Dopo il successo e i sold out delle precedenti date, Lele Sarallo torna a Roma con “Scusate il Ritardo”, in scena il 28 e 29 gennaio 2026 al Teatro Tor Bella Monaca. Uno spettacolo che unisce sketch comici, momenti musicali e una forte interazione con il pubblico, arricchito dalla presenza di Serena Pistilli, Mattia Del Forno e dall’ospite speciale Mirko Frezza. Un evento che fa ridere, riflettere e che dedica anche spazio alla solidarietà, sostenendo il progetto Zittocancro!.
a cura della redazione
Benvenuto su Che Intervista, Lele. Torni a Roma con “Scusate il Ritardo” dopo diversi sold out: che sensazione ti dà ritrovare il pubblico del Teatro Tor Bella Monaca?
Grazie a voi è un piacere! Adrenalina pura! Portare nei teatri uno show così fortemente voluto da sempre è uno dei miei più grandi sogni mai realizzati
“Scusate il Ritardo” mescola comicità, musica e interazione diretta con la platea: come nasce l’idea di uno spettacolo così ibrido e contemporaneo?
Sicuramente è legato alle mie origini artistiche, ovvero l’animatore. Nell’animazione ci sono tre componenti fondamentali: comicità, musica e contatto diretto con il pubblico. Nei villaggi, negli acquapark e nelle spiagge dove ho cominciato, ho imparato questo lavoro già da piccolo.
Non sono un battutista o un comico puro, né uno stand-up comedian come va di moda ora. Grazie al mio show riesco a esprimere al meglio il mio senso di intrattenimento, puro e interattivo (ma senza telefono), che ti fa staccare per due ore dalla realtà. È un viaggio vero e proprio che faccio con lo spettatore.
I tuoi personaggi, da Tarderman all’Intelligenza Artificiale, sono ormai iconici: come prendono forma e quanto c’è di improvvisazione nel portarli sul palco?
L’intelligenza artificiale, che sa già tutto del mio futuro e anche di quello degli spettatori, è una delle componenti fondamentali dello show ed è quella che piace di più. Attraverso questa riesco a scaldare subito il pubblico nella fase iniziale. Tarderman è nato davvero da un’improvvisazione durante le prove e alla fine è diventato un personaggio vero. Perché in ogni ritardatario c’è un Tarderman, in fondo 😉
Lo spettacolo gioca molto sull’osservazione della quotidianità: cosa ti diverte di più nel raccontare la realtà da una prospettiva comica e surreale?
Sicuramente le dinamiche di coppia. Nello spettacolo ci sono sketch ispirati a vere esperienze che ho avuto in passato, come l’uscita con la vegana o con la tipa che mi parlava solo del suo ex.
Per queste date sarai affiancato da Serena Pistilli e Mattia Del Forno, con la partecipazione speciale di Mirko Frezza: che tipo di energia nasce dal lavoro di squadra sul palco?
È un’energia unica! Serena è una bravissima attrice camaleontica ed è subito riuscita a entrare nei personaggi dello show. Mattia è un cantante e musicista pazzesco: con lui ho una grande sintonia e, per la prima volta, lo faccio anche recitare! Un po’ come Fiorello faceva con Cremonesi, per capirci.
L’intelligenza artificiale è di Giovanna Delvino, che ha un timbro di voce davvero impressionante: come sa fare Alexa lei nessuno 😉 E poi il 28 avremo super Mirko Frezza: non ha bisogno di presentazioni, un grande attore e amico che leggerà all’interno dello spettacolo una poesia che ho scritto.
Dal web al teatro: come cambia il rapporto con il pubblico quando si passa dallo schermo allo spazio fisico della scena?
Amo follemente lo show dal vivo: per me non sarà mai paragonabile al web, che comunque dà molte soddisfazioni. Ma sentire il respiro del pubblico, la risata, gli applausi, l’ansia prima di entrare, il “merda, merda, merda” insieme al cast… tutto questo il web non può fartelo. Chi fa questo mestiere sa bene che è qualcosa che non ha prezzo.
La tua carriera spazia tra radio, social, palcoscenico ed eventi dal vivo: in quale contesto senti di esprimere oggi al meglio la tua comicità?
Senza dubbio grazie agli spettacoli dal vivo sento di avere la libertà di esprimere al meglio tutto ciò che mi diverte di più, e spero anche il pubblico. Con i video sul web a volte azzecco contenuti che funzionano e fanno divertire tanto, ma oggi, con il politicamente corretto, diventa sempre più difficile far passare certi messaggi e dinamiche comiche senza essere invasi da commenti assurdi o insulti.
È dura la vita del comico ai giorni nostri, ma “Scusate il ritardo” nasce anche per questo: nello show sono volutamente scorretto.
Una parte del ricavato sarà devoluta al progetto Zittocancro!: quanto è importante per te unire intrattenimento e impegno solidale?
Grazie alla consigliera del VI Municipio di Roma Maria Leccese ho conosciuto ZittoCancro! Questo progetto bellissimo, guidato da Emanuela Bonetti insieme a molte volontarie che aiutano le donne nella prevenzione oncologica, è stato amore a prima vista: abbiamo detto insieme “facciamolo!”.
E così sono nate le nuove date al Teatro Tor Bella Monaca. Da sempre, nel mio piccolo, mi piace aiutare gli altri quando e come posso e, se si può attraverso un sorriso, ancora meglio!
Dopo esperienze importanti, come l’apertura del concerto di Vasco Rossi al Circo Massimo, cosa rappresenta per te il teatro in questa fase del tuo percorso?
Il teatro, in questa fase, rappresenta la parte più vera e completa di me come artista. È la mia forma più autentica, e ho ancora tantissima strada da fare per migliorare. Nei miei errori o goffaggini, che possono capitare, cerco sempre di fare meglio la volta dopo. So di non essere un attore di teatro “canonico”, come siamo abituati a vedere in Italia, però far divertire le persone è una missione che ho sposato da quando ho 16 anni. Ogni idea o progetto che ho visualizzato ho sempre cercato di realizzarlo dando il massimo, insieme al mio team e al cast, e oggi con “Scusate il ritardo” dal vivo riesco a mostrare quello che ho sempre voluto essere.
Cosa possiamo aspettarci dai prossimi progetti di Lele Sarallo e come immagini l’evoluzione di Scusate il ritardo?
Sto lavorando per portare questo show nei teatri di tutta Italia e ammetto che non è facile, ma non mollo neanche di un centimetro. In parallelo ho ideato un format dedicato agli anni ’90, che si chiama Stereo 90, e lo stiamo portando in giro nelle piazze. Poi, proprio in questi giorni, mi sta stuzzicando l’idea di realizzare un podcast innovativo, dove sono io che vado con tutta la troupe dall’ospite, in qualsiasi posto si trovi: un podcast itinerante. Ovviamente il podcast inizia con l’ospite che ci aspetta e, appena arriviamo, gli diciamo: “Scusate il ritardo” 😉
Vediamo che succede!
Grazie Lele e complimenti per tutto!

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