Il giovane attore romano Lorenzo Ciamei, classe 2008, è uno dei protagonisti della nuova serie Riv4li, disponibile su Netflix dal 1° ottobre. Ambientata nello stesso universo narrativo di Di4ri, la serie racconta le dinamiche e i conflitti adolescenziali con uno sguardo fresco e autentico. Lorenzo, che interpreta Luca, arriva a questo ruolo dopo un percorso già ricco di esperienze importanti, dal cinema d’autore alla televisione, passando per provini internazionali che hanno segnato la sua crescita. Lo incontriamo per parlare di questa nuova sfida e della sua carriera in continua evoluzione.
a cura della redazione
Lorenzo, benvenuto su Che! Intervista e grazie per essere con noi. Partiamo subito dal presente: cosa significa per te entrare nel cast di una serie come Riv4li, così attesa dal pubblico dei più giovani?
Innanzitutto grazie a voi per questa opportunità.
Devo essere onesto, non avevo capito quanto fosse attesa finché non abbiamo lanciato il trailer, ovviamente far parte di una serie rivolta a ragazzi e ragazze così giovani è una grande responsabilità.
La tua carriera è iniziata molto presto e in maniera quasi inaspettata. Guardando indietro, quali ricordi conservi della recita scolastica che ha cambiato la tua vita?
Ricordo tutte le recite delle elementari ma quella in particolare in quel momento non aveva ancora cambiato la mia vita, o almeno io non lo sapevo.
Sei arrivato a un passo da un progetto internazionale con Steven Spielberg. Quanto ti ha segnato quell’esperienza, anche se poi non si è concretizzata?
Ecco ripensandoci ora è stato incredibile, probabilmente tutti quelli della mia età che desiderano fare questo lavoro sognano una cosa del genere, ma all’epoca, non avevo realizzato quello che mi stava per accadere. Spielberg era per me un regista famoso ma ero ignaro della leggenda che sarebbe diventato.
Hai già lavorato in film intensi come Sulla mia pelle o Hill of Vision. Che differenze hai trovato tra i set cinematografici e quelli televisivi?
La grande differenza che noto è il tempo. Le serie televisive sono spalmate nel tempo, Riv4li è stata la grande differenza per me perchè su 4 mesi di lavorazione ci sono stato praticamente sempre. Bella da morire la ricordo compressa in poco tempo ma era comunque qualche anno fa e Hill of vision per il fatto che abbiamo girato per tutto il tempo nel nord Italia è stata una vera e propria esperienza di convivenza con il cast e la troupe.
Riv4li parla di crescita, rivalità e amicizie. In che modo ti sei riconosciuto nel tuo personaggio, Luca?
Luca ed io siamo molto differenti, lui ha un trascorso e dei traumi che non posso neanche immaginare, forse la cosa che più ci accomuna sono la cura, la sensibilità e la solidarietà verso il prossimo. Non voglio vantarmi ma sono davvero dei valori che mi stanno molto a cuore e che cerco sempre di dimostrare perché ci credo davvero.
Lavorare sul set spesso significa stare lontano dalla quotidianità e dalla scuola. Quali sacrifici hai dovuto affrontare e cosa ti ha ripagato di più in questa esperienza?
Questa è stata per me la prima volta in cui mi sono trovato realmente in difficoltà con la scuola. A metà anno mi sono dovuto ritirare e finire l’anno da privatista. É stata dura ed è stata una bella sfida, fortunatamente i miei insegnanti si sono mostrati tolleranti e sono venuti incontro alle mie esigenze. Sono anche consapevole del fatto che non sempre e non tutti i professori possono capire e condividere queste scelte. Per quanto riguarda i sacrifici oltre a studiare tutta l’estate, sicuramente uno degli aspetti importanti è la lontananza dalla famiglia e dagli amici di classe e non solo.
Oltre alla recitazione coltivi tante passioni: musica, sport, LARP. Pensi che queste attività arricchiscano anche il tuo modo di recitare?
Assolutamente si, penso che ogni forma d’arte custodisca un elemento universale e il cinema li raccoglie e li trasforma in un linguaggio unico.
Sei ancora molto giovane, ma hai già collaborato con registi e attori di grande esperienza. Chi ti ha ispirato di più finora e cosa hai imparato?
Di ogni progetto a cui ho preso parte mi porto a casa sicuramente un’esperienza di vita importante, di formazione e di arricchimento culturale.
Dei progetti di quando ero più piccolo ho ricordi più confusi, come quelli di un viaggio, ma degli ultimi 3 progetti sicuramente ricordo l’occhio analitico del regista Roberto Faenza su Hill of vision, l’ambiente incredibilmente rilassato e divertente che Chiantini è riuscito a creare sul set nonostante le atmosfere del film Il ritorno. Per quanto riguarda la serie Riv4li, di Alessandro Celli, porto a casa tutta gli insegnamenti dei dettagli nella costruzione di ogni scena ed il ricordo dei miei colleghi attori, che mi hanno regalato qualcosa che porto con me sempre.
Sei più attratto dal cinema d’autore, dalle serie televisive o magari anche dal teatro?
Bella domanda. Il cinema è quello che mi affascina sempre di più fin da bambino ma devo dire che anche il teatro mi piace moltissimo, perché il brivido del palco, il rapporto cosi vicino con il pubblico in sala, emoziona sicuramente tantissimo. Vorrei infatti approfondire il teatro sia come attore che come spettatore.
Infine, se dovessi immaginare il sogno più grande da realizzare nella tua carriera, quale sarebbe?
Uno dei miei più grandi sogni è riuscire a lavorare all’estero. Il cinema italiano è importantissimo però penso che in questo momento il cinema americano ed Inglese abbia una visibilità maggiore in più per me vorrebbe dire uscire dalla mia comfort zone e recitare in una lingua che non uso abitualmente.
Grazie Lorenzo e complimenti per la tua carriera artistica! In bocca al lupo quindi per questa tua nuova avventura!
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