“Mille donne prima di noi” di Asha Thanki (Einaudi, 2025): La memoria, l’arte e il potere segreto delle antenate

Nel suo sorprendente romanzo d’esordio, Mille donne prima di noi, Asha Thanki compone una saga familiare sospesa tra storia e mito, memoria e magia, attraverso una narrazione densa e stratificata che attraversa generazioni di donne, continenti e traumi collettivi. Tradotto con sensibilità da Federica Oddera per Einaudi, il romanzo si inserisce a pieno titolo nella nuova letteratura postcoloniale e femminista che sta ridisegnando le mappe dell’immaginario narrativo contemporaneo.

a cura della redazione


La protagonista è Ayukta, una giovane artista che vive a Brooklyn e che, in un gesto di vulnerabilità e fiducia, confessa alla moglie Nadya un segreto custodito da generazioni: nella sua famiglia si tramanda un drappo incantato, un tessuto capace di modellare la realtà attraverso i ricordi di chi lo possiede. È da questa rivelazione che si dipana un racconto a più voci e più tempi, in cui la storia privata delle donne della famiglia di Ayukta si intreccia indissolubilmente con la grande storia del subcontinente indiano.

Thanki ci conduce così nell’infanzia serena di Amla, cresciuta a Karachi prima della dolorosa emigrazione in Gujarat durante la Spartizione, e poi nelle lotte sociali e identitarie vissute da Arni, figlia di Amla e madre di Ayukta. Ogni figura femminile che attraversa queste pagine porta con sé un’eredità — di forza e di dolore — che si manifesta attraverso l’arazzo magico, simbolo potente di una memoria viva, generativa e trasformativa. L’oggetto incantato, tuttavia, è anche una ferita aperta: ricordo e maledizione, dono e condanna, spiraglio di potere e specchio di perdita.

Il grande merito del romanzo sta nella capacità di Thanki di fondere l’elemento fantastico con una profonda riflessione storica e sociale. Il realismo magico diventa qui una chiave di lettura della diaspora, dell’identità queer, delle disuguaglianze e dei traumi familiari che si trasmettono come un’eco persistente. Il drappo, come l’arte, diventa lo strumento attraverso cui queste donne non solo raccontano il proprio passato, ma lo riscrivono, lo ricuciono, lo salvano.

Con uno stile lirico ma controllato, ricco di immagini visive e simboliche, Mille donne prima di noi è un romanzo che sfida le categorie e invita a interrogarsi sul potere trasformativo della narrazione. Ayukta non è solo erede di una storia, ma artefice di un nuovo modo di tramandarla, in cui il dolore può diventare bellezza, e la memoria — anche quella più scomoda — può farsi resistenza.

Asha Thanki si afferma così come una voce originale e necessaria della narrativa internazionale, capace di restituire complessità e profondità alla parola “radici” senza mai rinunciare alla tensione verso il futuro. Un esordio che è già una promessa mantenuta.

Per saperne di più visita: einaudi.it

Copy link