MATT PASCALE & THE STOMPS: “HOME”, il debutto a Los Angeles 


Con “Home”, disponibile dal 24 ottobre su CD, vinile e in digitale per Dixiefrog Records, Matt Pascale & The Stomps firmano un debutto che guarda dritto oltre i confini italiani. Registrato a Los Angeles sotto la produzione di Fabrizio Grossi (Steve Vai, Billy Gibbons, Glenn Hughes), l’album è un viaggio musicale che parte dal blues per approdare a territori contaminati di rock, soul, funk e pop. Dodici tracce che raccontano un ritorno alle origini e, insieme, un salto verso l’internazionalità.

a cura della redazione



Ciao Matt, benvenuto su Che Intervista! “Home” rappresenta il vostro debutto internazionale, un traguardo importante. Come vi sentite all’uscita di questo progetto e cosa rappresenta per voi questo album?
Ciao ragazzi! Ci sentiamo molto felici, anche se a dire il vero è durissima. Per noi rappresenta tutto, anni di sforzi, sacrifici, tanti bocconi amari mandati giù, questo disco siamo noi, le nostre anime.

“Home” è stato registrato a Los Angeles, negli studi di Fabrizio Grossi. Come è nata questa collaborazione e che tipo di esperienza è stata lavorare con un produttore di fama mondiale?
Ho conosciuto Fabrizio qualche anno fa grazie ad un amico in comune, tra di noi è nato un legame molto speciale che va oltre alla musica. Lavorare con lui è stata una vera e propria lezioni di vita in primis e di musica, anni di studi non basterebbero, poter attingere alla sua esperienza è stato per noi un grande onore. 

Los Angeles è una città dalle mille anime musicali. In che modo il suo sound e la sua energia hanno influenzato la scrittura e la produzione dei brani?
Di sicuro hanno fatto la differenza, il suono west Coast l’ho sempre amato, ma ho preso tanto anche dalla mia terra, non sono mica nato ad LA, sono italiano,siciliano e ne sono orgoglioso, anche noi abbiamo avuto degli artisti con dei suoni rivoluzionari, e ho preso tantissimo per esempio da Pino Daniele. Quindi direi che è un bel mix.

Il disco parte dal blues ma si apre a contaminazioni rock, funk, soul e pop. È una scelta istintiva o frutto di una ricerca precisa?
Il Disco parte dal blues come spirito, ci sono tante contaminazioni hip pop, che io amo. È un scelta istintiva, a me non importa molto di classificare i generi, se una cosa mi piace ì, mi piace e basta.

Il titolo “Home” evoca un senso di appartenenza, ma anche di viaggio e ritorno. Cosa significa “casa” per voi, oggi, artisticamente e personalmente?
Home è la continua ricerca di se stessi in un mondo sempre peggiore. Home è il ricordarsi che dopo tutto siamo umani e dobbiamo viverci e rispettare le nostre emozioni. Casa è stare bene.

Qual è stato il momento più significativo o sorprendente durante le registrazioni a Los Angeles?
C’è un aneddoto che vi è rimasto impresso? É stato tutto un grandissimo trip, beh di sicuro da quello studio passavano personaggi della musica importati ogni giorno. Ricordo di Kenny aronoff che ad un certo punto ha iniziato a parlare in italiano, ed è stat molto divertente.

L’album si distingue per la sua autenticità e spontaneità. Come siete riusciti a mantenere questa freschezza anche in un contesto di produzione così professionale?
Professionale? Facciamo musica, ci piace fare questo, e cerchiamo di farlo al meglio. Abbiamo parecchio difeso le nostre idee, sul blues, sulla musica in generale, abbiamo fatto ciò che ci sentivamo di fare.

La vostra musica unisce energia, precisione e feeling. Quanto contano l’intesa tra i membri della band e l’improvvisazione nel vostro modo di suonare insieme?
Conta tantissimo, siamo una famiglia, io personalmente suono anche molto meglio quando durante un concerto mi giro e vedo Matteo ed elia, sono grato per questo 

Avete un sound internazionale ma con radici ben riconoscibili. Vi sentite più legati alla tradizione del blues o proiettati verso il futuro del rock contemporaneo? Cosa vuoi che ti risponda?
Credo di essere in costante evoluzione, la tradizione del blues sta cambiando, come tutte le tradizioni, non so, mia nonna ogni domenica faceva la pasta fresca, mia madre non ha mai avuto il tempo di farla, non significa che io però non ami e mangi la pasta fresca! Credo che io sia legato alla musica in generale, se una cosa mi piace e mi fa stare bene non mi importa se è blues, jazz, soul o hip pop. Mi sento legato alla musica, stiamo già lavorando al secondo disco che sembra già avere delle sonorità diverse dal primo .

“Home” è solo l’inizio di un percorso che promette molto. Cosa possiamo aspettarci dai prossimi mesi di Matt Pascale & The Stomps — ci sarà un tour, nuovi video o collaborazioni in arrivo?
Ci sarà un tour in stagna dal 18 febbraio al 1 marzo, ma anche molti festival quest’estate, restate aggiornati! 

Grazie Matt e complimenti per tutto!

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