Margot Le Blanc: la voce, il corpo, il coraggio. L’ arte di reinventarsi e ispirare

Claudia De Martino, in arte Margot Le Blanc, è la dimostrazione vivente che la seconda vita, quella che spesso non osiamo nemmeno sognare, può iniziare quando smettiamo di combattere contro noi stessi e iniziamo a raccontarci con sincerità. Nata a Monza nel 1981, Margot oggi è fotomodella plus size, speaker radiofonica e cantante. Il suo percorso è la somma di scelte audaci, di un’intensa crescita personale e della volontà di trasformare il proprio corpo in uno strumento di libertà, non di vergogna. In questa intervista esclusiva, ripercorriamo con lei i momenti chiave di un cammino che continua a ispirare donne e uomini fuori dagli stereotipi.

a cura della redazione


Benvenuta su Che! Intervista Margot, e grazie per aver accettato questa intervista: iniziamo dal tuo nome d’arte, che hai definito il tuo “alter ego con i super poteri”. In che modo Margot Le Blanc ti ha cambiato la vita e ti ha permesso di esprimere ciò che Claudia forse non riusciva a dire?
Ciao a grazie a voi per avermi contattata! Margot è stata colei che mi ha permesso di tirare fuori una voce che aveva tanta voglia di essere ascoltata e che era sopita dentro di me da diverso tempo. Ecco, Margot è stata la mia occasione per risvegliare una parte di me che da tempo era rimasta inespressa ed aspettava solo di essere “vista” prima di tutto da me e poi dal mondo intero. Il mio alter ego mi ha permesso in un primo momento di cominciare ad esplorare (e superare…) alcuni limiti e confini che spesso ci si pone quando non ci si ama abbastanza o non si crede nelle proprie potenzialità. Oggi posso dire che Claudia e Margot sono perfettamente integrate fra loro, ma all’inizio il personaggio Margot mi ha consentito di creare quella magia che succede quando si sale ad esempio su un palco e si lascia da parte il nostro essere ordinari per dare spazio a qualcosa che nella vita quotidiana non tireremmo mai fuori. 

La tua esperienza come speaker radiofonica è nata quasi per caso ma si è trasformata in una vera e propria vocazione: cosa ti ha affascinato fin da subito della radio e come sei riuscita a farla diventare un tuo spazio espressivo personale?
Sì, la mia avventura in radio è iniziata per gioco. In realtà avevo appena finito di girare un format televisivo tutto mio chiamato “Go Curvy”, in onda su Go Tv, e ricordo che poco dopo vidi un’annuncio dove cercavano una voce femminile per un programma rock. Mi candidai e ci furono diversi provini, e già qualcosa mi diceva che a questa cosa io ci tenevo in modo particolare perché ricordo che le notti prima che scegliessero la voce beh… non dormii poi così tanto! C’era qualcosa di quel mondo che mi affascinava e appena ho iniziato ad andare On Air ho capito che quello sarebbe diventato il mio mondo: accendendo il microfono tutti i problemi della vita quotidiana rimangono cristallizzati e tutto ciò che conta è raccontare delle storie, qualcosa di noi stessi  stessi, cercando di regalare un sorriso a chi ci ascolta. E questo solo con il suono della voce. Con un semplice strumento come il microfono ci si può connettere e parlare a tantissime persone , e lo trovo straordinario ! Dopo essermi conto , grazie a Margot, che potevo essere “vista”, con la radio ho compreso che era anche tempo di essere ascoltata.

