Simone Porreca racconta “I Segreti Delle Foglie”: nostalgia, fine di un amore e nuovi inizi

Con “I Segreti Delle Foglie”, disponibile da venerdì 12 giugno su tutte le piattaforme digitali, Simone Porreca apre un nuovo capitolo del proprio percorso artistico. Scritto dallo stesso cantautore e prodotto da Matteo Pravettoni, il brano racconta il momento sospeso che segue la fine di un amore: quando una storia è terminata, ma continua a tornare nei pensieri, nelle abitudini, negli incontri casuali e nelle domande rimaste senza risposta. Tra sonorità synth-pop nostalgiche e una scrittura intima e diretta, Porreca trasforma la malinconia in un luogo sicuro, chiudendo simbolicamente la notte dell’album 13 Candele e affacciandosi a una nuova fase creativa.

a cura della redazione


Benvenuto su Che! Intervista, Simone e grazie per essere con noi. “I Segreti Delle Foglie” è il tuo nuovo singolo: con quale stato d’animo presenti questo brano al pubblico?
Ciao, grazie per avermi dato l’opportunità di raccontare le emozioni che si celano dietro il mio mondo e la mia scrittura. Oggi direi che lo stato d’animo con cui presento il singolo è totalmente diverso rispetto a quello che avevo quando l’ho scritto. Sono felice e mi sento orgoglioso del percorso artistico che sto facendo. Ho lasciato alle spalle il dolore di quella storia, anche se, ogni volta che canto il brano, riaffiora sempre un po’ di nostalgia.

La canzone racconta quel momento in cui una storia è finita, ma continua comunque a riaffacciarsi nei pensieri. Da quale esperienza o immagine nasce questo racconto?
Nasce da una storia che ho vissuto nel 2024, la stessa di cui ho parlato nel mio album di debutto 13 Candele. Sentivo la necessità di aggiungere qualcosa a ciò che avevo già raccontato. Scrivere, per me, è una terapia: mi ha aiutato a liberarmi e ad andare avanti. Giuro che ho finito di rimuginare sulla stessa persona! Ora ho altre esperienze da raccontare.

Nel brano emerge il tema della nostalgia, ma anche la difficoltà di distinguere ciò che era amore da ciò che era diventato abitudine. Quanto è complesso, secondo te, separare questi due piani quando una relazione si conclude?
È estremamente difficile. Quando finisce qualcosa di bello con una persona, è come se il cervello andasse in tilt. Non riesce più a distinguere ciò che era vero da ciò che era diventato semplicemente quotidianità. Serve tempo e serve parlare, liberarsi e raccontarsi. Solo così ho capito a distinguere ciò che era vero amore da ciò che era diventato soltanto consuetudine.

Il titolo I Segreti Delle Foglie ha una forte carica evocativa. Che significato attribuisci a questa immagine e che cosa custodiscono, simbolicamente, queste foglie?
Ho sempre sperato che qualcuno mi facesse una domanda del genere. Quando ho scritto il brano, quindi in un momento di assoluta tristezza e confusione, ho voluto rappresentarmi come i poeti di un tempo. In passato, grandi letterati come Pascoli cercavano rifugio nella natura e sostenevano di essere gli unici a comprenderla davvero, a sentirne la lingua segreta. Ecco, in quei mesi era come se non riuscissi più a creare una connessione con i fiori, le piante e le foglie. Da qui è nato il titolo del brano, che racconta la fine di una storia che ho vissuto.

Hai raccontato che il brano segna “la fine della notte” e quindi del percorso legato al tuo album d’esordio 13 Candele. Perché questa canzone rappresenta una chiusura e, allo stesso tempo, un nuovo inizio?
Come anticipavo, la canzone segue il filone narrativo del mio album di debutto e racconta la stessa storia d’amore che ho vissuto, ma da una prospettiva diversa. Sentivo la necessità di lasciare quel mondo notturno e iniziare una nuova fase, sia dal punto di vista della scrittura sia da quello della produzione.

Dal punto di vista sonoro, il singolo unisce atmosfere synth-pop nostalgiche a soluzioni più sperimentali nel bridge. Come avete lavorato, tu e Matteo Pravettoni, per costruire il paesaggio emotivo del brano?
Collaboro con Matteo ormai da un po’ di tempo. Ha sempre capito alla perfezione ciò che voglio raccontare con i miei brani. È uno dei pochi produttori con cui ho lavorato capace di trasformare in musica tutte le parole che canto. Abbiamo sempre amato sperimentare e “giocare” con la musica, proprio come abbiamo fatto anche con questo singolo.

La notte è stata un simbolo centrale nel tuo album 13 Candele, legata a creatività, introspezione e cambiamento. Che rapporto hai oggi con quella dimensione notturna della scrittura?
La notte mi ha donato tantissimo e continua a donarmi molto, ma sento di essere entrato in una nuova fase della mia vita. Oggi sento il bisogno di raccontare le mie esperienze in una chiave diversa, sotto una nuova luce, soprattutto per ciò che ho vissuto lo scorso anno. Ed è quello che sto facendo anche con I Segreti Delle Foglie.

Per la parte visiva del progetto hai coinvolto un team creativo composto da Sofia Savoldi, Denis Lufi, Loris Colaianni e Francesca Porreca. Quanto conta, per te, costruire un immaginario visivo coerente con la musica?
È essenziale creare un mondo visivo coerente con ciò che si vuole raccontare attraverso la propria musica. È un po’ come una strategia di marketing. Immagina di raccontare qualcosa di nostalgico e poetico e rappresentarlo visivamente con qualcosa di futuristico e minimalista: le persone storcerebbero un po’ il naso. Con il mio team, che è stato sublime nel raccontare visivamente il nuovo mondo musicale che sto costruendo, abbiamo fatto diversi incontri durante i quali ho mostrato loro moodboard e schizzi per introdurli al meglio nell’immaginario che avevo in mente. Sarò sempre grato a tutti loro.

Le tue canzoni nascono spesso da esperienze personali, amori, riflessioni e pensieri che ritornano. Come riesci a trasformare qualcosa di intimo in un linguaggio in cui anche gli altri possano riconoscersi?
È uno dei miei obiettivi personali: far sentire le persone rappresentate e permettere loro di rispecchiarsi in ciò che ho vissuto, così da farle sentire meno sole. Il mio progetto nasce principalmente per questo. Faccio musica perché è una terapia personale, ma anche per aiutare le persone raccontando la mia quotidianità, che in fondo è quella di ogni essere umano. In molti mi chiedono come riesca a raccontare in modo così preciso dolori, amori ed esperienze attraverso la scrittura, ma faccio sempre fatica a rispondere, perché non c’è nulla di studiato: è tutto spontaneo. Tutto ciò che racconto nasce dalla realtà e dalla spontaneità.

Dopo I Segreti Delle Foglie, quali emozioni, storie e trasformazioni desideri raccontare nei prossimi capitoli del tuo percorso musicale?
C’è tanto in cantiere. Posso solo dire che il mondo visivo in cui vi ho introdotto con questo singolo è solo all’inizio. C’è ancora molto da raccontare e tanti nuovi giardini da esplorare. Sono felicissimo che sia finalmente arrivato il momento di raccontare qualcosa di nuovo.

Grazie Simone e complimenti per tutto!

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