C’è sempre una linea invisibile che lega epoche lontane, figure storiche e misteri rimasti in sospeso. Marco Buticchi, maestro del romanzo d’avventura italiano, la tende ancora una volta con precisione e immaginazione, costruendo in La più bella del mondo, Longanesi, 2025, un affresco che intreccia druidi, faraoni, attrici hollywoodiane e indagini contemporanee.

a cura della redazione


Il risultato è un mosaico narrativo che attraversa i secoli: dalla Gallia del I secolo a.C., devastata dalle legioni di Cesare, fino alla Hollywood scintillante e pericolosa dei giorni nostri. Un viaggio che si muove tra magia e intrighi politici, tra il potere delle immagini e quello delle parole, tra la fascinazione per il mito e la brutalità della storia.

Nelle pagine che vedono protagonista Lugh, apprendista della druida Artio, il lettore si ritrova immerso nella suggestione arcaica di riti e simboli, fino a giungere alla corte di Cleopatra, dove magia e potere si confondono sotto le ombre del Nilo. Parallelamente, la biografia romanzata di Hedwig Kiesler – destinata a diventare la leggendaria Hedy Lamarr – offre uno sguardo su una donna straordinaria, attrice e inventrice, che tra bellezza e intelligenza si muove come pedina e regina nello scacchiere della Storia.

Buticchi la racconta non solo come “la più bella del mondo”, ma come una mente brillante e una testimone privilegiata, capace di influenzare le sorti della guerra. È un ritratto che unisce glamour e spionaggio, fragilità e determinazione, restituendo l’immagine di un’icona che fu ben più di un volto da copertina.

E poi c’è il presente: la Hollywood del 2026, dove Oswald Breil e Sara Terracini, personaggi amatissimi dai lettori buticchiani, si ritrovano invischiati in un nuovo caso. L’omicidio del produttore Daniel Berg durante la notte degli Oscar è solo l’innesco di una trama che intreccia passato e presente, mostrando come le ombre della Storia possano ancora uccidere.

Buticchi dosa tensione e fascino, alternando registri narrativi che vanno dal romanzo storico al thriller internazionale, dalla biografia al noir contemporaneo. Ogni linea temporale è autonoma ma interconnessa, e il lettore, come un viaggiatore nel tempo, si muove senza fatica da un secolo all’altro.

Il mestiere del narratore

Lo stile è quello inconfondibile di Buticchi: scorrevole, documentato, attento al dettaglio senza mai rinunciare al ritmo. Il romanzo ha il respiro del cinema, con scene che sembrano scritte per essere viste, e insieme la profondità di una ricerca storica accurata.

Con La più bella del mondo, Marco Buticchi conferma la sua abilità di narratore capace di intrecciare epica e cronaca, mito e realtà. Il romanzo diventa così un ponte tra mondi e tempi, un invito a leggere la Storia non come successione di date, ma come un organismo vivo, che respira ancora oggi attraverso i destini dei suoi protagonisti.

Per saperne di più visita: longanesi.it

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