Con “La femminanza” (Nord, 2025), Antonella Mollicone consegna ai lettori una saga familiare intensa e vibrante che attraversa mezzo secolo di storia italiana, restituendo con potenza narrativa la voce e la forza delle donne in un Paese in trasformazione.

a cura della redazione


Il romanzo prende avvio nella Rocca, paesino del Lazio meridionale dominato dalla famiglia Maletazzi, i signori del palazzo più imponente del borgo. Ma dietro le mura di quella dimora si nascondono segreti e ferite profonde, custodite in silenzio dalla giovane Camilla. È l’autunno del 1920 quando il suo destino si intreccia con quello di Peppina, la levatrice e “chiudiocchi” del paese, che la introduce nella Cerchia, un gruppo di donne riunite per condividere saperi, fatiche e confidenze.

La Cerchia diventa rifugio e luogo di libertà: ricche e povere, giovani e anziane, trovano tra quelle mani sorelle la possibilità di essere ascoltate senza giudizio. In nome di una femminanza che è insieme cura, legame e forza vitale, Camilla imparerà a guarire le ferite del passato e ad aprirsi all’amore, mentre sua figlia Viola, negli anni della ricostruzione post-bellica, troverà in quello stesso sapere la bussola per scegliere la propria strada tra emancipazione e tradizione.

Attraverso una prosa palpitante, capace di fondere la concretezza del quotidiano con la densità emotiva dei grandi snodi storici, Mollicone racconta un’Italia che cambia: dall’ascesa del fascismo al bombardamento di Montecassino, dalla tragedia della guerra al boom economico. Al centro, sempre, le donne: protagoniste silenziose e imprescindibili, custodi di un sapere antico e di una forza che si trasmette di generazione in generazione.

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