“Sei la mia città” – Jhonny Cannuccia canta Roma con cuore pop e anima R&B

Dopo il successo di “Non smetto”, Jhonny Cannuccia torna a emozionare con “Sei la mia città”, un singolo che profuma di autenticità e di Roma. Pubblicato il 31 ottobre 2025 per ATLANTIX con distribuzione Virgin Universal, il brano è una dichiarazione d’amore verso la Capitale, un viaggio musicale tra pop e R&B che intreccia ritmo e sentimento. In questa intervista, l’artista romano racconta il legame profondo con la sua città, le ispirazioni dietro la scrittura e l’evoluzione di un percorso artistico che continua a sorprendere.

a cura della redazione


Ciao Jhonny, benvenuto su Che! Intervista e complimenti per il nuovo singolo “Sei la mia città”! Partiamo subito da qui: com’è nato questo brano e quale immagine di Roma volevi restituire attraverso la musica?
Ciao a tutti e grazie per i complimenti e per l’invito a questa intervista. Io vivo nella periferia romana, in mezzo al verde ma per motivi lavorativi giro praticamente tutta Roma e ogni quartiere ha la sua particolarità e la sua bellezza, mi da calore e con questo brano ho provato a trasmettere calore, una cosa tipo le famose ottobrate romane, dove la mattina esci col giacchetto e verso mezzogiorno ti ritrovi a mezze maniche.

Nel testo parli di una “cartolina” emotiva. Ti va di raccontarci come hai trasformato questo ricordo analogico in un messaggio musicale contemporaneo?
La canzone è nata in 3 giorni mi trovavo di sabato sulla via prenestina, zona pigneto, largo preneste, mi è venuta in mente una melodia e ho cominciato a canticchiare delle parole che poi sistemate sono diventare l’inizio del brano, poi non lo so è stato tutto automatico.

“Sei la mia città” unisce il romanticismo del pop a una linea vocale più R&B. È una scelta istintiva o frutto di una precisa ricerca sonora?
Puro istinto. Il sabato sera dopo che ho messo a dormire moglie e figlie ho acceco il pc, aperto logic e iniziato a scrivere il giro di chitarra che avevo in mente dalla mattina, domenica ho finalizzato la musica, il lunedi ho tirato giù il testo così di getto.

La tua scrittura ha sempre un’impronta personale e riconoscibile. In che modo Roma influisce sul tuo modo di comporre e raccontare storie?
Sono convinto che l’ambiente dove vivi, le persone che frequenti t’influenzano sia nel bene che nel male. Io sono romano, caciarone, mi piace il puro cazzeggio, e questo cerco di riportarlo nei miei testi e nella mia musica. L’alba dei quarantenni, la canzone che ho fatto per i miei 40 anni, è secondo me l’esempio più vicino a come sono caratterialmente.

Hai un passato che attraversa generi diversi — dal punk al metal, fino al pop contemporaneo. Cosa hai portato con te da quelle esperienze e cosa hai scelto di lasciare?
Porto tutto con me, sia cose belle che meno belle perché l’esperienza è importante. Mi piace parlare di cose reali, di cose vissute, ho quarant’anni e qualcosina nel mio bagaglio d’esperienza ce l’ho. Io il 20 luglio ero tra le 70 mila persone a Imola per vedere gli AC/DC, un’esperienza bellissima, uno dei più bei concerti che abbia mai visto….un altro frammento di vita ed emozione che potrei raccontare un giorno in un pezzo.

Nella tua carriera ci sono stati momenti di pausa e di rinascita. Cosa ti ha spinto, oggi, a tornare con questa energia e con un brano così intimo?
Come ho detto il brano è venuto da se. Ho trovato degli appunti nelle note del telefono che già una decina di anni fa avevo provato a scrivere qualcosa su Roma, ma evidentemente ancora non ero pronto.

La collaborazione con ATLANTIX e la distribuzione Virgin Universal segnano un nuovo capitolo. Che tipo di rapporto creativo hai instaurato con il team di produzione?
Fortunatamente sono liberissimo nelle produzioni, non ho paletti, continuo a comporre con il mio amico Andrea Pronzati e vi posso anticipare che stiamo in un momento molto produttivo, stiamo finalizzando 2 brani, uno che uscirà presumibilmente i primi del nuovo anno e sarà un pezzo punk rock con un featuring di un rapper barese bravissimo. L’altro brano ci lavoriamo da 2 anni uscirà l’8 marzo per la festa delle donne. Quindi diciamo che i ragazzi dell’atlantix dovrebbero essere felici di questa produttività.

“Roma non è solo traffico e buche”, hai detto sorridendo: c’è un luogo o un momento della città che senti più tuo, e che magari ritrovi anche tra le note della canzone?
Come descritto la canzone nasce in zona pigneto, zona che amo, peró spesso mi ritrovo a dover andare nel centro storico dove è zona ztl e non posso entrare con la macchina, quindi parcheggio sul lungo tevere (sempre troppo lontano dal luogo di arrivo) e mi trovo a passeggiare davanti a castel Sant’Angelo, via di Ripetta, via del corso, largo Argentina, tutti luoghi magici dove si respira l’aria di Roma antica.

Ogni tuo singolo ha una sonorità diversa, come se rappresentasse una fase nuova del tuo viaggio artistico. Dove ti sta portando la musica in questo momento?
Sempre sul rock, in passato se andate a spulciare il mio spotify ho fatto una canzone dal titolo come una lacrima, un brano melodico, dolce, forse il testo più bello che ho scritto. Ma la direzione rimane quella di fare casino e continuare a fondere esperienze e cultura musicale che ho acquisito finora.

E infine, Jhonny: se dovessi davvero scrivere quella cartolina di cui parli nel brano, a chi la manderesti e cosa scriveresti sul retro?
La manderei al me stesso di una ventina di anni fa scrivendo: la musica è eterna come la città in cui abbiamo la fortuna di essere nati. Scusate se sono stato prolisso, ma sono stare domande molto stimolanti. Grazie ancora.

Grazie Jhonny e complimenti per la tua carriera artistica!

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