Michael Waste: A Tutto Rock tra pelli, palchi e passione

Michael Waste è uno dei nomi emergenti della scena rock milanese. Nato nel 2002 e cresciuto tra tamburi e riff, ha deciso di seguire il battito del suo cuore: la batteria. Membro attivo dei Tinkertoyz – band che ha appena pubblicato il suo primo singolo “I’m on my way to rock” e si prepara al debutto dell’EP “Do you wanna play with the Toyz?” – e dei Devil’s Crüe, tribute band dei Mötley Crüe, Michael rappresenta un ponte tra il rock classico e la nuova generazione. In questa intervista, approfondiamo la sua visione musicale, le sue influenze e il suo percorso di crescita.

a cura della redazione


Ciao Michael, benvenuto su Che! Intervista e grazie per essere qui con noi. Partiamo dal tuo nuovo singolo con i Tinkertoyz: com’è nato “I’m on my way to rock” e cosa rappresenta per te?
Buongiorno e grazie a voi! I’m on my way to rock è nata grazie al mio amico e compagno di band Revy Nayle ( chitarrista ) che l’ha scritta un po’ di anni fa’ ancora prima che ci conoscessimo, mi ricordo che una delle prime volte che ci siamo visti per le prove ha iniziato a suonare questo riff accattivante che mi ha subito colpito ed era proprio quello che stavo cercando per il suono della band. Per me questa canzone rappresenta divertimento allo stato puro, nonché il mood della band, insomma parla di suonare in giro, fare tour, e fare più casino possibile, cioè quello che effettivamente siamo, per questo credo rappresenti al meglio la band.

Il 21 giugno uscirà il vostro primo EP: “Do you wanna play with the Toyz?”. Puoi anticiparci cosa troveremo al suo interno, musicalmente e tematicamente?
Sì, dopo un anno di cambi di formazione finalmente ce l’abbiamo fatta, siamo pronti a pubblicare 5 pezzi di sano Glam/Sleaze metal in puro stile Americano, abbiamo preso ispirazione da band come Mötley crüe, L.A. Guns, Ratt, Faster Pussycat e Poison. Tematicamente oltre a parlare di sesso, alcool e appunto divertimento, vogliamo parlare anche dei problemi in cui molti ragazzi della nostra generazione si ritrovano, come ad esempio relazioni tossiche dove il partner manipola in tutti i modi possibili la persona con cui ha una relazione ma la vittima non se ne rende conto e continua ad essere attratto sviluppando una vera e propria dipendenza verso l’altra persona, oppure in un’altra canzone andiamo a criticare tutti quegli influencer che per avere un minimo di visibilità creano delle challenge a dir poco patetiche dove mettono a rischio la loro vita e quella delle altre persone, mentre in un’altra ancora andiamo a parlare appunto di una rottura amorosa personale molto importante per me, cosa che appunto può ritrovarsi qualsiasi ragazzo o ragazza, insomma ce ne saranno delle belle!

Suoni anche nei Devil’s Crüe, una tribute band dei Mötley Crüe: che cosa ti affascina di quel mondo e com’è portare in scena quei pezzi iconici?
Sì, i Devil’s crüe sono nati una sera completamente a caso mentre ero a vedere un’altra tribute band dei Mötley crüe con Revy, ed è lì che ho conosciuto per la prima volta Alexander Räw che è appunto il cantante dei Tinkertoyz e dei Devil’s crüe, c’era anche Luke Maffezzini quella sera ed insieme abbiamo deciso di fondare la band, lui tempo dopo ha deciso di abbandonare per motivi personali, noi stiamo continuando con un altro bassista. Devo dire è molto divertente suonare in una tribute band della mia band preferita. Dei Mötley crüe mi affascina la loro attitudine, che è quello che secondo me una band dovrebbe avere, fame di emergere, divertirsi e fregarsene delle critiche non costruttive che gli vengono rivolte contro.

La tua formazione musicale è partita in modo molto spontaneo: come hai scoperto la batteria e cosa ti ha fatto capire che sarebbe diventata la tua strada?
Fin da quando ero piccolo mi ha sempre appassionato questo strumento, mi ricordo che da piccolo prendevo le padelle, le rigiravo per terra ed iniziavo a suonare come fossero dei tamburi. Quando l’estate andavo in vacanza con i miei mi ricordo che passava la banda del paese ed io ero l’unico che si metteva dietro di loro con un tamburo di plastica facendo finta di suonare. Poi crescendo ho scoperto grazie a mio padre il mondo del rock e del metal e ho voluto iniziare a studiare la batteria, anche grazie a mio nonno che mi ha aiutato con il pagamento delle lezioni. Suono da quando ho più o meno 10 anni, penso che quando sei portato per fare una cosa prima o poi finisci per farla in qualunque modo, ci nasci proprio con quel bisogno di fare quello per cui sei portato.

Hai già calcato palchi importanti aprendo per band affermate. C’è un’esibizione in particolare che ti ha lasciato un segno indelebile?
 Il live più importante è stato proprio il live di debutto, voglio dire: non è da tutti aprire allo Slaughter club a due band come gli Speedstroke e gli Hell in the club la prima volta in assoluto che si suona con la band, è stata un’esperienza spettacolare sia musicalmente ed anche a livello umano, le due bands ci hanno supportato al massimo e sono persone gentilissime. Il bello dei live secondo me è anche lo stare insieme durante il soundcheck, prima del concerto, divertirsi nel backstage e socializzare con i membri delle varie bands. La musica deve unire no?

