Silvia Brindisi: educazione, parole e comunicazione tra libri, poesia e radio

Nel mondo dell’educazione e della comunicazione esistono storie che nascono dall’incontro tra esperienza umana e passione creativa. Quella di Silvia Brindisi, romana, educatrice professionale e oggi maestra della scuola dell’infanzia, è una di queste. Dopo anni di lavoro nel sociale – tra comunità terapeutiche, carcere e progetti con persone fragili – Silvia ha affiancato alla sua attività professionale un percorso creativo fatto di scrittura, poesia, fotografia e radio. Autrice di libri e contributi editoriali, continua a esplorare le molte forme della comunicazione, convinta che parole, immagini e voce possano diventare strumenti di incontro e consapevolezza.

a cura della redazione


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Silvia, benvenuta. Per iniziare, ci racconti chi è Silvia Brindisi oggi e quale percorso umano e professionale l’ha portata fino alle sue attuali esperienze tra educazione, scrittura e comunicazione?
Sono una donna sensibile, empatica, altruista sempre più decisa, determinata e cresciuta molto a livello umano e professionale .
Il mio percorso nasce da dopo il diploma con la voglia di cambiare al meglio il mondo anche durante le ingiustizie e tutelare e aiutare le persone più fragili e in difficoltà nel mio piccolo.

Il tuo percorso nel sociale è molto articolato: hai lavorato con tossicodipendenti, detenuti, persone con disabilità e nel contesto psichiatrico. Quali insegnamenti ti hanno lasciato queste esperienze così intense?
Ho visto e lavorato in realtà molto difficili, delicate di cui purtroppo si sente parlare poco e che dovrebbero essere più tutelate e considerate sotto vari punti di vista.
Gli insegnamenti che ho appreso in tutti questi anni sono stati molti, tra cui il mettersi in discussione, ascoltare di più l’altro e dare sempre più importanza al confronto tramite il dialogo e a sviluppare ancora di più sia empatia che il problema solving.

Oggi sei maestra della scuola dell’infanzia. In che modo il tuo passato da educatrice professionale ha influenzato il tuo approccio educativo con i più piccoli?
Mi ha aiutato molto, mi piacciono da sempre i bambini , e ho scoperto quanto sia bello lavorare con loro perché ti fanno vedere le cose e la realtà senza filtri, con semplicità e naturalezza e soprattutto hanno molto bisogno di essere ascoltati.

Nel 2015 hai pubblicato “Amicizie magiche”, un libro di favole per bambini incentrato sul valore dell’amicizia. Come è nata l’idea di scrivere storie dedicate ai più piccoli?
Questo libro l ho scritto in una sera , di getto perché volevo dar rilievo ai vari valori che ci sono oggi a volte dimenticati come la condivisione, il non aver pregiudizi e anche l importanza della lettura tra genitori e figli, visto che nella nostra società ora si va sempre si corsa e a loro invece servono molti i momenti meno frenetici e fatti di semplicità.

Nel 2016 è arrivato il tuo secondo libro “Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore”, un racconto intenso ambientato a Roma. Cosa ti ha spinto ad affrontare un tema così delicato come l’incontro con una persona senza fissa dimora e i pregiudizi sociali?
Mi ha spinto a scrivere questo libro il fatto che spesso di sera mentre tornavo da lavoro notavo nelle varie zone periferiche di Roma diverse persone senza fissa dimora. Era da molto tempo che dopo il primo libro volevo scriverne uno che raccontasse qualcosa di vero e una sera ho iniziato a scriverlo. Non è stato facile ma son stata molto contenta del successo ottenuto.

Nel 2019 hai contribuito con un saggio al volume “Prevenzione e qualità. Il ruolo dell’educatore con i minori”. Quanto è importante oggi il ruolo dell’educatore nella prevenzione e nella crescita dei giovani?
Il ruolo dell educatore è uno dei ruoli più fondamentali della nostra società, ma mi spiace dirlo dev essere più valorizzato e ricercato visto le diverse realtà difficili che ci sono nelle nostre società.
È un ruolo molto delicato da svolgere con amore e professionalità perciò chi decide di farlo ne dev essere convinto e portato.

Durante il lockdown del 2020 hai scoperto la poesia, pubblicando diversi testi anche in antologie. Che tipo di linguaggio rappresenta la poesia per te rispetto alla narrativa?
La poesia è stata una bella scoperta,ha un linguaggio più semplice e chiaro.

Tra le tue passioni c’è anche la fotografia. In che modo l’immagine fotografica riesce a raccontare ciò che a volte le parole non riescono a esprimere?
Mi piace molto fotografare sia i paesaggi al tramonto ma anche i visitatori delle persone in modo inaspettato.
La fotografia riesce a raccontare in uno scatto molto che può essere visto in modo soggettivo e il bello è che resta come ricordo da vedere e portare nel tempo.

Negli ultimi tempi ti sei avvicinata al mondo della radio come speaker. Cosa ti affascina di questo mezzo e che tipo di comunicazione pensi possa offrire oggi?
Mi affascina il fatto che la radio è un mezzo di comunicazione veloce, arriva ovunque senza limiti ed è importante per me.
Dovrebbe offrire più spazi inerenti a tematiche sociali e un po’ meno musica o calcio.

Guardando al futuro, quali nuovi progetti creativi o editoriali ti piacerebbe realizzare per continuare a raccontare storie e condividere esperienze?
Mi piacciono molto progetti nuovi, non banali e magari che raccontano realtà attuali.

Il “Diario delle emozioni” rappresenta un progetto particolare, quasi esperienziale: come dovrebbe utilizzarlo il lettore per trarne il massimo beneficio?
Penso sia molto importante ed utile da usare un diario personale scrivere ciò che sente, vuole o anche dubbi o progetti.
Nella scrittura grazie alle emozioni a volte emergono cose che portiamo dentro che riescono ad uscire nel bene e nel male solo scrivendo.

Oggi molti aspiranti autori vorrebbero pubblicare un libro: quale consiglio daresti a chi sente di avere una storia dentro ma non sa da dove iniziare?
Scrivete ciò che volete senza paura, osate se è ciò che volete e in cui credete. Rileggete spesso ciò che scrivete e soprattutto per pubblicare il libro non fatelo con le case editrici che chiedono i soldi.

Quali progetti stai preparando e cosa possono aspettarsi i tuoi lettori nei prossimi anni?
Ho diversi progetti che spero di realizzare entro l anno , ma essendo scaramentica per ora non li svelo..spero solo di realizzare qualche altro mio nuovo sogno.

Grazie Silvia e complimenti per tutto!

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