LIIA riscrive “Always” dei Bon Jovi e racconta la sua verità: la voce di chi non chiede il permesso

Con una cover che è molto più di un omaggio e un inedito che taglia il fiato, la cantautrice LIIA inaugura un nuovo capitolo del pop contemporaneo: profondo, radicale, necessario.

a cura della redazione


Ci sono brani che sembrano intoccabili. Icone sonore fissate nella memoria collettiva, colonne d’amore epico a cui nessuno osa avvicinarsi senza rischiare l’incendio del confronto. Ma poi arriva LIIA. E con un atto tanto audace quanto misurato, si prende “Always” dei Bon Jovi e lo riscrive. Non per brillare di luce riflessa, ma per far emergere una nuova verità. La sua.

La voce di LIIA – artista slovacca trapiantata in Italia – non cita, non imita, non ricama. Spoglia. Scava. Riduce all’osso un brano simbolo degli anni ’90, lo svuota della retorica e lo riconsegna come confessione, sussurrata ma bruciante. Se nell’originale c’era l’eroe romantico al massimo della sua potenza emotiva, qui c’è una donna che ha già attraversato la tempesta. E non supplica. Racconta.

La cover prodotta da Christian Bendotti si fa minimalista, quasi ascetica. L’arrangiamento rinuncia all’epicità a favore di una tensione trattenuta, dove ogni pausa vale quanto una parola. Tutto si concentra sulla voce: cruda, intima, lucida. Una voce che non cerca conferme ma verità, capace di rendere il verso “I wish I was her” non una sconfitta, ma una presa d’atto disarmante. Quasi rivoluzionaria nella sua sincerità.

LIIA non canta da dentro una ferita: è la ferita. Ma la tiene aperta con grazia, senza esibizionismi. Il risultato non è una cover, ma un ribaltamento narrativo. È l’epica che cede il passo alla sopravvivenza quotidiana. È la trasformazione del dolore in consapevolezza. È una donna che riscrive il finale e lo fa a modo suo.

A completare il quadro, arriva l’inedito “Run Tonight”, un brano che sembra rispondere alla cover come il giorno alla notte. Dove “Always” è il ricordo, “Run Tonight” è il movimento. Una corsa non per fuggire, ma per scegliersi. Il testo è nitido, essenziale, potente: “I’ve found my truth, I’ve claimed my right. I know why I run tonight.” È qui che la voce di LIIA si apre, si fa piena, decisa. Senza mai forzare. Senza mai urlare. Perché chi ha trovato la propria strada non ha bisogno di gridare.

I due videoclip, diretti da Mirko Parini, rafforzano il messaggio: “Always” è sospeso, immobile, intimo. “Run Tonight” è dinamico, essenziale, in avanti. Insieme sono un racconto coerente e potente di trasformazione. Il passaggio da ciò che si è subìto a ciò che si sceglie.

LIIA non chiede spazio. Lo occupa. Con una voce che non si piega alle mode, con una scrittura che scava senza compiacere, e con una presenza che non cerca l’approvazione ma il significato.

In un panorama in cui, secondo MIDiA Research, solo il 27% della musica promossa globalmente è firmata da donne – e ancora meno hanno controllo pieno sulla loro arte – operazioni come questa non sono solo musicali. Sono politiche. Sono atti di esistenza, oltre che di espressione.

LIIA offre una visione. Non ci dice chi è. Ci mostra come ha scelto di diventare. E questo, oggi, è forse il gesto più potente che un’artista possa fare.

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