Il tuo stile unisce tecnica e impatto scenico. Quali batteristi o performer hanno influenzato maggiormente il tuo modo di suonare?
Il mio batterista preferito in assoluto è Tommy Lee dei Mötley crüe, nonostante si possa dire che ce ne siamo migliori di lui parlando di tecnica musicale, per me è il padre assoluto per i batteristi del genere. È un metronomo umano ed ha un tiro pazzesco e oltre ciò ha un’attitudine perfetta. Stilisticamente prendo spunto da lui fondendo al mio stile il suo  perché altrimenti non avrebbe senso copiarlo, poi anche caratterialmente mi ci rivedo molto in lui, diciamo che sono il più casinista della band e prendo spesso scelte sbagliate ma onestamente mi piace essere così quindi direi che è tutto ok. Gli altri batteristi che adoro sono Steven Adler dei Guns n’ roses, Nick Menza dei Megadeth ed Eric Carr dei Kiss.

Milano è una città viva dal punto di vista musicale. Quanto ti ha influenzato crescere in un ambiente così dinamico e competitivo?
Sono di Roma e già il fatto che da Roma mi sono trasferito a Milano dice molto. Roma rispetto Milano ha la sua scena ma non è per niente comparabile a quello che si può trovare nella città di Milano. Quando ero giù ho girato un sacco di bands ma comunque non ho mai trovato la mia band perfetta mentre già al nord ci sono più persone mie coetanee che comunque hanno più i gusti musicali simili ai miei, in più i locali a Milano sono molto promettenti, come il Rock n’ roll di Milano e quello di Rho, lo Slaughter club, se invece vogliamo spostarci un po’ fuori c’è il Centrale di erba dove per altro abbiamo registrato il video ufficiale di I’m on my way to rock, l’Headbangers pub che comunque è ormai un ritrovo per gli appassionati del genere ecc ecc…,  c’è molta più gente che frequenta i locali e le serate sono nettamente di qualità migliore. Anche le agenzie che organizzano le serate sono veramente eccellenti.

Oltre alla musica, sei appassionato di skateboarding. In che modo questo hobby riflette la tua personalità e si intreccia con il tuo percorso artistico?
Amo andare in skateboard anche se devo dirti che ormai è parecchio tempo che non ci vado più ma vorrei riprendere. Ho avuto una fase intorno ai 15/16 anni dove giravo per il mio quartiere in skateboard, provavo a fare i trick più complessi e mi riempivo di lividi e graffi cadendo ahaha. Mi ricordo una volta stavo facendo una discesa rapida vicino casa mia e alla fine c’era una rotonda e per poco stavo per essere investito da una macchina. Nonostante comunque sia uno sport pericoloso forse è proprio questo che mi attira, sembra stupido da dire e forse lo è ma l’adrenalina ed il pericolo sono cose che mi attirano in una maniera irresistibile. Quando ero più piccolo dovevo anche andare a lezione di scuola di skate solo che era letteralmente dalla parte opposta della mia città ed alla fine ho lasciato perdere. In più devo dire che anche gli skaters sono delle belle persone e stare in compagnia dei tuoi simili magari sotto qualche ponte a fare dei trick oppure andare in giro per la città in gruppo andando in skate è sempre una bella sensazione.

Hai già dimostrato grande determinazione e spirito di squadra. Come vivi il rapporto con gli altri membri delle tue band e quanto conta per te la chimica sul palco?
Beh il lavoro di squadra in una band è il 50% del lavoro, le band funzionano così ahah e se mai dovesse capitare di perdere quello spirito di squadra si deve cercare di recuperarlo a tutti i costi. Gli altri membri della band sono come fratelli per me, la cosa bella di noi è che ognuno ha tutte delle personalità differenti e questo è un perfetto bilanciamento per lo spirito della band. Come detto prima ci sono io che comunque sono il ragazzo più casinista, allegro, ed animale da festa della band, poi c’è Revy che io lo chiamo la mamma della band che è quello più calmo, tranquillo e responsabile dove quando io magari mi metto in qualche casino mi bastona ahaha, Alex invece è un mix nel senso gli piace fare festa anche a lui ma comunque è sempre più calmo di me e cerca di bilanciare il mio lato casinista con quello piu tranquillo di Revy, mentre Dave è comunque abbastanza tranquillo, con un sarcasmo molto particolare in più è il mio compagno  di bevute ahah. Parlando di chimica sul palco, è fondamentale, la gente vede quando ti stai divertendo e invece quando non vedi l’ora di scendere quindi sono del parere che deve esserci sempre per portare a casa un ottimo show 

Quali sono i tuoi sogni e obiettivi? Dove ti vedi tra cinque anni come artista e come performer?
Sicuramente sono di spingere il più possibile con la band e sfornare degli album, iniziare a suonare anche fuori dall’Italia e conoscere degli ottimi musicisti. In sintesi: crescere con i Tinkertoyz. Tra 5 anni è difficile sapere dove ci troveremo ma l’obiettivo è arrivare su qualche palco di qualche festival importante. Comunque vada, sia se sfonderemo o no, continueremo sempre a suonare!

Grazie Michael e complimenti per la tua carriera artistica!

Per saperne di più visita:
Facebook | Instagram

Copy link