“Mai così vicini, mai così lontani” di Roberto Rocco, Scatole Parlanti, 2025

Roberto Rocco costruisce un romanzo intimo e misurato, capace di raccontare la complessità dei legami senza cedere alla retorica dei sentimenti né a facili soluzioni narrative.

a cura della redazione


Greta e Guido sono due esistenze che si incontrano e si riconoscono in una comunione d’anime tanto profonda quanto fragile. Il loro rapporto è fatto di custodia reciproca, di silenzi condivisi, di una vicinanza che non annulla mai la distanza interiore. Rocco lavora per sottrazione, affidando ai gesti, alle pause e alle domande non risolte il compito di restituire la verità emotiva dei personaggi. Ne emerge una relazione che non cerca di salvarsi, ma di comprendersi.

La forza del romanzo risiede nella capacità di raccontare l’amore come spazio di trasformazione: l’altro non è mai rifugio definitivo, bensì specchio che costringe a reinventarsi. In questo senso, il titolo diventa chiave di lettura dell’intera opera: essere “mai così vicini” non significa fondersi, così come essere “mai così lontani” non equivale a perdersi. È in questa tensione continua che Rocco colloca il cuore del suo racconto.

Lo stile è sobrio, controllato, con una lingua che privilegia l’introspezione e il ritmo interiore dei pensieri. L’autore evita l’enfasi, scegliendo una scrittura che accompagna il lettore dentro le crepe emotive dei protagonisti, rendendole riconoscibili e universali. La collana Voci di Scatole Parlanti si conferma così uno spazio editoriale attento alle narrazioni che interrogano l’identità e le relazioni contemporanee.

Per saperne di più visita: scatoleparlanti.it


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