Riccardo Bianchini – il nuovo singolo “Respirare quiete”

Il viaggio come stato dell’anima, tra parola, musica e filosofia

a cura della redazione


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Con “Respirare quiete”, Riccardo Bianchini torna a farsi ascoltare con un brano che non chiede attenzione immediata, ma presenza. È una canzone che avanza in punta di piedi, che non alza la voce e non cerca l’urgenza del colpo a effetto, preferendo invece il tempo lungo della riflessione e dell’ascolto profondo. Del resto, la cifra artistica di Bianchini è proprio questa: unire musica, pensiero e narrazione in un gesto creativo che assomiglia più a un cammino che a una destinazione.

Il singolo si presenta come un augurio di buon viaggio, ma non nel senso più ovvio del termine. Qui il viaggio è prima di tutto interiore: riguarda la mente, l’anima, la capacità di fermarsi mentre si va avanti. Il titolo stesso, Respirare quiete, suggerisce una postura esistenziale prima ancora che musicale: imparare a respirare dentro il movimento, a trovare silenzio anche mentre si percorre la strada.

Dal punto di vista sonoro, il brano si muove con misura ed eleganza. L’arrangiamento, curato insieme ad amici e sotto la guida del Geometra Mangoni, accompagna il testo senza mai sovrastarlo, lasciando che siano le parole a tracciare la rotta. La produzione sembra riflettere la storia stessa della canzone: nata d’impulso, rimasta a lungo in attesa, poi “lucidata” con pazienza fino a trovare il colore giusto. Nulla appare superfluo, nulla forzato.

Il testo è forse l’elemento più potente del brano. Bianchini canta la strada mentre si raggiunge la metà, non l’arrivo, non il traguardo. Racconta le persone che camminano con noi, le impronte lasciate dietro, quel momento sospeso in cui, quasi arrivati, ci si volta indietro per dare un senso al percorso. È una poetica della soglia, del “quasi”, che dialoga apertamente con la formazione filosofica dell’autore e con la sua attenzione alle applicazioni pratiche del pensiero.

“Respirare quiete” si inserisce con coerenza nel percorso di Riccardo Bianchini, artista poliedrico capace di attraversare musica, letteratura e filosofia senza mai separarle davvero. Come nel suo primo album Saldo mi pongo nell’esistenza o nei suoi lavori narrativi e teatrali, anche qui emerge una visione unitaria: l’arte come strumento per abitare il mondo con maggiore consapevolezza.

Non è un brano da consumo rapido, né pretende di esserlo. È una canzone da ascoltare camminando, magari davvero in viaggio, o nei momenti in cui si sente il bisogno di rallentare e guardarsi intorno. “Respirare quiete” non offre risposte, ma invita a fare spazio. E, oggi più che mai, è un gesto radicale.

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