Eleonora D’Errico intreccia storia, memoria e formazione personale in un romanzo dal respiro intenso, ambientato nella Venezia di fine Ottocento. La protagonista, Lena, tredicenne impiraressa del sestiere di Castello, appartiene a quel mondo silenzioso di donne che infilano perline di vetro per pochi spiccioli, ereditando un mestiere antico e faticoso, quasi un destino scritto nelle mani.
a cura della redazione
Il terremoto del 14 aprile 1895 spezza l’apparente continuità della sua vita e la costringe a guardare oltre il confine ristretto della necessità. Accolta a Ca’ Cappello, Lena scopre l’arte, la cultura, il pensiero libero e anche il turbamento del primo amore. Ma la vera svolta del romanzo è nella sua presa di coscienza: comprendere che quel lavoro femminile, umile e invisibile, merita voce, rispetto e riconoscimento.
D’Errico restituisce così dignità narrativa alle impiraresse, figure spesso dimenticate dalla grande Storia, trasformando la vicenda individuale di Lena in un racconto corale di riscatto, solidarietà e resistenza. L’isola dei fili perduti è un romanzo delicato e potente, capace di far brillare, come piccole perle veneziane, le vite rimaste troppo a lungo nell’ombra.
Per saperne di più visita: mondadoristore.it
Ogni storia conta.
Raccontiamo anche la tua.
Interviste, recensioni e contenuti editoriali per autori, artisti, musicisti, professionisti e realtà creative.

