Il romanzo della memoria, dove l’infanzia incontra la Storia

Ci sono romanzi che raccontano una famiglia e altri che raccontano un’epoca. Le ragazze di Tunisi di Luca Bianchini riesce in entrambe le imprese: parte dal cortile di una casa e arriva fino alla grande Storia, passando per gli odori della cucina, le chiacchiere tra vicini e il rumore lontano delle navi che promettono partenze.

a cura della redazione


Siamo a Tunisi tra il 1959 e il 1961, in una città ancora sospesa tra identità diverse. Italiani, francesi, tunisini, ebrei e maltesi convivono nello stesso spazio urbano, in un equilibrio fragile ma quotidiano, fatto più di abitudini che di politica. In questo microcosmo si muove la famiglia Brancata, emigrati siciliani che in Tunisia cercavano un futuro migliore, trovando invece una patria provvisoria: abbastanza familiare da restare, troppo incerta per sentirsi davvero casa.

Il cuore del romanzo è Maria, madre fiera e concreta, trentottenne che tiene insieme tutto: una casa, tre figlie adolescenti e un’economia domestica sempre sul filo. Mentre il marito lavora lontano, è lei a diventare il centro gravitazionale della famiglia. Cucina, cuce, osserva e protegge. Ma soprattutto guarda crescere le sue ragazze, e con loro cresce la consapevolezza che l’infanzia sta finendo.

Anna, la primogenita, è lo sguardo attraverso cui il lettore entra nella storia. Ama i libri, osserva il mare e immagina il mondo oltre l’orizzonte. È una ragazza ancora sospesa tra innocenza e desiderio, tra la protezione materna e l’attrazione per ciò che non conosce. Accanto a lei si muovono le sorelle: Vitina, più leggera e vivace, e Pupetta, ironica e attenta, quasi una coscienza domestica. Attorno, una galleria di personaggi memorabili: lo zio Jojo, affascinante e discutibile benefattore, la raffinata Marinette che apre ad Anna le porte della modernità, e i vicini del cortile, sempre pronti a osservare, commentare e partecipare.

Bianchini costruisce una narrazione corale, dove nessuno è davvero secondario. Il cortile diventa un palcoscenico, la palazzina un piccolo mondo. E la città stessa si trasforma in personaggio: viva, luminosa, piena di profumi e rumori. Le passeggiate, il cinema, la televisione serale, il couscous condiviso: sono dettagli quotidiani che assumono il valore di memoria collettiva.

Ma sotto la leggerezza narrativa si muove una tensione profonda. La Tunisia è da poco indipendente e per molti italiani si avvicina il tempo della partenza. La Storia entra piano nella vita privata, senza proclami ma con segnali: incertezze, cambiamenti, sguardi preoccupati. Non accade nulla di improvviso, e proprio per questo tutto appare più vero. Il romanzo racconta il momento in cui una comunità comprende di non appartenere più al luogo che ama.

Per saperne di più visita: mondadoristore.it

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