“La fabbrica dei desideri” di Valeria Gallina, Piemme Ed., 2025

Un affresco dolce-amaro della Torino operaia di inizio Novecento che pulsa di lavoro, speranze e trasformazioni. La protagonista, Giulia, quindicenne dalle mani “piccole e fredde” ma straordinariamente abili, diventa subito il centro di un racconto che intreccia la vita privata con il tessuto sociale di un’Italia in fermento.

a cura della redazione


La fabbrica di cioccolato Moriondo e Gariglio non è solo un luogo di lavoro, ma un microcosmo di desideri e tentazioni. Gallina descrive con delicatezza e precisione i gesti quotidiani delle operaie, capaci di gustare i gianduiotti senza trasgredire, e l’attenzione quasi ossessiva di Giulia per quei dolci che rappresentano qualcosa di più grande: la promessa di un futuro migliore, la bellezza nascosta nelle piccole cose.

L’autrice intreccia abilmente la storia familiare con eventi storici più ampi. La vita dei Glicini, nella cascina col pergolato fiorito, sembra scorrere serena fino all’inevitabile irruzione della Grande Guerra. Gallina mostra come la guerra cambi le persone, la città, il ruolo delle donne, offrendo al lettore uno sguardo potente sulle trasformazioni sociali e individuali. La narrazione è elegante, mai didascalica: ogni pagina trasuda una sensibilità autentica che sa coniugare la durezza del lavoro e la povertà con la vitalità e la speranza.

La fabbrica dei desideri è un romanzo che mescola dolcezza e malinconia, un affresco storico che ricorda la Torino di un secolo fa ma parla al lettore di oggi con una voce universale: quella del coraggio, della determinazione e del desiderio di riscatto. Una lettura capace di coinvolgere, emozionare e far riflettere sulla forza dei legami familiari e sull’arte di trovare gioia nei gesti più semplici.

Per saperne di più visita: edizpiemme.it

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