L’ultimo colpo di Don Winslow torna a sorpresa in libreria e lo fa nel modo che gli riesce meglio: colpendo al cuore del crime, senza compiacimenti e senza via di fuga. Pubblicato da HarperCollins Italia il 27 gennaio 2026, nella traduzione puntuale e nervosa di Alfredo Colitto, il volume raccoglie sei romanzi brevi che funzionano come sei fendenti: autonomi, affilati, profondamente umani.
a cura della redazione
Non c’è un’unica storia, ma un universo morale compatto, attraversato da personaggi che vivono sul bordo sottile tra scelta e condanna. Rapinatori leggendari a un passo dalla fine, adolescenti che credono di poter controllare il rischio, poliziotti costretti a tradire se stessi, uomini comuni che un errore irreversibile spinge verso la violenza. Winslow osserva tutti con lo stesso sguardo: lucido, empatico, spietato.
Il racconto che dà il titolo al libro, L’ultimo colpo, è una dichiarazione d’intenti. Rapinare un casinò impossibile non è solo una sfida criminale, ma una riflessione sull’ossessione, sull’illusione del controllo e sull’idea romantica del finale perfetto. In Winslow, però, non esistono epiloghi puliti: esiste solo il conto da pagare.
Le storie successive ampliano il campo emotivo e narrativo. La lista della domenica racconta l’educazione sentimentale e criminale di un ragazzo che sogna troppo in grande, mentre Una storia vera dimostra come il confine tra chi racconta e chi agisce sia spesso una trappola. In L’ala nord il dilemma morale di un poliziotto diventa tragedia familiare; con La pausa pranzo torna Boone Daniels, il surfista-detective, in un episodio che mescola ironia, tensione e malinconia hollywoodiana. Infine Collisione è forse il testo più cupo e disturbante: la cronaca di come un uomo perbene possa diventare un assassino senza averlo mai davvero scelto.
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