Hai detto che fino al 2020 eri lontanissima dal mondo dell’arte e dello spettacolo: cosa ti ha spinto a iscriverti a un corso di burlesque e in che modo questa scelta ha cambiato il tuo rapporto con il corpo e con te stessa?
Più che cosa , direi chi! Da diversi anni stavo seguendo un percorso di crescita personale integrato alla psicoterapia anche per superare la perdita di entrami i miei genitori. Io e la Dottoressa Vecchio abbiamo lavorato a lungo per lenire le tante ferite che mi portavo dentro lavorando anche sulla mia femminilità e l’amore del mio corpo che per tanti anni avevo disprezzato sperando che potesse essere diverso. Un giorno, durante una seduta, la dottoressa Vecchio mi propose un gioco: mi disse di scegliere una scuola di Burlesque e di fare almeno cinque lezioni. E da lì è nata Margot e davvero mi si è aperto un mondo pieno di infinite possibilità che fino a quel momento non mi sarei mai e poi mai sognata di poter nemmeno sfiorare… A tal proposito incoraggio tutti coloro che si trovano in un momento difficile della propria vita a non vergognarsi a chiedere aiuto se in difficoltà, affidandosi a veri professionisti che vi guideranno in un meraviglioso viaggio dentro voi stessi. Non è sempre una passeggiata e spesso si devono vedere cose che nemmeno noi  accettiamo del tutto, ma vi garantisco che alla lunga ne vale davvero la pena !

Dalle prime foto pubblicate su Instagram durante la pandemia ai servizi fotografici con artisti e fotografi professionisti: che tipo di linguaggio visivo hai scelto per raccontarti e cosa cerchi di trasmettere con ogni immagine?
Il linguaggio visivo che ho scelto riflette il mio essere profondamente esteta: con le fotografie voglio trasmettere l’armonia e la bellezza delle forme rappresentando una donna curvy che non è semplicemente sexy, ma anche elegante e raffinata. Una donna che sceglie per se stessa e che è totalmente consapevole del proprio potere personale e che se ne frega di quello che pensano gli altri. Sono in carne? Sì , certo. E sfilo pure , alla faccia  dei rosiconi!

Partecipare a concorsi di bellezza per donne curvy è stata per te una svolta, ma anche un atto di ribellione: come hai vissuto quelle esperienze e quali messaggi hai portato con te dopo aver vinto due importanti fasce nel 2021?
Hai detto bene, essere in passerella davanti ad una giuria per me è stato un modo per dire al mondo “eccomi sono qui, io esisto che vi piaccia o meno. E sono bella tutta, non devo aspettare di essere diversa da ciò che sono e non devo aderire ad un ideale collettivo perché me lo imponete voi. Partecipare a Miss Curvyssima e Miss Top Curvy Universe per me è stata un’esperienza di crescita incredibile ed emozionante. Posso confessarvi che mai e poi mai mi sarei aspettata di vincere dei titoli e quando è successo per me è stata un’emozione indescrivibile, ma non per il premio in sé: la vera conquista è stata essere contattata da tante donne che si sono riviste in me e sentirmi dire che per loro ero come una luce di speranza per me è stato un dono incredibile. Il mio percorso di crescita non stava servendo solo a me, ma anche a dare fiducia a tante donne che non si erano mai sentite adeguate o “abbastanza”.

In che modo la tua attività sui social è diventata anche uno strumento di sensibilizzazione per tematiche come il lipedema, una patologia ancora poco conosciuta, e che impatto ha avuto sulla tua vita sapere finalmente di cosa si trattava?
Innanzitutto è proprio grazie ai social che ho scoperto di soffire di questa patologia, che mi porto dietro per altro da sempre. È stato infatti grazie alla visibilità su Instagra che l’associazione Lio Lipedema Italia mi ha contattata per chiedermi di supportarli nel fare divulgazione. Probabilmente guardandomi in foto avevano riconosciuto dei tratti caratteristici della malattia. Io quando andai a fare un po’ di ricerche su questo lipedema, man mano che ne leggevo la descrizione mi ritrovavo perfettamente con tutte le caratteristiche tipiche della malattia. Naturalmente sempre grazie alla LIO ho avuto l’opportunità di avere la lista dei medici che nella mia zona conoscevano la malattia e dopo una prima visita è arrivata la diagnosi che confermata appieno i miei sospetti. Dopo una vita piena di domande sul perché le mie gambe fossero da sempre così segnate e sul come mai sembravano non rispondere a nessuna dieta a differenza della parte superiore del corpo nonostante le diete massacranti , finalmente ho potuto avere delle risposte. E sentirmi meno sbagliata.

