Sonia Vantaggio – Quando la musica torna a chiamare

Intervista alla cantautrice salentina che debutta con “Estate Infinita”, un inno gentile alla rinascita e al coraggio di ricominciare.

Ha scelto di fermarsi per vivere la vita, e poi ha scelto di tornare per raccontarla. Dopo anni dedicati alla famiglia, Sonia Vantaggio fa il suo debutto discografico a 46 anni con un brano che unisce melodia, radici e consapevolezza. “Estate Infinita” non è solo una canzone: è una dichiarazione d’intenti. Abbiamo incontrato Sonia per parlare di musica, coraggio, tempo e sogni che non hanno scadenza.

a cura della redazione


Sonia, benvenuta su Che Intervista. “Estate Infinita” è il tuo primo singolo ufficiale, ma la tua storia con la musica viene da lontano. Da dove comincia davvero questo viaggio?
Dalla mia infanzia, quando cantavo insieme a mio padre. Il brano è nato in una notte d’estate, tra il mare e i pensieri.

Cosa ti ha spinto, in quel momento, a scrivere? E cosa hai capito di te in quell’istante?
Ho tirato fuori tutti i miei pensieri, che erano quasi soffocati durante il periodo in cui non cantavo più.

Dopo tanti anni lontana dalla scena musicale, hai scelto di rientrare con un progetto completamente tuo, scritto e composto da te. Quanto è stato difficile – e quanto liberatorio – farlo?
È stato difficile finché ci pensavo, ma dopo è stato semplice comporre il mio brano, perché un senso di libertà e tanti ricordi mi hanno invaso.

Il tuo legame con il Salento è evidente, sia nel testo che nell’immaginario visivo del videoclip. Cosa rappresenta per te questa terra? È solo sfondo o è anche ispirazione?
È un mondo d’ispirazione, legata alle tante bellezze del territorio, al mare, al sole, alla natura, a tutto questo e al mio passato vissuto.

Il titolo del brano, “Estate Infinita”, rimanda a una stagione eterna. Cosa significa per te, oggi, parlare di “infinito”? È una speranza, una scelta o una visione?
Una mia visione da condividere insieme ad una speranza infinita.

In un mondo musicale spesso dominato dalla giovinezza e dalla velocità, il tuo debutto è una voce fuori dal coro. Pensi che ci sia spazio, oggi, per narrazioni più mature e autentiche?
Perché no, in fondo la musica non ha età, come neanche i pensieri.

Hai parlato di leggerezza come di una conquista, non come di un’evasione. Quanto è importante, secondo te, riscoprire questa forma di leggerezza consapevole?
È tanto importante, la leggerezza ti fa affrontare i periodi attualmente tristi di questo mondo, ti fa evadere in una dimensione surreale, come i pensieri di un bambino dove non esiste pesantezza.

Il tuo percorso artistico si è intrecciato con quello personale. Quanto la tua esperienza di donna, madre e compagna ha influito sul modo in cui scrivi e interpreti?
Tantissimo, perché mi riconosco in tutte le mie esperienze.

Come immagini il futuro del tuo progetto musicale? Hai già altre canzoni pronte o idee che non vedono l’ora di prendere forma?
Il futuro non si può programmare, ma mai dire mai, forse ci saranno altre sorprese.

Se potessi parlare alla te stessa di vent’anni fa, che magari sognava la musica ma era frenata da altro, cosa le diresti oggi?
Direi: Sonia, un giorno la musica tornerà a riprenderti, le passioni non possono essere ibernate a lungo.

Grazie Sonia e complimenti per la tua carriera artistica!

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