità del femminile e la profondità delle radici familiari. Un romanzo che parla al cuore e alla memoria, e che chiude la saga con il sapore agrodolce delle storie vere: mai del tutto concluse, mai completamente dimenticate.

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