Sei un’artista che ha saputo trasformare le sue fragilità in punti di forza. Quanto è stato importante per te il concetto di “body positivity” e quanto, invece, hai sentito il bisogno di andare oltre questo termine, portando un messaggio ancora più profondo?
La body positivity è stata ed è tutt’ora fondamentale. Spesso viene travisata con un messaggio totalmente errato e molte altre influencer che parlano egregiamente di questo tema sono state tacciate di “promuovere l’obesità”. La body positivity non è e non deve essere questo , in quanto rivendica il diritto e il dovere di esserci e di amarsi a prescindere dai canoni estetici imposti. Amare però il proprio corpo significa anche prendersene cura e, se necessario, adottare le misure necessarie per una vita sana e sostenibile. Mi dissocio totalmente da coloro che dicono “sono grass*, e sono san*”. In questo caso non metto in dubbio la bellezza delle forme, ma se c’è del peso in più , tanto peso in più, la cosa va controllata perché può provocare dei problemi seri con il tempo… e questo non sono io a dirlo ma la scienza. Fintanto che nella body positivity ci saranno delle pseudo paladine che rinnegano che grasso non sia sano, saremo in pericolo perché stiamo parlando a tante persone ed è una responsabilità enorme. I social hanno il pregio e il difetto di far parlare tutti, anche chi non si rende conto della pericolosità di ciò che dice e scrive.
La cosa che più mi fa sorridere è aver visto qualche influencer battersi per il messaggio “sono grassa ma le mie analisi del sangue sono a posto” che poi si sono trovate a dover dimagrire magari per altri problemi a livello articolare. Ma allora di cosa stiamo parlando?

Radio, fotografia, concorsi, canto: tante anime in un solo percorso. Come riesci a far convivere questi aspetti diversi del tuo talento e quale senti più tuo in questo momento?
In realtà oguno di queste sfere è profondamente legata all’altra: con la fotografia infatti ho trovato il modo di sentirmi più sicura di me anche sui palchi dove canto e quella voce che si esprime nelle live trova altre declinazioni nella radio. I concorsi li frequento solo come giurata: credo che oggi abbiano esaurito il loro compito nella mia vita ed è anche giusto lasciare spazio ad altre ragazze che stanno muovendo i primi passi nel mondo della moda curvy. Ad ogni modo è molto importante sapersi organizzare e incastrare tutto con i tempi giusti dando anche spazio al sacrosanto riposo. In questo momento sono molto focalizzata sul mondo radiofonico dove ci sono stati degli importanti cambiamenti del mio percorso. Ho dovuto compiere delle scelte e lasciare la zona di confort per rimettermi in gioco e in discussione. Ma fa parte del percorso di crescita.

Lungo il tuo percorso hai spesso sottolineato l’importanza della formazione, dello studio e del mettersi in discussione: quale consiglio daresti a chi vuole intraprendere un cammino artistico partendo da sé e dalla propria autenticità?
Il consiglio è quello di non improvvisarsi mai e di non vendersi per quello che ancora non si è pur di esserci o di apparire. Meglio fare meno ma meglio , rinunciando alla vanità di dover per forza esserci pur di “fare qualcosa”. Perchè poi si rischia di non essere credibili. Il pubblico osserva e non è stupido, nota qualsiasi cosa ed è per questo che anche l’autenticità è fondamentale. Investite nella vostra formazione, ascoltare chi ha più esperienza di voi senza tuttavia mai “imitare” lo stile di altri.  

Guardando indietro e pensando alla Claudia di qualche anno fa, cosa pensi le diresti oggi per incoraggiarla ad andare avanti e a credere nel potenziale della sua unicità?
Mi piacerebe tanto entrare nella macchina del tempo e svelarle che qualche anno dopo farà cose inimmaginabili, fra palchi, radio e passerelle. Le direi di non aver paura e che non sarà mai sola: perché tutto quel dolore che sta provando per aver perso i suoi affetti più cari si trasformerà in un punto di forza e la renderà un inarrestabile vulcano!

Grazie Claudia per la tua testimonianza e complimenti per la tua carriera!

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