Marco Damilano attraversa il presente della Chiesa con lo sguardo del cronista e il passo del narratore civile. Il libro non si limita a raccontare due pontificati, ma prova a decifrare una frattura storica: quella di un Occidente smarrito, attraversato da guerre, identità ferite, fondamentalismi e nuove solitudini.
a cura della redazione
L’autore ricostruisce il filo che unisce papa Francesco e Leone XIV, due figure venute dalle Americhe e chiamate a parlare al mondo da una frontiera geografica e spirituale. Da Buenos Aires a Chicago, da Santa Marta ai confini dei migranti, il reportage diventa mappa di un cattolicesimo inquieto, missionario, esposto al rischio dell’irrilevanza ma ancora capace di pronunciare parole scandalosamente universali: pace, accoglienza, fraternità.
Il titolo, tratto da Agostino, è la chiave morale dell’opera: non sono i tempi a essere buoni o cattivi in sé, siamo noi a renderli tali. E in questa responsabilità collettiva Damilano individua il cuore politico ed evangelico del messaggio dei due papi. La sua scrittura, limpida e partecipe, unisce testimonianza, analisi e racconto, restituendo il senso di una battaglia culturale combattuta non con le armi del potere, ma con quelle fragili — e per questo radicali — della parola.
Un libro intenso e necessario, che racconta la Chiesa per interrogare il mondo, e il mondo per misurare quanto sia ancora difficile, oggi, dire davvero “tutti”.
Per saperne di più visita: mondadori.it
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