Shizarina, dal salottino di “Avanti un altro” al debutto musicale con “Tu mi vuoi (o no?)”

Dal salotto televisivo alla musica d’autore, l’artista si racconta tra atmosfere anni ’70/’80 e l’incertezza dell’amore.

Volto televisivo noto al grande pubblico come la “Miss dai capelli rossi” del programma Avanti un Altro!, Shizarina – alias Sabrina Di Cesare – debutta nella musica con un singolo che unisce sonorità rétro e scrittura cantautorale.

“Tu mi vuoi (o no?)” è una canzone che esplora il dubbio amoroso per eccellenza, con arrangiamenti che evocano gli anni ’70 e ’80 ma parlano anche alla sensibilità contemporanea. Abbiamo incontrato Shizarina per parlare del suo esordio, del passaggio dalla TV alla musica e del valore universale di una domanda che tutti, almeno una volta, ci siamo posti.

A cura della redazione


Sponsored by


Benvenuta su Che! Intervista, Shizarina, e grazie per essere con noi. Il tuo debutto musicale arriva dopo l’esperienza televisiva: cosa significa per te fare questo passo e mostrarti al pubblico in una veste nuova? 
Grazie per l’invito. Premetto che io ho sempre desiderato fare musica, è il mio obiettivo principale. Infatti studio attualmente al Conservatorio, ho anche studiato musica in passato. La televisione viene dopo la musica…mi piacciono entrambe, tutte e due fanno parte del mondo dello spettacolo, ma la musica verrà sempre prima per me.

“Tu mi vuoi (o no?)” nasce da una tua esigenza personale: qual è stato il momento preciso in cui hai capito che quella domanda meritava di diventare una canzone?
È una bellissima domanda. Sono molto legata alla sfera sentimentale umana, mi interrogo spesso su come le persone possano intendere e vivere questo mondo. Mi piace documentarmi e ascoltare la vita amorosa delle persone che ho attorno. Ne leggo di tutti i colori, e con sempre più frequenza mi sono imbattuta in storie che sembravano da favola, senza però avere la conferma di essere una coppia di fatto, da parte dell’altro. Penso che sia fondamentale darsi delle definizioni, ufficializzare il rapporto e renderlo esclusivo. Io stessa non sarei in grado di stare con qualcuno, spendere delle energie e farmi dei piani senza avere la certezza che il partner voglia la stessa cosa da me. La leggerezza non fa per me. Probabilmente prendo i sentimenti troppo sul serio per essere una ventenne.

Nel brano ritroviamo atmosfere sonore che richiamano gli anni ’70 e ’80. Perché hai scelto proprio quell’immaginario musicale per raccontare un dubbio così attuale?
Sono cresciuta con queste sonorità, mi piacciono da impazzire. Ho voluto creare questo mix tra passato e contemporaneità per dimostrare come la musica sia un ponte tra due epoche, capace di piegare il tempo e trasformare il tutto in un eterno attimo presente.

Il testo gioca con immagini quotidiane e metaforiche: fiori che si sfiorano, vetri appannati, mani che cercano. Quanto c’è della tua esperienza personale dietro questi dettagli?
Scrivendo ho l’opportunità di creare, mischiare, “fare finta” di aver vissuto certe cose. Diciamo che in parte sono stata protagonista di alcuni episodi.

Il passaggio dalla televisione alla musica non è mai semplice: quanto il tuo percorso televisivo ti ha aiutata – o al contrario condizionata – nel proporti ora come cantautrice?
Non ho avuto alcun ostacolo, anzi, penso che ciò mi abbia aiutata. Di base sono una persona timida, spigliata con pochi. Stare davanti alle telecamere mi ha aiutato a sciogliermi, cosa fondamentale per chi vuole fare musica e proporsi a un pubblico sempre più grande. In televisione ho interpretato il ruolo di Miss, che nell’immaginario collettivo è una ragazza fine, elegante, a modo, forse un po’ esuberante. Ecco, io nella vita reale sono una gran maldestra che non si fa problemi a mostrarsi struccata o vestita male. Non vorrei che la gente pensi che a cantare sia la Miss, e non Shizarina!

Hai dichiarato di non voler scrivere una canzone “perfetta”, ma una canzone “vera”. Cosa significa per te autenticità nella musica?
Autenticità nella musica vuol dire scrivere quello che si sente, a volte seguendo anche schemi atipici. Alcuni autori hanno timore o vergogna nello scrivere certe cose, pensano troppo al giudizio altrui. Questo non mi riguarda.

Il bisogno di conferme e la paura del rifiuto sono emozioni universali, oggi amplificate anche dai social e dalle dating app. Pensi che la tua canzone parli soprattutto ai giovani o a più generazioni?
I sentimenti umani non hanno età. Certo, il consumismo relazionale sembra essere più frequente nei giovani, ma anche andando avanti con gli anni si incontrano casi analoghi. La canzone parla a chi la sente sua. 

Nel processo creativo sei stata affiancata da Dennis Anzalone e Davide Persico. Quanto hanno influito le loro competenze nel definire il suono finale del brano?
Entrambi sono dei giovani professionisti molto validi. Nella mia mente ho sempre avuto molte idee di sound, ma non riuscivo a metterle in pratica perché non sapevo dove (e come) mettere le mani in pasta. Dennis ha azzeccato completamente la mia identità musicale, le sue orchestrazioni mi fanno impazzire. Davide si è occupato delle registrazioni, del mix e del master. Mi ha anche aiutato nel costruire i cori, da sola non sarei mai potuta riuscire in queste cose, lavorare con altre persone è fondamentale.

Questo debutto segna l’inizio di un percorso che prometti di voler portare avanti con continuità. Puoi anticiparci se stai già lavorando a nuova musica o a un progetto più ampio?
Si, sto lavorando a tanta nuova musica. Fra qualche tempo (poco, eh!) usciranno cose nuove.

Torniamo alla domanda che dà titolo al singolo: “Tu mi vuoi, o no?”. Se dovessi rispondere oggi, con le consapevolezze di questo esordio, cosa diresti a te stessa?
Mi direi di stare tranquilla per certi versi, e non esiterei due volte a scegliere me stessa rispetto a qualcuno che magari mi sta attorno solo per i suoi bisogni.

Grazie Shizarina e complimenti per il tuo singolo e la tua carriera artistica!

Per saperne di più visita:
Instagram

Ascolta il brano

Copy link