“La curva dell’oblio” di Gian Andrea Cerone, Guanda, 2025

Un noir raffinato che scava nella memoria e nell’oscurità dell’animo umano

“La curva dell’oblio” di Gian Andrea Cerone, il quarto capitolo della serie che ha consacrato la squadra investigativa dell’UACV come una delle più originali e coinvolgenti del noir italiano contemporaneo. Ambientato in una Milano invernale e tagliente come un bisturi, il romanzo si apre con una scena dal forte impatto visivo e simbolico: un cadavere mascherato da medico della peste, dissanguato e circondato da sacche piene del suo stesso sangue. Una firma macabra, accompagnata da una fotografia misteriosa, che lancia subito il lettore in una spirale di tensione e inquietudine.

a cura della redazione


Il commissario Mandelli e l’ispettore Casalegno, già protagonisti degli episodi precedenti, si trovano coinvolti in una doppia indagine che li costringe a separarsi: da un lato Milano e i suoi enigmi gotici, dall’altro la Val di Fassa e i fantasmi di un caso archiviato troppo in fretta, dietro pressioni politiche e ombre rituali. Mentre la giovane Caterina Dei Cas, incinta al settimo mese, assume un ruolo investigativo centrale a Milano, Mandelli e Casalegno affrontano un’indagine parallela che riapre ferite mai rimarginate.

Cerone riesce, come sempre, a intrecciare abilmente i fili della suspense con riflessioni più profonde: sulla memoria, sull’oblio, sulla responsabilità individuale e collettiva. Il ritmo è incalzante, sostenuto da una scrittura elegante ma mai compiaciuta, capace di restituire al lettore atmosfere dense, personaggi credibili e dialoghi taglienti. Le due linee narrative scorrono come binari che si sfiorano per poi convergere in un finale orchestrato con maestria.

Se già Le notti senza sonno, Il trattamento del silenzio e Le conseguenze del male avevano dimostrato l’abilità di Cerone nel fondere crime story e introspezione psicologica, La curva dell’oblio alza ulteriormente l’asticella, regalando un romanzo maturo, potente, carico di simboli e di echi letterari.

Un noir d’autore che si legge tutto d’un fiato, ma che lascia dentro una scia lunga, come quella della neve sul selciato o della verità che riemerge, curva dopo curva, dall’oblio.

Per saperne di più visita: guanda.it

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