A soli 23 anni, Simone Quartuccio – in arte S.I.M.O. (Sogna Il Meglio Osando) – ha già attraversato più di cento palchi, trasformando esperienze personali, valori familiari e sogni ostinati in canzoni capaci di creare un legame diretto con chi ascolta. Cantautore pop polistrumentista, cresciuto tra pianoforte, chitarra e scrittura istintiva, S.I.M.O. porta nella sua musica un’urgenza emotiva sincera, che trova nei brani più recenti come OFFLINE e QUELLO CHE SOGNAVO una nuova maturità espressiva. Lo abbiamo incontrato per parlare di identità, crescita e di cosa significa, oggi, continuare a sognare senza smettere di osare.

a cura della redazione


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Il tuo nome d’arte è già una dichiarazione d’intenti: Sogna Il Meglio Osando. Quando hai capito che questo motto non era solo uno slogan, ma una direzione di vita?
Per me sognare osando è la chiave giusta per riuscire a ottenere qualcosa. L’uno deve fare da fratello all’altro. Vivere con un sogno ti dà l’adrenalina giusta per affrontare la vita, mentre l’osare ti fa capire quanto sei disposto a dare per ricevere ciò che desideri.

La tua storia musicale inizia molto presto, con una tastiera regalata a otto anni. Che tipo di bambino eri e cosa ti dava la musica in quel momento della tua vita?
Ero un bambino che non aveva un telefono né altro, quindi scoprire questo strumento per me è stato come trovare un amico.

L’incontro con la chitarra a quindici anni segna una svolta: autodidatta, tutorial, notti passate a suonare. Cosa ti ha insegnato quell’approccio istintivo che ancora oggi ti porti dietro?
Di sicuro quella notte la ricorderò per sempre. Se non fosse stato per quel regalo, forse non scriverei canzoni… o forse sì. La fame di apprendere ce l’ho tutt’ora e, di conseguenza, cresce anche la voglia di farcela.

Hai calcato oltre cento palchi in pochi anni, tra live personali e aperture importanti. In che modo il palco ha contribuito a costruire la tua identità artistica e umana?
Il palco è stato senza dubbio un passaggio molto importante. Fare cinque ore di macchina, aspettare intere giornate anche solo per cantare due brani, lo rifarei. Perché mentre d’estate tutti erano al mare, io facevo questo, e mi ha fatto capire quanta voglia avevo e quanto desiderassi davvero realizzare tutto.

Nelle tue canzoni tornano spesso temi come famiglia, amore e gratitudine. Quanto è difficile oggi restare fedeli a questi valori in una scena musicale che spesso spinge verso altro?
Amo amare. Al di là della ragazza: la famiglia, il mio cane, mia nonna. Per me l’amore è come il respiro, non si può vivere senza. Scriverò sempre d’amore.

“Non sarò mai solo”è un brano fortemente autobiografico, quasi una confessione. Quanto ti costa emotivamente mettere te stesso così a nudo nelle canzoni?
Quando ho scritto Non sarò mai solo avevo 17 anni, quindi ero agli inizi e sperimentavo molto, anche a livello di identità musicale. A quell’età il carattere cambia tanto, quindi invece di sfogarmi con uno psicologo l’ho fatto scrivendo quel brano.

Con “OFFLINE” e “QUELLO CHE SOGNAVO” sembri raccontare una nuova fase della tua vita. In cosa senti di essere cambiato rispetto agli inizi?
Di sicuro questi ultimi due brani iniziano a rappresentare il vero S.I.M.O. Tutte le mie canzoni, ad oggi, sono pre-prodotte da me e scritte interamente da me, quindi sono davvero felice dei progressi che sto facendo.

Sei un polistrumentista e curi molto la parte musicale oltre al testo. Quando scrivi, nasce prima l’emozione, la parola o il suono?
Di solito nasce tutto insieme: suono la chitarra o il piano e poi inizio a scrivere. Prima lasciavo il testo così com’era, senza ritoccarlo; ultimamente invece faccio parecchie modifiche, cercando di curare molto i dettagli di ciò che voglio dire.

A 23 anni hai già vissuto molto, ma sei ancora all’inizio del percorso. C’è una paura che senti di dover ancora affrontare davvero come artista?
Ma che paura… le cose per cui avere paura sono altre, e le ho toccate con mano.

La musica non mi fa paura.

Se guardi avanti, al Simone fra qualche anno, cosa speri di non perdere mai, anche se tutto dovesse cambiare?
La fame, l’amore, le persone che amo e chi mi ama.

LESSSGOOOOO💙

Complimenti Simone, un grosso in bocca al lupo per il tuo futuro artistico

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